Voucher digitalizzazione PMI per Hotel, B&B e attività ricettive. Cos’è e come fare domanda.

Il 24 ottobre 2017 è stato pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico, il bando per richiedere il Voucher digitalizzazione PMIconcesso a favore di micro, piccole e medie imprese, con cui accedere ad un contributo di 10 mila euro, finalizzato all’acquisto di softwarehardware e all’adozione di interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico.
Di fatto, ciascuna impresa può beneficiare di un unico voucher di importo non superiore a 10 mila euro, nella misura massima del 50%del totale delle spese ammissibili.

 

Quali vantaggi può trarre un’attività ricettiva come un hotel dal bando digitalizzazione?

Qualsiasi struttura ricettiva PMI come hotel può richiedere il voucher digitalizzazione e può utilizzarla per acquistare software, hardware o altri servizi.
Ad esempio si può acquistare un software gestionale che rientra pienamente nei punti a/b del bando così da digitalizzare ed automatizzare diversi processi.
Modernizzare l’organizzazione dei processi in una struttura ricettiva, permette di risparmiare sulle tempistiche, così da poter dedicare più tempo ai propri ospiti.
Basti pensare al lavoro svolto dal channel manager, in grado di automatizzare ogni operazione per la gestione dei vari canali.

Quali strutture possono presentare domanda di agevolazione?

Il Voucher digitalizzazione PMI può essere concesso in favore di micro, piccole e medie imprese (mPMI), costituite in qualsiasi forma giuridica, che risultano possedere, alla data della presentazione della domanda, i requisiti previsti all’art. 5 del decreto 23 settembre 2014.
Nel bando RIENTRANO anche tutti quei B&B che sono PMI iscritte al registro delle imprese e svolgono l’attività in forma d’impresa.

Gli agriturismi rientrano nel bando digitalizzazione?

Nelle FAQ del Ministero dello sviluppo economico, al punto 1.2 si legge:

  • Sono previste delle restrizioni in ordine ai settori di attività economica dei soggetti beneficiari?
    Si. Possono beneficiare del voucher le imprese operanti in tutti i settori di attività economica ad eccezione di quelli esclusi dall’articolo 1 del regolamento (UE) n. 1407/2013 (aiuti “de minimis”) quali il settore della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e acquacoltura. Tuttavia, qualora le imprese che operano in tali settori svolgano anche attività economiche ammissibili, le stesse possono beneficiare del Voucher a condizione che siano in possesso di un adeguato sistema di separazione delle attività o di un sistema contabile che assicuri la distinzione dei costi“.

Questo requisito è verificabile in fase di compilazione della domanda all’interno della piattaforma, infatti l’impresa potrà verificare il possesso del requisito relativamente al codice di attività in proprio possesso.

Quali sono le spese ammissibili?

Come stabilito dall’articolo 2 del decreto 23 settembre 2014, le spese ammissibili devono essere riferite all’acquisto di software, hardware o servizi che consentano il raggiungimento delle seguenti finalità:
a) miglioramento dell’efficienza aziendale;
b) modernizzazione dell’organizzazione del lavoro;
c) sviluppo di soluzioni di e-commerce;
d) connettività a banda larga e ultralarga;
e) collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
f) formazione qualificata nel campo ICT del personale.

Qual è l’importo del Voucher concedibile?

Ai sensi di quanto disposto all’articolo 6, comma 1, del decreto 23 settembre 2014 per ciascun soggetto beneficiario può essere riconosciuto un Voucher nella misura massima del 50 per cento del totale delle spese ammissibili e, comunque, di importo non superiore a 10.000,00 euro.
La predetta agevolazione è concessa nel rispetto del regolamento (UE) n. 1407/2013 che disciplina gli aiuti a titolo “de minimis” tenuto conto anche della eventuale procedura di riparto delle risorse prevista dall’articolo 8, commi 5 e 6 del decreto 23 settembre 2014.
Come va presentata la domanda per hotel, bed and breakfast o altre strutture ricettive?
Le imprese devono avere obbligatoriamente la Firma Digitale con la Carta Nazionale dei Servizi attiva e l’ indirizzo PEC registrato presso la Camera di Commercio.
La domanda va presentata esclusivamente attraverso via telematica, accedendo a questa pagina.

Quando va presentata la domanda?

Le domande potranno essere presentate dalle imprese, esclusivamente tramite la procedura informatica che sarà resa disponibile nella sezione del sito del Ministero dello Sviluppo Economicoa partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018. Già dal 15 gennaio 2018 sarà possibile accedere alla procedura informatica e compilare la domanda.

15 gennaio 2018: Accesso alla compilazione on-line della domanda
30 gennaio 2018: Apertura presentazione domande dalle ore 10:00
9 febbraio 2018: Termine presentazione domande alle ore 17:00
12 marzo 2018: Comunicazione da parte del Ministero per la conferma del Voucher.

Slope rientra nel bando digitalizzazione?

Sì, il software gestionale Slope rientra nel Voucher digitalizzazione.

Slope è un software gestionale che ti fornisce in un unico software tutti gli strumenti di cui hai bisogno per gestire in maniera più produttivaed efficace la tua struttura.
Il voucher digitalizzazione è un’occasione imperdibile per tutte quelle strutture ricettive che stanno valutando da un po’ la possibilità di acquistare un software in grado di semplificare il lavoro e massimizzare i guadagni.

Slope offre una suite di soluzioni software perfettamente integrate fra loro come il booking engine, il channel manager o il PMS. Slope è interamente cloud-based: questo ti permette di amministrare la tua struttura da qualsiasi dispositivo fisso o mobile ovunque tu sia.
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Vita da receptionist, 5 consigli utili

consigli receptionist

Chi l’ha detto che il cliente ha sempre ragione? Lavorare come receptionist in un hotel può dare diverse soddisfazioni, ma a tratti può rivelarsi snervante, specialmente se ci si trova di fronte a clienti dalle richieste bislacche.

Ecco alcuni consigli pratici per sopravvivere alla routine in hotel.

Fattura o ricevuta fiscale? Va bene anche lo scontrino!

Alzi la mano chi non si è mai sentito rispondere così. Alcuni riescono a fare anche di meglio, alla domanda “fattura o ricevuta fiscale”, rispondono che hanno bisogno della fattura, ma poi nel momento in cui gli vengono chiesti i dati dell’intestazione rispondono esterrefatti: “ma io non ho la partita IVA”.
Il problema è uno: molti clienti non conoscono la differenza tra fattura ricevuta fiscale.

La fattura si emette nei confronti di soggetti con partita IVA e va emessa in due copie, una per il cliente e una per l’albergatore. La funzionalità della fattura è quello di attestare una prestazione e richiederne il pagamento al soggetto con partita IVA, di fatto serve a comprovare l’avvenuta prestazione di servizi e il diritto a riscuoterne il prezzo.

La compilazione della ricevuta fiscale è più semplice rispetto alla fattura, va emessa in duplice copia, al cliente va consegnata l’originale, mentre all’albergatore resterà la copia, che dovrà poi consegnare al commercialista.

Come rispondere alle recensioni negative

Rispondere alle recensioni negative è buona regola per chi gestisce una struttura alberghiera. Alcuni utenti potrebbero dimostrarsi davvero poco amichevoli nel comunicare la loro impressione relativamente al soggiorno, tuttavia bisogna mantenere un certo aplomb e cercare di usare toni pacati.
Occorre ricordare che il modo in cui si risponde si ripercuote su altri potenziali clienti che potrebbero soggiornare presso la struttura.

Si consiglia di scrivere la propria risposta in maniera dettagliata e analizzando minuziosamente le problematiche riscontrate dall’ospite, così da dimostrare l’assoluta professionalità del vostro operato. Anche l’uso dell’ironia, se ben dosata e quando non scivola troppo nel sarcasmo, è un’utile arma per rispondere a quegli utenti che sono troppo irascibili. Potrebbe farvi guadagnare qualche punto in più, oltre ai consensi e a qualche sorriso.

Per quanto possa essere difficile, si consiglia di prevenire tali recensioni chiedendo al cliente al momento del check-out se ci sono stati problemi, così da aprire un dialogo ed arginare polemiche che potrebbero nuocervi.

Late check-out e clienti furbetti

Molto spesso il receptionist si trova di fronte a clienti furbetti che non rispettano l’orario definito per il check-out.
Cosa fare in queste situazioni? Oltre a specificare al momento della prenotazione gli orari standard di check-in e check-out, definite la possibilità del late check-out, inserendo l’ipotesi di un supplemento qualora i clienti volessero a disposizione la camera per un tempo più lungo del previsto. Non tutti i clienti sono furbetti, magari alcuni hanno avuto una giornata particolarmente intensa e vogliono riposare un poco di più.

L’importante è essere chiari al momento del check-in in struttura, così da evitare spiacevoli situazioni che potrebbero nuocere sia al cliente che all’albergatore.

Spiegare ai clienti la differenza tra acconto e caparra

Come sappiamo, la prenotazione di una camera può avvenire tramite diversi canali: telefono, canali OTA, e-mail o booking engine del sito. Dopo aver effettuato la prenotazione, il gestore della struttura chiede una somma di denaro a garanzia della prenotazione con delle regole di restituzione che variano. Molti clienti, chiamano in reception, facendo spesso confusione tra acconto e caparra.

L’acconto è un anticipo sul totale dovuto, che il cliente versa per soggiornare presso una struttura. Tale acconto conferma la volontà del cliente, nel caso di disdetta il cliente ha il diritto di riceverlo indietro. L’acconto tutela in maniera completa il cliente.

La caparra è una somma versata a garanzia di un contratto, se è versata una caparra e il cliente cancella la sua prenotazione, la struttura ricettiva ha il diritto di ritenere la caparra.

Come trattare i dati personali dei clienti

Come già specificato , qualora i dati siano raccolti dall’albergatore per la sola finalità di comunicazione alla Questura per via telematica, non è necessario ottenere il consenso espresso da parte del cliente.

È però necessario che i receptionist e gli albergatori rispettino alcune regole:

  • i dati raccolti devono essere utilizzati esclusivamente per la predetta finalità;
  • non devono essere raccolti dati ulteriori rispetto a quelli necessari (ossia nome, cognome, sesso, data e luogo di nascita, cittadinanza, tipo e numero di documento nonché luogo di rilascio, data di arrivo e giorni di permanenza);
  • i dati raccolti in forma cartacea o digitale dovranno essere distrutti dai gestori delle strutture ricettive subito dopo aver ricevuto la conferma dell’avvenuta trasmissione.

Ti è mai capitato di doverti relazionare con qualche cliente particolarmente bizzarro?

Raccontacelo nei commenti!