Tassa di soggiorno | Podcast Ep.41

Tassa di soggiorno hotel

Come gestire la tassa di soggiorno senza errori? Possiamo utilizzare la tassa di soggiorno per fare marketing? 

Nella quarantunesima puntata del podcast Ospitalità 4.0 Marco e Edoardo parleranno della tassa di soggiorno, confrontandosi su quali possono essere le difficoltà operative di gestione per gli albergatori e come semplificare alcuni processi lavorativi quotidiani.

Tassa di soggiorno, come e quando è applicata

La tassa di soggiorno (o imposta di soggiorno) è un’imposta a carico delle persone che alloggiano in strutture ricettive alberghiere o extralberghiere in determinate città italiane classificare come località turistica o città d’arte.

Quando si parla di imposta di soggiorno è importante sottolineare che: 

  • L’ospite corrisponde la tassa alla struttura, sarà poi compito dell’albergatore versare gli importi al comune;
  • Le tariffe applicate variano di comune in comune a seconda della delibera della giunta comunale;
  • L’imposta è determinata per persona e per pernottamento;
  • Ogni comune può decidere in piena autonomia il numero di notti per cui il turista deve pagare l’imposta;
  • L’imposta di soggiorno prevede delle esenzioni in base all’età ed altre restrizioni che variano di zona in zona;
  • L’importo della tassa varia in base alla tipologia di struttura.

Data tutta questa granularità della tassa di soggiorno (esenzioni, restrizioni, fasce d’età) è importante che il proprio PMS permetta di: 

  • gestire il calcolo dell’imposta, salvando così l’albergatore da errori; 
  • specificare più fasce di età con relativo importo della tassa;
  • configurare esenzioni;
  • specificare riduzioni;

Oltre questo è importante che venga messo a disposizione dell’albergatore un report chiaro e dettagliato che permetta di comunicare con esattezza la tassa e di versare il relativo importo. 

In alternativa al PMS i comuni mettono quasi sempre a disposizione dell’albergatore un portale in cui questo può registrare e calcolare quelli che sono gli importi incassati per conto del comune a titolo di tassa di soggiorno.

Tuttavia quando le situazioni ed i calcoli diventano “complicati” è importante essere ben organizzati per evitare di commettere errori e incappare in sanzioni.

Un’idea interessante: Come utilizzare la tassa di soggiorno per fare marketing?

Edoardo sottolinea che alcune strutture utilizzano la tassa di soggiorno come leva per aumentare le prenotazioni dirette. Infatti alcuni albergatori, anziché offrire uno sconto a ai clienti che scelgono di prenotare direttamente offrono uno sconto di importo pari all’importo della tassa di soggiorno.

Ovviamente l’albergatore non ha la possibilità di scegliere arbitrariamente se far pagare o meno la tassa di soggiorno ad un cliente (la tassa deve essere corrisposta come previsto dalla legge), tuttavia quello che può fare è scontare dal totale del soggiorno l’importo uguale a quello della tassa di soggiorno.

Se si veicola questo genere di offerta in maniera professionale e chiara allora si può usare questa metodologia come interessante leva di disintermediazione incentivando la prenotazione telefonica o direttamente tramite il proprio booking engine.

La convenienza di uno sconto di questo tipo varia in base alla tipologia della struttura, il suo ADR e l’importo della tassa di soggiorno. Tuttavia rimane un’offerta conveniente anche per l’albergatore se l’importo dello sconto si aggira su un importo di massima di circa 3-4%.


E voi, amici albergatori, come gestite la tassa di soggiorno? Avete avuto mai problemi con il versamento dell’imposta? I turisti “stranieri” si lamentano di questa tassa? 

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