Quale assistenza clienti pretendere quando si acquista un software gestionale per hotel | Podcast Ep.12

Ep.12 - Quale assistenza clienti pretendere quando si acquista un software gestionale per hotel

Che tipo di assistenza clienti si deve pretendere quando si acquista un software gestionale per il proprio hotel? Quali devono essere le modalità di supporto messe a disposizione dall’azienda che fornisce il software? Come cambia la tipologia di supporto tecnico necessario nel caso si acquisti un software gestionale cloud o un software on premise?

Nella dodicesima puntata del podcast Ospitalità 4.0 parleremo di assistenza clienti e di come deve essere gestito il customer care per offrire un servizio che sia efficace e chiaro per l’albergatore ed il suo team.

Edoardo e Marco analizzeranno quelle che sono diverse problematiche che si trova ad affrontare un albergatore ed il suo team e come queste debbano essere assecondate dal supporto tecnico dell’azienda che fornisce il software gestionale. 

Il supporto tecnico è l’interfaccia che ha l’azienda che fornisce un software gestione con i propri clienti, per questo è fondamentale che si acquisti un prodotto che ha il team di supporto interno all’azienda e non esternalizzato, questo perchè solo grazie ai feedback e all’analisi delle richieste dei clienti la software house riuscirà a sviluppare un prodotto ottimale.

Stabilità del servizio offerto

Quando si acquista una soluzione cloud la gestione delle macchine server è delegata all’azienda che offre il servizio gestionale: è quindi responsabilità di chi eroga il servizio di garantire un sistema sempre raggiungibile e stabile (uptime del servizio). L’uptime rappresenta il “tempo in attività” di un servizio, ed esprime l’intervallo temporale in cui esso è funzionante e quindi fruibile dagli utenti.

In caso di problemi con una soluzione cloud se la software house che ha sviluppato il gestionale ha configurato opportunamente un’infrastruttura di monitoring della piattaforma, il team di manutenzione del servizio viene notificato immediatamente in caso di problemi.

Nel caso di una soluzione on premise (l’hotel che ha il server in struttura) sarà l’albergatore a doversi accorgere di eventuali problemi o malfunzionamenti e richiedere l’intervento manuale in struttura (o da remoto) da parte di un tecnico dell’azienda che fornisce la licenza del software gestionale.

Dare credito e riscontro ai problemi

Particolarmente rischioso è il caso in cui si acquista un software da un’azienda che sceglie di delegare ad aziende terze il supporto tecnico e l’assistenza clienti. Succede così che tali aziende si occupano esclusivamente di prendere in carico la richiesta di supporto, senza tuttavia offrire una soluzione concreta al problema evidenziato. 

Un’assistenza clienti di un software gestionale per hotel deve garantire personale qualificato che sappia dare credito e riscontro ai problemi evidenziati, cioè che sia in grado di estrapolare l’entità del problema dal ticket di supporto e possa garantire la reale risoluzione del problema in tempi rapidi. 

Ovviamente tutto questo deve essere supportato da una comunicazione chiara ed efficace.

Mettere a disposizione guide efficaci e tutorial

Un altro aspetto importante, offerto ai clienti per ricevere il miglior servizio possibile in ogni momento, è quello di mettere a disposizione guide ed tutorial efficaci e ben strutturati

In alcuni casi ci sono dei dubbi o delle curiosità che possono essere risolti senza l’ausilio dell’apertura di un ticket di supporto. Ma, oltre a questo, guide chiare permettono all’albergatore anche di conoscere meglio lo strumento software che ha comprato e sfruttarlo al meglio per ottimizzare i suoi processi di lavoro e, di conseguenza il revenue della struttura.

Il filo che lega i clienti ed il team di sviluppo

Essendo il team di supporto la “prima guardia” che si trova a contatto con gli utilizzatori del sistema (nel nostro caso albergatori e receptionist), è importante che queste persone vengano ascoltate e siano parte attiva della discussione aziendale nella decisione di strategie e roadmap dello sviluppo della piattaforma gestionale.

Quando si sceglie un gestionale chiedete sempre che ruolo ha il supporto dell’azienda.

Non cadete nella banale trappola di scegliere un software che sbandiera un’assistenza telefonica 24h su 24h e 7 giorni su 7 se poi chi risponde all’altro capo della cornetta non è integrato nel team (e quindi non può aiutarvi a risolvere problemi strutturali) o, ancora peggio, non ha gli strumenti o competenze per aiutarvi.

Per saperne di più vi invitiamo ad ascoltare la puntata e come sempre a scriverci il vostro punto di vista all’indirizzo email podcast@slope.it o sulla nostra Pagina Facebook.

I segreti del booking engine | Podcast Ep.11

I segreti del booking engine podcast Slope

Quali sono i segreti di un buon booking engine? Come può un booking engine aumentare le conversioni?

Nell’undicesima puntata del podcast Ospitalità 4.0 parleremo di booking engine e di quali sono i segreti che permettono ad un sistema di prenotazione di performare di più.

Cos’è un booking engine

Un booking engine è un’applicazione web che viene collegata al sito web di una struttura ricettiva e permette ai visitatori del sito di prenotare un soggiorno direttamente presso l’hotel.

Edoardo e Marco ci raccontano come il booking engine sia una delle principali armi a disposizione dell’albergatore per disintermediare, proprio perché grazie a questo strumento si possono ricevere prenotazioni direttamente dal cliente finale senza ricorrere ad intermediari.

I segreti del booking engine

Nel corso della puntata Edoardo e Marco elencano alcune caratteristiche fondamentali, spaziando da aspetti più tecnici fino a consigli per migliorare la chiarezza delle condizioni di prenotazione.

1) Live chat integrata nel booking engine

Una live chat, come quella messa a disposizione da Facebook Messenger, rappresenta un modo semplice per incrementare le conversioni, qualora un cliente abbia un dubbio in fase di prenotazione può contattare direttamente la struttura tramite chat.

2) Velocità + semplicità = prenotazioni dirette

I tempi di caricamento sono a dir poco fondamentali per evitare drop di utenti che non hanno voglia di attendere il caricamento della pagina.
In fase di prenotazione l’esperienza deve essere quanto più piacevole, veloce e semplice, questo implica ovviamente che il sistema di prenotazione sia mobile responsive, adattandosi quindi alla navigazione su più dispositivi (desktop, tablet, smartphone).

3) Tracciamento delle prenotazioni

Per avere un’analisi corretta delle proprie campagne di advertising (Google Ads e Facebook in primis) occorre che il booking engine permetta di tracciare le conversioni, anche se queste avvengono inter-dominio.

4) Consistenza tra sito dell’hotel e booking engine

Importante è la consistenza a livello di brand tra il sito dell’hotel e del booking engine, di conseguenza i colori e le immagini devono essere le stesse.

5) Promozioni ben evidenti e chiare

A livello di user experience deve essere chiaro ed evidente quali sono le tariffe e le promozioni che sono vendute in un determinato periodo.

Particolarmente importante in questo frangente è l’aspetto visuale, quindi le immagini che vengono inserite devono risaltare all’occhio.  

6) Vendita di servizi extra (cross-sell)

Un booking engine nel corso del processo di prenotazione deve offrire anche la vendita di servizi extra così da arricchire l’esperienza dell’ospite e il portafoglio della struttura.

7) Occhio alle condizioni di prenotazione

Prestate attenzione a come vengono mostrate le condizioni di prenotazione che vengono presentate al cliente nel sistema di prenotazione e nella e-mail di conferma.

Poter costruire condizioni di prenotazione su misura dove viene specificato orari di check-in, check-out, politica di cancellazione ed eventuali rimborsi, permette di essere più tutelati in qualità di albergatori e di evitare lamentele finali da parte dell’ospite.

8) Metodi di pagamento configurabili

I metodi di pagamento offerti da un booking engine possono essere molteplici: dal bonifico bancario, alla carta di credito a garanzia fino a pagamento immediato tramite servizi come Paypal o Stripe.

È quindi utile definire una strategia per cui determinate promozioni e tariffe prevedano l’applicazione di metodi di pagamento diversi.
Ad esempio per una prenotazione Early Bird (prenotazione con largo anticipo) si può decidere di impostare un pagamento con acconto del 40% anche tramite bonifico bancario.
Tale scelta offre al cliente meno esperto più tranquillità in fase di prenotazione (non dovendo inserire la propria carta di credito) e l’albergatore avrà comunque tutto il tempo di validare la prenotazione aspettando qualche giorno per l’accredito dell’acconto.

Discorso agli antipodi per una prenotazione sotto data dove per confermare la camera si richiede al cliente il pagamento anticipato.

Diteci il vostro parere!

Per saperne di più vi invitiamo ad ascoltare la puntata e come sempre a scriverci il vostro punto di vista all’indirizzo email podcast@slope.it o sulla nostra Pagina Facebook.

Booking engine e sito dell’hotel: tracciamento interdominio con Google Analytics

Come implementare Google Analytics con l'interdominio tra booking engine e sito del tuo hotel

Google Analytics è il principale strumento utilizzato dagli albergatori per monitorare e misurare quelle che sono le visite e le conversioni ricevute nel corso del processo di prenotazione degli utenti che visitano il sito della struttura.

Questi dati collezionati tramite il tracking analytics sono fondamentali per poter poi condurre un’analisi chiara e precisa di quello che è il flusso di navigazione seguito dagli utenti durante il processo di scelta del proprio soggiorno.

Al fine di effettuare un tracciamento corretto e accurato è importante tenere in considerazione il fatto che se il sito web dell’hotel si collega ad un booking engine, queste due applicazioni con alta probabilità hanno un nome a dominio diverso e questo salto da un dominio all’altro (dal sito al booking engine) può comportare la perdita del monitoraggio dei dati (direct none) se non vengono intrapresi alcuni accorgimenti.

Perché un hotel deve configurare il monitoraggio cross dominio?

Nella maggior parte dei casi, il sito web della struttura (www.miohotel.it) e quello del Booking Engine (https://booking.slope.it) hanno URL diversi.

Di default, Google Analytics è in grado di monitorare le visite per un solo nome a dominio, altrimenti è necessario creare più account o più proprietà (facciamo attenzione al fatto che proprietà e account sono due concetti diversi).

Il fatto che siamo quindi costretti ad utilizzare una proprietà per il sito dell’hotel e una per il booking engine ci impedisce di raccogliere dati aggregati poiché, quando l’utente passa dal sito al booking, Google Analytics perde la sorgente di traffico — che viene contrassegnato come “diretto” — anche se in realtà è il sito dell’hotel.

In questo caso i dati sorgente di Google Analytics vengono persi quando l’utente passa dal dominio A al dominio B, ottenendo come risultato di conversione “Direct None”. Avere dei risultati “Direct None” è particolarmente pericoloso in quanto non consente una corretta analisi del ROI di eventuali campagne pubblicitarie, ad esempio, oppure vengono generati report con misurazioni errate.

Quindi che fare se gli URL sono diversi?

Il monitoraggio cross dominio permette di implementare il tracciamento di più domini all’interno di un’unica proprietà di Google Analytics.

Questo può essere fatto in due modi:

  1. tramite Google Tag Manager che permette di semplificare il consolidamento e la gestione di più tag all’interno di un unico “contenitore“, senza dover modificare il codice del sito.
  2. tramite il pannello di configurazione del vostro booking engine (ammesso che il booking engine abbia questa funzionalità disponibile) e aggiornamento del codice di tracciamento del sito web dell’hotel per includere il dominio del booking engine.

Configurazione del tracciamento interdominio con il Booking Engine

Nell’esempio del booking engine Slope, tracciare interdominio è molto semplice. È infatti sufficiente accedere al pannello di configurazione del proprio booking engine e inserire tra i domini di tracciamento quello del vostro sito web, per esempio: www.miohotel.it

Dovrete poi chiedere al vostro webmaster di modificare lo snippet di codice di tracciamento Google Analytics incluso nel vostro sito affinché il nome a dominio (per esempio booking.slope.it) venga riconosciuto come linker.

In questo caso è necessario intervenire direttamente sul codice di monitoraggio Analytics del vostro sito web. Potrebbe essere necessario l’intervento di un esperto o di uno sviluppatore web.

Vediamo come procedere punto per punto, con il sito dell’hotel e quello del booking engine:

Modificare il codice di tracking del primo sito (hotel) in questo modo:

– Trovare la riga config nello snippet. Sarà simile alla seguente: gtag(‘config’, ‘UA-0123456-7‘).

– Modificare lo snippet (le modifiche da apportare sono in rosso):

gtag(‘config’, ‘UA-0123456-7‘, {
             ‘linker’: {
                          ‘domains’: [‘booking.slope.it’]}
             }
});

Ovviamente UA-0123456-7 va sostituito con l’ID di monitoraggio ottenuto dal pannello di amministrazione di Google Analytics e miohotel.it e booking.slope.it vanno sostituiti rispettivamente con l’URL del sito della struttura ricettiva e con quello del booking engine utilizzato.

Configurazione del tracciamento interdominio con Google Tag Manager

Google Analytics permette di “collegare” due siti diversi in modo che i dati sulle visite vengano registrati nella stessa proprietà e non si generino quindi ambiguità sulle misurazioni. Per implementare il tracciamento cross-domain, possiamo usare Google Analytics oppure Google Tag Manager.

Implementazione tramite Google Tag Manager

Questa modifica non richiede interventi sul codice. Le operazioni riportate di seguito possono essere effettuate dal pannello di amministrazione di Google Tag Manager. Partendo dal presupposto che un tag di monitoraggio per Google Analytics è già stato configurato in Tag Manager:

  1. Aprire le impostazioni del tag Universal Analytics.
  2. Cliccare in “Altre impostazioni” -> “Monitoraggio interdominio”.
  3. In “Collega automaticamente i domini” vanno inseriti i siti da collegare, separati da virgole (ad esempio: “miohotel.it, booking.slope.it”).
  4. Recarsi in “Altre impostazioni” -> “Campi da impostare” e inserire “allowLinker” come nome campo e “true” come valore, quindi “cookieDomain” e “auto” nei rispettivi campi in una riga successiva. Impostiamo “Decora moduli” su “Vero”.
  5. Salvare e pubblicare le modifiche.

Al termine, la schermata dovrebbe essere simile a questa:

Implementazione booking engine slope con google tag manager

Con Slope puoi tracciare le visite tra booking engine e sito del tuo hotel

Configurazione del tracciamento interdominio tra sito hotel e Booking Engine Slope

Con Slope è possibile tracciare le visite e le conversioni tra il booking engine Slope ed il sito web della struttura, così da avere misurazioni complete e report ancora più accurati per l’analisi del ROI di eventuali campagne pubblicitarie.

Questo perché i visitatori del primo sito non vengono registrati come nuovi utenti quando passano sul secondo dominio, di conseguenza avremo i dati aggregati di due diversi domini, nella stessa proprietà.

È infine possibile impostare dei filtri per mostrare i dati del traffico di uno solo dei due siti.

Strategie di vendita sui portali OTA | Podcast Ep.10

Strategie di vendita sui portali OTA

Quali sono i canali OTA su cui un hotel dovrebbe attuare le proprie strategie di vendita? Come capisco se un portale è adatto per la mia struttura?
Quali sono gli strumenti per sincronizzare tariffe e disponibilità nei vari portali?

Questi sono soltanto alcuni degli spunti di riflessione a cui cercheremo di dare risposta nella decima puntata del podcast Ospitalità 4.0.

Edoardo e Marco si confronteranno su come impostare una strategia di vendita sui portali OTA, cercando di capire quali configurazioni possono essere fatte a livello di sincronizzazione per capire come vendere meglio i propri alloggi, ed anche disintermediare.

Come capire se un portale OTA è adatto per il tuo hotel: sperimentiamo con la connessione ad “1 via”

Fatta eccezione dei portali più blasonati non è sempre facile per l’albergatore scegliere su quali portali vendere le proprie camere.

Decidere di mettere in vendita determinati alloggi su un portale specifico è un’operazione che richiede tempo e lavoro, per questa ragione porta con sé un costo intrinseco da non sottovalutare.

È bene ricordare che non tutti i canali sono adatti a tutte le strutture, aspetti come: location, target di clientela, stagionalità sono solo alcuni dei fattori che determinano il successo o meno di un portale per il nostro hotel.
Quindi una volta che l’albergatore decide di investire tempo per inserire la propria struttura su un canale, deve poi spendere altro tempo per collegare i singoli alloggi messi in vendita sul portale stesso con gli alloggi presenti nel gestionale (o channel manager).

Per velocizzare questo processo di analisi e valutazione di un portale, e quindi evitare di investire tempo con il collegamento tramite channel manager può venirci incontro la possibilità di collegare il portale ad 1 via.

La connessione ad una via può avvenire tramite strumenti come l’iCalendar.
L’ical non permette di tenere traccia di quante unità di un alloggio specifico sono disponibili per un dato giorno, ma è in grado di salvare informazioni sul suo stato di disponibilità (disponibile o non disponibile).
In alcuni casi l’iCal può essere usato come un degno sostituto per sincronizzare il vostro PMS con un portale di distribuzione online, agenzia o tour operator.

È bene ricordare come il lasso di tempo che l’iCal impiega per l’auto-aggiornamento dipende da due fattori:

  • dal portale sul quale viene caricato (ogni quanto tempo il portale controlla l’URL per vedere se è disponibile una versione aggiornata dell’iCal);
  • dalla frequenza di aggiornamento del PMS (ogni quanto tempo il gestionale genera il calendario).

Può quindi essere utilizzato nel caso in cui si voglia testare l’efficacia di un portale e sui quali si è incerti se investire del tempo sulla configurazione per una connessione a due vie.

Facci sapere cosa ne pensi!

Per scoprirne di più vi invitiamo ad ascoltare la puntata e come sempre scriverci eventuali feedback all’indirizzo email podcast@slope.it


Come gestire la tassa di soggiorno che varia in base alla stagione

Tassa di soggiorno che varia in base alla stagione

La tassa di soggiorno (o imposta di soggiorno) è quella imposta a carico delle persone che alloggiano in strutture ricettive alberghiere o extra-alberghiere in determinate città italiane classificate come località turistica o città d’arte.

L’imposta di soggiorno è diversa di comune in comune sia nei costi che nelle modalità di applicazione. Infatti le modalità di applicazione della tassa variano e vanno dal versamento di un importo fisso a un importo variabile.

L’ABC sulla Tassa di Soggiorno

La Tassa di Soggiorno è stata introdotta nel 2011 ed ha consentito ai Comuni italiani con un’alta affluenza turistica, la facoltà di poter applicare un’imposta a quei turisti che vanno a soggiornare nelle strutture alberghiere, hotel, bed e breakfast e campeggi territorialmente presenti nel Comune.  

È importante sapere che:

  • L’ospite corrisponde l’imposta di soggiorno alla struttura che funge da sostituto di imposta, sarà poi compito dell’albergatore versare gli importi collezionati come tassa di soggiorno al comune;
  • Le tariffe applicate variano di comune in comune a seconda della delibera della giunta comunale;
  • L’imposta è determinata per persona e per pernottamento;
  • Ogni comune può anche decidere in piena autonomia il numero di notti per cui il turista deve pagare l’imposta;
  • L’imposta di soggiorno prevede delle esenzioni in base all’età ed altre caratteristiche che variano di zona in zona;
  • L’importo della tassa varia in base alla tipologia di struttura.

Come già spiegato, le tariffe da applicare per la tassa di soggiorno variano in base ai comuni, così come gli importi.

Ad esempio Luigi Verdi decide di soggiornare a Roma in un hotel 3 stelle per 3 notti. Il prezzo dell’imposta per gli hotel 3 stelle è di €4,00 al giorno, di conseguenza alla fine del suo soggiorno Luigi Verdi dovrà versare di €12,00.
Diverso il caso in cui Luigi Verdi decidesse di soggiornare a Milano sempre per 3 notti in un hotel 4stelle, dove l’imposta arriva a €5,00 giornalieri per un totale di €15,00.

Come si gestisce la tassa di soggiorno?

Innanzitutto l’albergatore deve informare il cliente al momento del check-in dell’applicazione dell’imposta di soggiorno, specificando le regole di applicazione, gli importi e descrivendo quali sono eventuali casi che permettono di ottenere esenzioni.

Successivamente il gestore ha l’obbligo di dichiarare nel periodo di tempo stabilito dal comune (può essere mensilmente come bimestrale) il numero dei clienti che hanno soggiornato presso la struttura specificando il numero dei pernottamenti, ed eventuali soggetti esenti, andando così a calcolare l’importo dell’imposta che deve essere riversato.
Alcuni comuni mettono a disposizione degli albergatori un portale web tramite il quale è possibile segnalare mensilmente gli importi di tassa di soggiorno incassati.

Come semplificare la compilazione dell’imposta di soggiorno

Non c’è bisogno di avere un software dedicato esclusivamente e unicamente alla gestione della tassa di soggiorno, è infatti sufficiente (ed altamente consigliato) avere un software gestionale per hotel (PMS) che permetta di:

  • gestire il calcolo dell’imposta;
  • specificare più fasce di età con relativo importo della tassa;
  • configurare esenzioni;
  • specificare riduzioni;

Il software gestionale per hotel deve mettere a disposizione del gestore un report chiaro e dettagliato che consenta di comunicare con esattezza gli importi di imposta di soggiorno che sono stati incassati, evitando così errori.

Come gestire la tassa di soggiorno che varia in base alla stagione

Molti comuni prevedono l’applicazione dell’imposta limitatamente al periodo della stagione turistica, altri la applicano ma in modo differenziato a seconda del periodo dell’anno.

Alcuni comuni applicano una tassa di soggiorno diversa in base alla stagionalità, ad esempio dal 1 gennaio al 30 giugno richiedono un determinato importo e dal 1 luglio al 31 dicembre un altro. Altri comuni invece indicano dei mesi in cui la tassa si riduce del 50%.

Alcune città che applicano un’imposta di soggiorno stagionale sono:

  • Fasano
  • Gallipoli
  • Lecce
  • Napoli
  • Otranto
  • Ravello
  • Senigallia
  • Siracusa
  • Venezia
  • Viareggio

Gestisci l’imposta di soggiorno con Slope

Il software gestionale Slope permette di gestire la tassa di soggiorno in maniera stagionale, andando a configurare diversi scaglioni di prezzo a seconda del giorno dell’anno, evitando così di commettere errori e di andare incontro a sanzioni.

GDPR Hotel: un anno dopo | Podcast Ep.9

GDPR Hotel un anno dopo cosa è cambiato

Cosa è cambiato per le strutture ricettive un anno dopo dall’entrata in vigore del GDPR?

Quali misure hanno messo in atto gli albergatori per tutelare i dati dei propri clienti? Quali sono gli strumenti che hanno a disposizione gli hotel per essere in linea con la normativa?

Queste sono solo alcune delle domande a cui cercheremo di dare risposta nella nona puntata del podcast Ospitalità 4.0.

Edoardo e Marco si confronteranno su come il GDPR, ossia il Regolamento Generale europeo per la Protezione dei Dati, abbia portato con sé diverse novità, tra le quali un diverso approccio ed attenzione al trattamento dei dati.

Come gli hotel hanno affrontato il GDPR

Pochi giorni fa, il 25 maggio 2018, il GDPR ha compiuto un anno.
Durante questi 365 giorni gli albergatori hanno preso maggiore consapevolezza in merito alla privacy, alla protezione dei dati ed aspetti come:

  • cookie policy
  • privacy policy
  • data breach
  • data protection officer
  • hosting server
  • … ed altro ancora

In linea generale i direttori di strutture ricettive si sono quindi mossi su due fronti principali: lato sito web e lato software gestionale.
Per quanto riguarda il sito web si sono preoccupati di aggiornare la privacy e la cookie policy (affidandosi spesso alla consulenza di un legale), hanno prestato maggiore ai cookie installati nel sito e, nel caso dei form di contatto, si sono preoccupati di deselezionare di default l’eventuale checkbox per l’iscrizione alla newsletter.

Per ciò che concerne il software gestionale gli albergatori si sono attivati per capire dove fossero memorizzati i dati dei clienti, cercando di verificare con il fornitore del servizio la nuova normativa, analizzando quali fossero i rischi in caso di una violazione dei dati del sistema.

Software gestionale Cloud vs On-premise: le responsabilità dell’albergatore nei due casi

Edoardo e Marco hanno poi riflettuto su un quesito che è stato posto da diversi albergatori:

“Gestionale on premise vs gestionale cloud. Come vengono trattati i dati? Con quale soluzione rischia di meno l’albergatore?”

In una soluzione on premise (installazione su server locale) la responsabilità della protezione dei dati deve rispettare diversi requisiti: innanzitutto il software gestionale utilizzato deve permettere la crittografia. Inoltre, il server locale deve disporre di un sistema operativo aggiornato con un tecnico operativo che certifichi gli aggiornamenti. Infine la connessione internet deve avvenire attraverso firewall aggiornati. Tutti questi aspetti sono a carico dell’albergatore.

In una soluzione cloud la responsabilità della protezione è a carico del fornitore del servizio, il quale certificherà la compliance al GDPR.
Quindi in questo secondo caso l’albergatore è il titolare dei dati salvati nel sistema, mentre la società che mette a disposizione il software è il responsabile del trattamento a norma dei dati.

Per scoprirne di più vi invitiamo ad ascoltare la puntata e come sempre a scriverci eventuali feedback all’indirizzo email podcast@slope.it o sulla nostra pagina Facebook.