Come creare una strategia video per il tuo hotel | Podcast Ep.46

Come creare una strategia video per il tuo hotel

Quale può essere una strategia video per il proprio hotel? Quali sono le linee guida per pubblicare i giusti contenuti video su Youtube, Instagram e Facebook?

La quarantaseiesima puntata del podcast Ospitalità 4.0 sarà una puntata speciale in quanto Marco parlerà insieme a Leonardo Cioli, sales e marketing di Slope, di quali possano essere le strategie per realizzare e condividere contenuti video per il proprio hotel, cercando di focalizzarsi sulle varie piattaforme e su come indicizzarli al meglio.

Quale piattaforma scegliere? Instagram, Facebook, Youtube

Leonardo suggerisce che prima di procedere con la realizzazione del video, occorre pensare su quale piattaforma pubblicarlo, questo perché Instagram e Facebook hanno un format differente rispetto a YouTube. 

Il consiglio che vale per tutte le piattaforme di distribuzione è quello di realizzare un video teaser che abbia una durata inferiore ad un minuto che possa essere impiegato anche per la creazione di campagne sponsorizzate attraverso Google Ads.

Importante è anche l’utilizzo dei sottotitoli nel video, in quanto circa l’82% degli utenti che guardano video su Facebook e Instagram, non utilizzano l’audio.

Che durata deve avere il video?

I video teaser devono raccontare la struttura in 50 e 60 secondi, mostrando gli highlights, gli esterni della struttura oppure un momento vissuto di clienti che stanno svolgendo una delle attività offerte dalla struttura (un aperitivo in compagnia, un giro a cavallo, un giro in barca etc…). I video che invece vogliono raccontare la propria struttura devono avere una durata non superiore ai 10 minuti. In questi video si possono raccontare gli interni della struttura, se viene promosso un eventuale corso di cucina oppure un’intervista ai proprietari che raccontano la propria filosofia di ospitalità.

Alcuni consigli per indicizzare un video su Youtube

Leonardo ritiene che ci siano alcuni aspetti fondamentali per indicizzare al meglio un video su Youtube: 

  • Coerenza tra titolo del video, descrizione e tag; 
  • Inserire una descrizione quanto più dettagliata e curata (come fosse l’articolo di un blog);
  • Durata tra 8 e 9 minuti; 
  • Non registrate mai un video con qualità inferiore a 1080p;
  • Se il video verrà caricato su Youtube scegliete un’immagine di miniatura che non sia rossa, bianca o nera perché sono i colori di Youtube e potrebbero confondere. 

Se volete approfondire ulteriormente l’argomento, potete leggere questo articolo del blog dedicato a come realizzare video per il proprio hotel.


E voi amici albergatori cosa ne pensate? Utilizzate i contenuti video per pubblicizzare la vostra struttura? 
Fatecelo sapere scrivendoci il vostro punto di vista all’indirizzo email podcast@slope.it o sulla nostra Pagina Facebook.

Come realizzare video per il tuo hotel

Realizzare un video per il proprio hotel grazie a smartphone

Consigli e strategie per pubblicare i giusti contenuti video sui vari canali YouTube, Instagram e Facebook

Nell’era dei social la comunicazione di un’offerta turistica di un hotel passa sempre di più attraverso la capacità di creare stupore attraverso contenuti video. Questo perché un filmato riesce a catturare la soglia di attenzione molto più rispetto di un contenuto testuale, grazie alla sua immediatezza e capacità di suscitare curiosità.

Se non vogliamo affidarci a dei professionisti, ad oggi realizzare un video è un’operazione alla portata di tutti, praticamente ciascuno di noi ha in tasca uno smartphone dotato di videocamera ad alta risoluzione. Quindi con un po’ di buona volontà, fantasia e inventiva anche strutture più piccole possono farsi conoscere e promuovere i loro servizi o il territorio circostante tramite contenuti video.

Oltre alla qualità del filmato dobbiamo fare attenzione alla scelta delle musiche e del microfono utilizzato per registrare eventuali interviste o voci narranti. 

In questo articolo vi sveleremo alcuni trucchi e accorgimenti da seguire per creare una playlist video che sia in grado di migliorare l’immagine ed il brand del vostro hotel.

Che tipo di video può realizzare un hotel? Qualche spunto pratico

Innanzitutto occorre pensare un po’ alla piattaforma che si vuole utilizzare per pubblicare il contenuto, non tutti i social media sono uguali e ciascuno ha le sue regole. Instagram e Facebook per esempio hanno un format diverso rispetto a YouTube, ad esempio i contenuti video riprodotti su Instagram e Facebook hanno una durata più breve e vengono quasi sempre visualizzati senza l’audio.

Questo aspetto è da tenere in grande considerazione poiché circa l’82% degli utenti che guardano video su Facebook e Instagram, non fanno uso dell’audio, quindi dobbiamo cercare di creare immagini evocative ed introdurre anche dei sottotitoli.

Tuttavia il consiglio che vale per tutte le piattaforme di distribuzione è quello di realizzare un video teaser che abbia una durata inferiore ad un minuto che possa essere impiegato anche per la creazione di campagne sponsorizzate.

Le campagne sponsorizzate possono essere realizzate attraverso la rete di Google Ads che riesce a raggiungere una grande porzione di pubblico su Youtube. 

La strategia di realizzare un teaser, viene spesso utilizzata da strutture di livello medio/alto come boutique hotel o resort che vogliono far crescere il proprio brand e dare allo spettatore un’idea di identità ben marcata.

In questo caso la strategia può ruotare intorno alla promozione di eventi svolti presso la struttura come ad esempio matrimoni, convegni oppure eventi legati alle esperienze e servizi ancillari.

Tali video devono raccontare la struttura in 50 e 60 secondi, mostrando gli highlights, gli esterni della struttura oppure un momento vissuto di clienti che stanno svolgendo una delle attività offerte dalla struttura (un aperitivo in compagnia, un giro a cavallo, un giro in barca etc…). 

Ogni struttura è diversa ed il consiglio è di cogliere 5-6 momenti che possono catturare l’attenzione del futuro ospite. Questi variano profondamente in base al tipo di struttura. Per spiegarci meglio immaginiamo come un agriturismo situato tra le colline toscane possa voler toccare il cuore dei suoi spettatori mostrando nel video teaser fotogrammi della lussureggiante campagna toscana e i dettagli della natura che circonda il resort. 

Un altro esempio potrebbe essere un family hotel di Rimini, questo farà leva su altri punti di forza come per esempio momenti di divertimento e svago in compagnia dello staff di animazione… e così via.

Il teaser farà quindi da specchietto per le allodole per indirizzare gli utenti sul nostro canale. A questo punto occorre realizzare più contenuti video che mostrino anche gli altri servizi che vengono offerti.

Per esempio possiamo avere una playlist di filmati in cui si va a:

  • mostrare gli interni della struttura (camere e spazi comuni);
  • promuovere un eventuale corso di cucina tenuto in struttura;
  • mostrare il maneggio e spiega come funzionano i corsi di equitazione;
  • intervistare i proprietari della struttura che raccontano la loro filosofia di ospitalità. video che mostra gli interni della struttura (camere e spazi comuni).

Questi contenuti saranno più lunghi rispetto al video teaser di cui parlavamo prima (possono durare anche 10 minuti) e servono per fare storytelling, descrivere e spiegare nel dettaglio un aspetto, un dettaglio o un’attività in vendita presso la struttura ricettiva.

Come indicizzare un video su Youtube

Importante è anche l’indicizzazione di un video su Youtube che avviene attraverso il rispetto di alcuni parametri. 

La durata media di un video su YouTube deve essere intorno ai 8/9 minuti proprio perché l’indice che YouTube premia più di tutti è la quantità di minuti che un utente passa sui contenuti del nostro canale. Di conseguenza non è importante il numero di visualizzazioni come alcuni erroneamente ritengono, ma effettivamente contano i minuti totali che le persone passano a guardare quel determinato contenuto. 

Un altro dato importante è la coerenza tra titolo del video, descrizione e tag. 

La descrizione deve essere quanto più simile all’articolo di un blog, cercando di inserire più dettagli possibili inerenti alla tematica e andando a ripetere il titolo del video. 

Avrete notato che i video prima di essere riprodotti hanno un’immagine statica con il simbolo del “play” messo al centro. Questa immagine (che si chiama “thumbnail” in inglese, o “miniatura” in italiano) può essere scelta in fase di caricamento del video. 

È fondamentale scegliere un’immagine miniatura (thumbnail) che sia accattivante e interessante, immaginate infatti di dover convincere un utente a fare click sul vostro video, per convincerlo avete pochi strumenti: 

  • Il nome del video
  • L’immagine di anteprima

Quindi scegliere un’immagine che a colpo d’occhio dia un’idea dello stile e dell’argomento trattato nel video è molto importante e se ben azzeccata è in grado di aumentare (anche di molto) la probabilità che il video venga riprodotto.

5 consigli finali su “cosa fare” e “cosa non fare”

  1. Non girare mai un video mettendo il cellulare in verticale, questo genere di video possono essere fatti solo per la piattaforma instagram;
  2. Non registrate mai con qualità inferiore a 1080p;
  3. Se il video verrà caricato su Youtube scegliete un’immagine di miniatura che non sia rossa, bianca o nera perché sono i colori di Youtube e potrebbero confondere;
  4. Inserite una descrizione accurata e dettagliata a cornice del video, vi aiuterà ad indicizzarla maggiormente;
  5. Usate sempre un microfono esterno per registrare l’audio, non c’è niente di peggio di un video con un audio “ovattato” o “rimbombato”.

Coronavirus, hotel e prenotazioni: 5 consigli per gli albergatori

Coronavirus, hotel e prenotazioni 5 consigli per gli albergatori

La paura per il Coronavirus sta mettendo in seria difficoltà il comparto alberghiero, causando una crisi dalle dimensioni inimmaginabili. In questi giorni di febbraio gli hotel si sono visti arrivare una lunga serie di cancellazioni per le prenotazioni già registrate e una grande riduzione del numero di nuove prenotazioni.

In questo contesto così drammatico cerchiamo di dare qualche consiglio pratico e operativo su possibili strategie di pianificazione e vendita che possono mettere in atto gli albergatori per cercare di limitare l’impatto di questo cataclisma.

Ovviamente i consigli che seguono vanno valutati con occhio critico proprio perché la situazione varia molto in base alla tipologia di struttura che si gestisce. 

Per fare un esempio, possiamo dire che un agriturismo immerso nelle colline umbre subirà un impatto diverso se paragonato ad un hotel situato in zona aeroporto o centro città.

1) Non staccate completamente le campagne sponsorizzate su Google Ads o Bing Ads

Presi dal panico delle poche prenotazioni ricevute e quindi dal mancato introito, un albergatore potrebbe decidere di interrompere completamente tutte le campagne pay per click attive.
Ricordiamo che queste campagne di sponsorizzazione permettono di veicolare traffico sul vostro sito che può convertirsi in prenotazioni dirette (quindi senza commissioni di intermediari).

In questi giorni il tasso di conversione delle vostre campagne sarà sicuramente diminuito, tuttavia staccare completamente le campagne di sponsorizzazione sui vari Google Ads o Bing non è una buona strategia.
È ovvio che le prenotazioni “a breve” per queste settimane sono perse, tuttavia le “prenotazioni a lungo termine” con date lontane riprenderanno, specialmente nei luoghi e nelle destinazioni italiane che non sono state investite direttamente dal coronavirus.

Nessuno vuole vivere nella paura troppo a lungo.

Il nostro consiglio è quindi quello di lasciare attive le campagne legate al brand della propria struttura, essendo questo una pietra miliare di una corretta strategia di advertising. 

Un altro consiglio può essere quello di modificare le campagne affinché queste vengano indirizzate ad un target di utenza che appartiene ad una determinata area geografica rispetto ad un’altra. Al momento non ha senso spendere denaro per inserzioni che appaiono a utenti di paesi in cui è stato sconsigliato di viaggiare verso l’Italia come Israele e Irlanda.

Un’altra strategia da seguire, visto che il tam tam coronavirus corre principalmente sui canali social, può essere quella di investire meno in campagne su Facebook Ads, visto che il focus delle persone che utilizzano i social è concentrato su altro.

2) Non svendete le vostre camere

In questi momenti la gestione del prezzo diventa cruciale. Svendere le camere sembra la soluzione più facile, ma è veramente una buona idea?

Gli albergatori si stanno interrogando su come gestire i propri prezzi e le tariffe, chiedendosi se occorre rimodulare le proprie tariffe per cercare di salvare il salvabile. 

Se si decide di adottare una strategia che prevede una riduzione tariffaria è importante che questa sia accompagnata da:

  • una tariffa non rimborsabile prepagata;
  • una tariffa parzialmente rimborsabile con acconto.

Così facendo cerchiamo di:

  • ottenere delle prenotazioni che siamo sicuri non cancelleranno (essendo non rimborsabili)
  • riattiviamo il flusso di cassa

Un problema non da poco è infatti quello della mancanza di liquidità nelle casse della struttura. Venendo a mancare liquidità economica per via della riduzione delle prenotazioni registrate nel primo trimestre dell’anno per la stagione estiva, abbiamo meno fondi da poter investire per prepararci al periodo di maggior afflusso.

3) Non puntare tutto sulle OTA

In maniera molto simile a quanto detto al punto 2 vale la regola del non svendere le camere e tanto meno svendere su canali di distribuzione.

Una drastica riduzione dei prezzi, a cui sommiamo le commissioni dell’OTA, rischiano di portare i nostri prezzi di vendita molto vicini alla bottom rate (prezzo minimo al di sotto del quale non è conveniente vendere). 

Quindi la strategia di abbassare i prezzi, se proprio vogliamo seguirla, deve essere fatta con la consapevolezza che:

  • i prezzi non devono mai scendere sotto al prezzo di costo (sembra una banalità ma spesso non è così, perchè l’albergatore non sempre conosce con esattezza qual è il suo prezzo di costo per ciascuna tipologia di alloggio)
  • i prezzi devono essere in parity tra il proprio booking engine e il portale di vendita (non facciamo modifiche di fretta dimenticandoci di sincronizzare tutti i canali di vendita).

4) Non creare campagne email e newsletter, aspettiamo un po’!

L’allarmismo è tanto e, a tratti possiamo dire immotivato. Tuttavia è importante evitare di cercare di minimizzare la situazione Coronavirus inviando newsletter con contenuti “superficiali” che possono infastidire i destinatari. Se la situazione è sotto controllo, perché sottolinearlo con un’email?
Il rischio è di scatenare l’effetto contrario.

L’argomento è delicato e i media hanno reso il pubblico particolarmente sensibile e allarmato. Suggeriamo quindi di attendere qualche giorno prima di inviare email che con buona probabilità rischierebbero di venire ignorate o che nel peggiore dei casi possono essere addirittura controproducenti.

5) Come gestire i rimborsi di caparre ai clienti

La grande paura causata dal Coronavirus sta facendo diventare gli uffici di prenotazioni degli hotel in uffici di cancellazioni

Diversi viaggiatori stanno chiedendo di cancellare la prenotazione e di non vedersi addebitare la penale, esigendo inoltre il rimborso delle caparre già versate. 

Come riporta l’articolo 1, secondo comma, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6 ed il portale booking.com, una struttura situata nella cosiddetta “zona rossa” si ritrova costretta a rimborsare o a non addebitare la penale della prenotazione in caso di una tariffa non rimborsabile. 

Diverso è il discorso per quelle strutture che NON rientrano nella zona rossa

Nei casi di zona non rossa i clienti non hanno diritto al rimborso della caparra, tuttavia il consiglio che diamo agli albergatori è di parlare con il cliente e spiegare che la caparra non può essere sostituita e che tuttavia è possibile utilizzare quel “credito” per una nuova prenotazione da svolgere entro TOT tempo. In questo modo cerchiamo di non rovinare il rapporto con il nostro cliente che, ci auguriamo, capirà le circostanze. 

Una buona comunicazione tra receptionist e cliente ed una giusta informazione sono gli strumenti più utili per cercare di placare l’allarmismo.

Riepilogo

Riassumendo, possiamo constatare che il Coronavirus è stato sicuramente un duro colpo per il turismo e per gli albergatori italiani. 

In casi come questo specifico del Coronavirus, o più in generale in caso di eventi straordinari imprevedibili che stravolgono il mercato turistico, si può cercare di limitare i danni economici se si è seguita a monte una strategia tariffaria ben pensata e bilanciata. 

È importante sottolineare come la strategia di cui parliamo non deve essere creata “oggi per l’indomani” ma con almeno 12-18 mesi di anticipo.

Intendiamo dire che è fondamentale che il nostro hotel lavori seguendo il giusto equilibrio tra vendita di:

  • tariffe non rimborsabili
  • tariffe parzialmente rimborsabili
  • e rimborsabili

E la “ricetta giusta” è un buon equilibrio tra le 3 sopra. Pensare infatti di vendere esclusivamente camere in tariffa non rimborsabile è utopico (perché alcuni segmenti di clienti non prenotano mai camere non rimborsabili) e allo stesso modo è sbagliato (perché troppo rischioso) vendere solo tariffe completamente rimborsabili.


Un grande in bocca a lupo e un abbraccio a tutti gli amici e colleghi albergatori! 

Il mio hotel ha bisogno di un nuovo sito?

Il mio hotel ha bisogno di un nuovo sito?

Come capire quando è necessario rifare il sito web del proprio hotel. Scopriamolo con il caso studio del portale www.slope.it

I visitatori più affezionati al nostro sito avranno notato che abbiamo deciso di stravolgere tutte le pagine che lo compongono (compreso il blog). Venerdì 24 Gennaio 2020, dopo diversi mesi di duro lavoro, iterazioni e ottimizzazioni siamo andati finalmente online con la nuova versione del sito www.slope.it

In questo articolo vi vogliamo spiegare le ragioni che ci hanno spinto a riscrivere da zero (“from scratch!” come dicono gli americani) un sito che era già performante e senza particolari problemi di performance. Vogliamo utilizzare il nostro sito come caso di studio e analisi perché crediamo che i concetti ed i fattori che abbiamo preso in considerazione per valutare la necessità di intervento siano gli stessi che debba tenere a mente un albergatore che stia valutando la possibilità di ristrutturare/rifare il sito del proprio hotel.

Iniziamo il nostro racconto con una premessa a mio avviso interessante, il vecchio sito slope.it alla fine del 2019 era già alla sua terza versione, questo significa che prima di lui avevamo già sviluppato e “pensionato” altre 2 versioni dello stesso sito web.

Possiamo quindi dire che in un tempo relativamente breve il sito sia stato riscritto almeno 3 volte e ciascuna versione ha subito un numero difficilmente misurabile di migliorie e modifiche. 

I cicli di ottimizzazione e modifica sono di cruciale importanza in quanto è praticamente impossibile individuare al primo tentativo quelli che sono i flussi con cui si muovono gli utenti nel sito. Solo misurando l’efficacia delle pagine del sito nel tempo è possibile capire su quali pagine gli utenti trovano frizione e frustrazione e quali pagine invece sono chiare, molto visitate e con un basso tasso di abbandono.

Riscrivere e stravolgere il proprio sito web è una cosa che non va fatta tanto per il gusto di farlo ma deve essere una conseguenza di un “bisogno” reale. 

Quali sono i fattori alla base della nascita di questo bisogno?

Poiché questi fattori sono molteplici e non spesso non banali da cogliere, la prima cosa da fare è cercare di capire se ci sono degli indicatori o dei campanelli di allarme che dobbiamo monitorare per essere allertati di quando è necessario ristrutturare il proprio sito web. 

Caso per caso è importante comprendere se è sufficiente “metterci una pezza” aggiornando frammenti di codice o moduli che compongono il portale web o se è necessario procedere per vie più “drastiche” che prevedono la riscrittura di tutto il codice che compone il sito (così come abbiamo deciso di fare noi).

Poiché non siamo del tutto pazzi, prima di valutare la possibilità di riscrivere da zero slope.it abbiamo fatto un’analisi di quelle che erano i principali indicatori ritenuti importanti per un sito come il nostro, i punti che dovevamo misurare erano i seguenti:

Tasso di conversione
Ossia il numero di utenti che richiedono una demo di Slope in relazione al numero di utenti che visitano il sito o il blog.

Posizionamento organico SEO
Quali sono le parole chiave che generano maggior traffico organico (non a pagamento) sul sito. Il posizionamento è ancor più rilevante se ad essere ben posizionate sono parole chiave “ambite” e a breve coda (quindi non frasi con poco volume di ricerca).

Appeal e design grafico
Come si presenta il sito agli occhi di un utente medio, il puro stile e design. Così come un’auto o un vestito anche i siti web seguono dei flussi di moda e trend ed è importante che il vostro sito sia “alla moda”.

Tempo di caricamento
Un aspetto molto importante che impatta sia il SEO (Search Engine Optimization) che il drop degli utenti è il tempo di caricamento delle pagine del sito. Avere un sito lento è uno dei fattori più deleteri sia per gli esseri umani che navigano le nostre pagine che per i bot (crawler) inviati dai motori di ricerca.

Nel caso di slope.it tutti i punti di cui sopra erano rispettati in maniera soddisfacente!

Ma allora perchè abbiamo scelto di riscrivere il sito da zero?

Un aspetto ancora più importante da tenere in considerazione è il livello di manutenibilità e aggiornabilità di una libreria software.

Questo è un concetto che può risultare non banale per i non addetti ai lavori. Una libreria software è un blocco di funzionalità software a se stante che può essere inclusa all’interno di un progetto al fine di svolgere un compito specifico. Quindi, semplificando, una libreria non è altro che del codice che può essere utilizzato (in certi casi a pagamento in altri casi gratuitamente) dai programmatori. 

Con il passare del tempo e con l’invecchiare delle librerie può capitare che vengano scoperte delle vulnerabilità di sicurezza all’interno del codice che le compone.

Quando viene scoperta una falla nella sicurezza di una libreria è compito del team di sviluppo rilasciare un aggiornamento al fine di evitare che degli hacker siano in grado di sfruttarla per violare i siti che la utilizzano.

Tutti i siti che utilizzano la libreria in questione devono quindi aggiornare la libreria software passando alla versione più recente in cui quella vulnerabilità è stata risolta. 

Anche il sito slope.it, così come la maggioranza dei siti web, è realizzato utilizzando il popolare CMS (content management system) WordPress.
A Febbraio 2020 circa il 62% dei siti web risulta essere realizzato con WordPress.

Una delle prime cose da fare quando si costruisce un sito utilizzando WordPress è scegliere un tema. Un tema non è altro che una particolare libreria software (con le caratteristiche descritte sopra) che determina il layout, la struttura e la grafica che avrà il sito.

Scegliere un tema non significa necessariamente legarsi ad una impaginazione scontata o già vista, è infatti possibile (o per meglio dire, doveroso) personalizzarlo per fare in modo che il sito acquisti una propria identità e che segua quello che è il brand del nostro business.

Naturalmente il tema e la sua personalizzazione non sono le uniche scelte da affrontare nella realizzazione di un sito web, ma è necessario anche decidere quali comportamenti e quali funzionalità del sito andare a personalizzare tramite dei moduli aggiuntivi (chiamati plugin).

In conclusione, un sito web può essere riassunto come una combinazione di tre fattori:

  • Versione del CMS (WordPress)
  • Versione del tema
  • Versione dei moduli

Nel caso in cui anche solo uno di questi componenti non venga più aggiornato dal team di ingegneri che l’ha ideato può risultare bloccata anche la possibilità di aggiornare gli altri componenti andando a creare un circolo vizioso che limita la possibilità del nostro sito di evolvere e di rimanere sicuro contro le più recenti vulnerabilità.

Per questa ragione è molto importante cercare librerie e che siamo ben supportate dagli sviluppatori ed evitare soluzioni fatte ad hoc o proprietarie di una singola software house vincolando le nostre scelte e riducendo possibilità di sviluppo futuri.

Quindi, tornando al nostro caso del sito slope.it, avevamo tra le mani un ottimo sito dal punto di vista delle conversioni, dello stile grafico e del posizionamento, ma con il rischio che alcune delle librerie scelte (e non più supportate) potessero diventare un freno per l’innovazione del portale o ancor peggio un buco per attacchi.

NOTA: ci teniamo a precisare che il sito slope.it è completamente isolato dalla piattaforma gestionale Slope e nessun attacco hacker sul sito slope.it può impattare in alcun modo la piattaforma software. 

Inoltre anche il codice che era stato scritto per personalizzare il tema aveva bisogno di una ristrutturazione al fine di essere più facilmente modificabile e manutenibile dal nostro team di sviluppatori.

La scelta di rimettere mano al sito web si Slope è stata quindi dettata da motivi di natura puramente tecnica, ma ci ha fornito anche l’occasione per mettere in pratica alcuni miglioramenti sostanziali all’usabilità e alla grafica che avevamo in cantiere da un po’.

Come accennato prima, lo stile grafico del web evolve più velocemente.

È interessante come in maniera impercettibile si vengono a creare dei nuovi trend di UI e di UX (interfaccia e usabilità) che vanno a costituire quelli che sono gli standard del “bello” e del “chiaro”. Premesso che non bisogna seguire le mode per il gusto di farlo ma è importante rimanere al passo con i tempi per fare in modo che gli utenti che navigano il vostro sito riescano a farlo “sentendosi a loro agio”.

Esempio: il menu principale del sito Slope.it

Per fare un esempio molto semplice a seguire mostriamo come abbiamo evoluto il menu principale del sito. Nella prima versione del sito era presente un menù a tendina relativamente piccolo che è stato sostituito da un menu contestuale più grande con sottotitoli. 

La seconda versione del menu rende più leggibili le singole voci e aumenta il numero della pagine navigate dall’utente medio sul sito.

Questo miglioramento grafico è stato possibile soprattutto adottando tecnologie più recenti ed evolute. Le più recenti versioni di WordPress, abbinato a nuovi plugin ed un tema di ultima generazione ci hanno permesso di creare un menù di questo tipo (chiamato in gergo Mega Menu).

Quindi, per tirare le somme della nostra analisi possiamo azzardare che nella maggioranza dei casi la necessità di ricostruire un sito da zero deve essere dettata da ragioni tecniche. Mentre se il vostro sito è realizzato con tecnologie robuste e nuove non è ovviamente necessario rifare tutto da capo ogni volta. Anzi, un approccio che va assolutamente seguito è quello di modificare il sito secondo con iterazioni frequenti e mirate.

Ad ogni modifica andiamo a misurare come gli utenti reagiscono ai cambiamenti e decidere di conseguenza quali accorgimenti “funzionano” e quali no.

Gestione degli addebiti in hotel: bar e ristorante | Podcast Ep.44

Podcast gestione degli addebiti in hotel bar e ristorante.

Come vengono gestiti gli addebiti in hotel? Le consumazioni del bar e del ristorante come vengono addebitate sulla camera del cliente? Si possono evitare fogli, foglietti e montagne di carta? 

Nella quarantaquattresima puntata del podcast Ospitalità 4.0 cercheremo di capire come gestire in maniera corretta gli addebiti del bar e del ristorante, evitando di commettere errori e semplificando il lavoro.

Come semplificare la gestione degli addebiti del bar e del ristorante

Bar, ristorante, minibar in camera, bar in piscina, servizi dell’hotel: in un contesto di alta stagione c’è tanta frenesia e bisogna cercare di semplificare il lavoro non solo dei receptionist, ma anche di tutto lo staff dell’hotel. 

Nella fase in cui l’ospite ha prenotato ed ha effettuato il check-in in struttura, si trova quindi in soggiorno da noi, occorre cercare di effettuare quanto più possibile cross-selling di servizi ancillari

Il PMS dell’hotel deve essere integrato con applicazioni che permettano alle varie figure che si occupano di gestire i punti vendita come bar o ristorante, di addebitare consumazioni direttamente nella scheda prenotazione del cliente.
In certi casi è molto importante avere la possibilità di far firmare al cliente la consumazione effettuata, così da evitare incomprensioni o momenti imbarazzanti in fase di check-out ed emissione del conto.

Questo discorso vale sia per la governante, che nel momento del rassettamento delle camere deve poter aggiungere eventuali consumazioni del minibar, sia per una consumazione al bar o al ristorante dell’hotel, dove i collaboratori attraverso un’applicazione dedicata possono aggiungere consumazioni a camere o creare nuovi conti passanti.

Tale applicazione deve: 

  • Essere disponibile su qualsiasi dispositivo, senza la necessità di acquistare hardware o tablet specifici;
  • Permettere di scegliere la camera su cui addebitare il servizio con un solo click;
  • Essere perfettamente collegata al PMS Slope per l’emissione di documenti fiscali (ricevuta o fattura elettronica).

Occhio ai report

Inoltre un PMS cloud deve connettere i diversi punti di vendita ed avere pieno controllo su quelli che sono i centri di profitto della struttura, offrendo report dettagliati a riguardo.

I report ci aiutano a capire quale tipologia di servizio extra è stato venduto di più, così da poter fare anche una pianificazione della stagione successiva.


Cosa ne pensate? Riuscite a gestire agevolmente gli addebiti in hotel? Attuate una strategia di pianificazione in base ai report forniti dal vostro gestionale? 
Fatecelo sapere scrivendoci il vostro punto di vista all’indirizzo email podcast@slope.it o sulla nostra Pagina Facebook.

Digital Marketing per hotel: consigli e suggerimenti per migliorare le prenotazioni

Digital Marketing per hotel: consigli e suggerimenti per aumentare le prenotazioni attraverso grafici

Viaggiare è un bisogno connaturato all’essere umano e ognuno di noi ha il suo modo di farlo e le sue esigenze da soddisfare quando si sposta, che sia per lavoro o per piacere.

Proprio per questo l’offerta turistica è estremamente variegata e, sul web, si trovano migliaia di proposte tra cui l’utente è chiamato a destreggiarsi.
Avere una buona strategia di digital marketing in questo mercato affollato è fondamentale per differenziarsi, raccontare la propria storia, valorizzare i propri servizi e, dunque, intercettare il cliente ideale.

Cos’è il digital marketing per hotel?

Tecnicamente per digital marketing (marketing digitale) si intendono tutte quelle attività di vendita svolte attraverso gli strumenti della rete.

Il web marketing turistico ha lo scopo di mettere a sistema tutti i mezzi di comunicazione digitale con lo scopo di garantire lo sviluppo del business di hotel, strutture ricettive e tutte le altre attività connesse al settore del turismo.

In altre parole, si tratta di elaborare strategie di comunicazione e vendita che conducano il cliente attraverso quello che viene definito un funnel di vendita, cioè un processo a imbuto che inizia con il primo contatto della persona con la struttura turistica, termina con l’acquisto e si protrae con il post vendita.

Dunque il digital marketing per hotel ha l’obiettivo finale di vendere i servizi della struttura, ma ha anche degli obiettivi funzionali:

  • creare una buona reputazione
  • tessere legami con le persone che hanno soggiornato o che vorremmo soggiornassero nel nostro albergo
  • rafforzare l’identità e comunicare i punti di forza e in cosa ci differenziamo dagli altri.

Sul web, infatti, è importantissimo avere un buono storytelling, cioè emergere dal coro raccontando qualcosa di particolare, che ci caratterizza, che esprime quell’unicità che sappiamo di avere e che i nostri ospiti stanno cercando.

Occorre sempre tenere presente, infatti, che il turista sul web è parte attiva del processo di scelta: gli strumenti sono talmente tanti e con tante funzionalità che i clienti possono selezionare esattamente quello che è più nelle loro corde.

Per questo la strategia vincente per gli hotel sul web è quella di creare relazioni, raccontare, far percepire al futuro cliente cosa vivrà una volta che sarà lì, quali saranno le esperienze di cui si arricchirà il suo soggiorno, qual è l’atmosfera unica di cui si innamorerà e che non vedrà l’ora di rivivere.

Come si fa un buon social media marketing per hotel

I social media sono lo strumento più adatto per creare questo tipo di relazione.

Innanzitutto, però, serve una strategia definita, che si articola in diversi step.

Prima di tutto occorre determinare gli obiettivi concreti in termini di comunicazione

In un secondo momento si passa alla definizione del target, cioè del pubblico di potenziali clienti a cui andremo a rivolgersi. È importante capire a fondo chi sono, che desideri e aspettative hanno rispetto al soggiorno, come possiamo farli sentire dei veri e propri ospiti d’onore.

A questo punto si possono scegliere i canali di comunicazione, il tono di voce e gli argomenti di cui parlare.

In questa fase è importante capire la differenza tra i vari social network in modo da poterli utilizzare il più possibile a nostro favore.

Facebook, ad esempio, potrà essere il luogo in cui dare spazio al racconto, al dialogo con gli utenti, alla promozione dei servizi anche attraverso l’advertising. 
Instagram, invece, è per antonomasia il social delle immagini: via libera a foto ben fatte, luminose, che raccontino davvero la realtà della nostra struttura e trasmettano l’atmosfera che si respira durante il soggiorno.

Le regole d’oro per la comunicazione sui social

Alcune regole d’oro, però, valgono per tutte le comunicazioni sui social:

  • innanzitutto attenzione alla proporzione tra le tipologie di contenuto: essere troppo promozionali è dannoso, meglio mantenere un rapporto di 80% di post di racconto e un 20% di post commerciali.
  • i video e le immagini devono essere sempre curati, no all’approssimazione;
  • attenzione alle interazioni: parlare con gli utenti, anche quando scrivono recensioni negative, può trasformarli da clienti scontenti a veri e propri brand ambassador;
  • i profili devono essere completi di tutte le informazioni utili, compreso indirizzo, numero di telefono, orari e tutto quanto serve per raggiungervi;
  • sfruttare i contenuti generati dagli utenti genera un doppio vantaggio: cogliere il loro punto di vista, che magari sarà diverso dal vostro, e premiarli dando loro visibilità.

SEO e SEM: come si lavora su Google

Oltre ai social, parlando di web marketing per hotel, è fondamentale tenere presente un altro grande attore protagonista: Google.

Tecnicamente SEM sta per Search Engine Marketing e indica quella parte del web marketing turistico che ha lo scopo di indirizzare gli utenti verso un sito utilizzando campagne a pagamento su Google mentre la SEO – Search Engine Optimization – si occupa del posizionamento in maniera organica, cioè senza adv.

Questi due strumenti lavorano molto bene in sinergia, ma è importante comprendere come farli funzionare insieme.

Innanzitutto si parte dalla keyword map: un buon mix tra parole chiave generiche del settore e parole chiave più specifiche inerenti alle peculiarità della struttura è l’ideale per un buon posizionamento sul principale motore di ricerca.

Esistono diversi mezzi per realizzare una keyword map completa ed efficace, confrontando anche le parole chiave utilizzate dai competitors. Google stesso mette a disposizione uno strumento che è Google Trends

Una volta che avremo a disposizione la nostra keyword map potremo procedere ad ottimizzare tag della pagina, meta tag e metadescription.
A questo punto si può ragionare su una strategia di adversiting su Google che miri a portare traffico in alcune pagine chiave del nostro sito attraverso le quali l’utente potrà facilmente arrivare alla prenotazione.

Ed una volta che i clienti atterrano nel sito del nostro hotel?

Una volta che i clienti sono atterrati sul nostro sito, l’obiettivo è quello di convertire le visite in prenotazioni

In questo step il ruolo fondamentale sarà rivestito dal booking engine, che dovrà essere in grado di completare il processo di prenotazione in pochi passaggi.

Innanzitutto il booking engine deve essere integrato nel sito della struttura attraverso una call to action molto efficace. 

Il booking engine deve permettere di completare il processo di prenotazione in maniera semplice, fornendo immediatamente informazioni di prima necessità sull’albergo come la disponibilità delle stanze e le promozioni attive.

Altro aspetto importante è legato ai sistemi di pagamento. Il booking engine ideale permette all’utente di pagare con più metodi possibili e – soprattutto – rispetta i più alti standard di sicurezza delle transazioni.
Ma soprattutto vanno resi evidenti i vantaggi ai visitatori che scelgono di prenotare direttamente da voi, così da aumentare il tasso di conversione e la fidelizzazione del cliente.

Turistat: come inviare segnalazione ISTAT con Turistat

Turistat come inviare segnalazione ISTAT con Turistat

Il portale TuriStat è l’applicativo web messo a disposizione per la regione Sicilia al fine di adempiere all’obbligo di trasmissione telematica dei dati sulle presenze dei flussi turistici. 

Il portale TuriStat mette quindi a disposizione degli albergatori della Sicilia una piattaforma web gratuita per la trasmissione telematica dei dati giornalieri relativi al movimento degli ospiti (flussi turistici).

L’accesso avviene tramite la piattaforma Osservatorio Turistico Regione Siciliana che la regione mette a disposizione per le strutture ricettive e delle locazioni per trasmettere i dati giornalieri degli arrivi e delle partenze dei propri ospiti.

Come funziona la segnalazione tramite TuriStat?

Il responsabile della struttura ricettiva si collega al servizio accessibile dal seguente link.

All’interno del portale si possono inserire manualmente i dati relativi ai movimenti turistici tramite le maschere di inserimento offerte dal programma.

Nel caso in cui l’albergatore sia dotato di un software gestionale, allora il programma offrirà al gestore della struttura ricettiva un servizio di generazione di un file contenente un tracciato informativo interpretabile ed inseribile nel  portale TuriStat.   

Il compito dell’albergatore sarà quello di importare il suddetto file senza la necessità di trascrivere i dati manualmente. 

Alcuni software gestionali, come il software Slope, offrono una sincronizzazione diretta dei dati ISTAT, senza passare, quindi, attraverso la generazione di alcun file.

Come richiedere le credenziali di accesso TuriStat per la propria struttura?

Per richiedere le credenziali di accesso a TuriStat è necessario rivolgersi all’Osservatorio Turistico Regione Siciliana (Link).

Come risolvere errori e problemi frequenti con TuriStat

Ecco un elenco di errori che possono essere generati nel processo di invio al portale TuriStat.

CODICE DI ERRORERISOLUZIONE DEL PROBLEMA
URL error 28: Operation timed out after 20001 milliseconds with 0 bytes received È un errore temporaneo del server del portale ISTAT.
URL error 60: SSL certificate problem: certificate has expiredÈ scaduto il certificato di Turistat, essendo un errore interno del portale occorre attendere che il portale torni disponibile.
The following stay id are invalid: TRS-IT-SIC-00405_6b549be7-32d7-4abd-98be-1ba74c7932f6 Occorre controllare se si sta caricando una “data diversa” dalla “data corrente” impostata nel pannello di Turistat. La data che si va a sincronizzare deve coincidere con la data corrente impostata all’interno di Turistat.

Semplificare l’invio telematico dei dati con Slope

La sincronizzazione diretta dei dati ISTAT, quindi senza passare attraverso la generazione manuale di un file, è solamente una delle tante funzionalità presenti nel gestionale alberghiero Slope, come ad esempio la segnalazione della schedina alloggiati alla Polizia di Stato.

Nel file da trasmettere con Slope vengono sincronizzati generati in automatico questi dati:

  • Numero degli ospiti arrivati;
  • Numero degli ospiti partiti;
  • Presenze;
  • Camere e/o letti occupati;
  • Provenienza ospiti.

È possibile provare gratuitamente le potenzialità del software Slope per 30 giorni compilando il modulo di richiesta demo.