Booking Engine vs Form di Contatto. Quale utilizzare? | Podcast Ep.82

Booking Engine vs Form di Contatto. Quale scegliere?

Il booking engine ed il form di contatto sono due strumenti con cui il cliente può entrare in contatto con la struttura ricettiva per prenotare un soggiorno

Nell’ottantaduesima puntata del podcast Ospitalità 4.0, Edoardo e Marco spiegheranno pro e contro di booking engine e form di contatto, andando ad analizzare come integrarli all’interno della strategia di vendita di un hotel.

Perché utilizzare il booking engine 

Il booking engine, che permette di effettuare prenotazioni dirette all’interno del sito web della struttura, è particolarmente utile perché: 

  • velocizza ed automatizza le prenotazioni, un utente può prenotare in qualsiasi momento del giorno il proprio soggiorno, senza l’ausilio di un receptionist;
  • è possibile vendere servizi ancillari (cross-sell)
  • è possibile tracciare l’origine della prenotazione e quantificare il ROAS (campagna Google Ads, Bing Ads, Facebook Ads)

Perché utilizzare il form di contatto

Il form di contatto, in cui è possibile richiedere un preventivo, deve essere composto da campi specifici in cui oltre ad essere specificato “nome, cognome, email, telefono, numero adulti e numero bambini”, deve essere possibile inserire: 

  • periodo di soggiorno
  • tipologia di trattamento (pernottamento e colazione, mezza pensione, pensione completa)
  • campo note per richieste particolari

Il form di contatto è particolarmente utile in alcuni casi particolari tra cui: 

  • un capo-gruppo vuole ricevere una proposta personalizzata per un gruppo o per una comitiva di persone 
  • l’utente vuole ricevere un preventivo con più proposte di soggiorno, chiedendo un consiglio alla struttura su quali siano le migliori date in cui soggiornare. 

É importante che le richieste dell’utente tramite il form di richiesta preventivo finiscano in automatico nel CRM, automatizzando il lavoro, tenendo traccia di ogni passaggio e potendo impostare delle email di follow up automatiche dopo l’invio del preventivo..


Se volete approfondire ulteriormente questo argomento e capire come integrare questi due strumenti nel vostro sito web, vi rimandiamo all’articolo dedicato, in cui è presente anche una breve dimostrazione video. 

E voi cosa preferite tra booking engine e modulo di contatto? Fatecelo sapere inviandoci una mail a podcast@slope.it

Booking engine vs modulo di contatto. Maradona o Pelé?

Booking Engine vs Modulo di contatto

Nella strategia di vendita di un hotel può essere presente il collegamento con il booking engine oppure il modulo di contatto con cui il visitatore del sito dell’hotel può richiedere un preventivo. 

Per questo motivo è legittimo porsi la domanda:

É meglio utilizzare il booking engine oppure il modulo di contatto?

Il confronto tra booking engine e form di richiesta preventivo è un po’ lo stesso paragone che ogni tanto si sente fare “è più forte Maradona o Pelé?”.

Il duello Maradona e Pelè rappresenta una domanda secolare, l’eterna diatriba tra tutti i calciofili che puntualmente si interrogano su chi sia stato più forte.

Nella diatriba tra O’Rey ed El Pibe De Oro si confrontano diversi aspetti tra cui gol segnati in carriera, periodo storico in cui si è giocato e mondiali vinti, tuttavia per tanto che se ne parli non si riesce mai a trovare una risposta definitiva.

Maradona e Pelé

Noi la risposta tra chi sia il migliore tra booking engine e modulo di contatto ve la diamo subito, senza girarci troppo intorno ed è “utilizzare entrambi contemporaneamente, ma con qualche accorgimento”, infatti questi strumenti possono anche vivere insieme in una strategia di vendita che sia ben strutturata. 

Nelle prossime righe parleremo dei pro e dei contro di ciascuna funzione e vi elencheremo alcune strategie di come collegare questi due strumenti al vostro sito, strutturando la strategia in base al target e al segmento di pubblico che si vuole raggiungere.

I vantaggi di utilizzare un booking engine 

Un booking engine è un’applicazione web che viene collegato al sito web di una struttura ricettiva e permette ai visitatori del sito di prenotare un soggiorno direttamente presso il sito dell’hotel. 

Il booking engine è una delle principali armi a disposizione dell’albergatore per disintermediare, proprio perché grazie a questo strumento si possono ricevere prenotazioni direttamente dal cliente finale senza ricorrere ad intermediari.

Diversi sono i vantaggi offerti dal booking engine tra cui: 

  • velocizzare ed incentivare le conversioni (prenotazioni), in quanto un utente può ultimare la prenotazione in qualsiasi orario del giorno e della notte con pochi click
  • si possono mettere in evidenza promozioni ed offerte speciali
  • è possibile fare cross-sell, vendendo servizi extra nel processo di prenotazione
  • si possono tracciare le conversioni ed i comportamenti degli utenti attraverso Google Analytics e Facebook Pixel
  • i metodi di pagamento sono configurabili (ad esempio: Paypal, Stripe, bonifico bancario), è quindi possibile definire una strategia per cui determinate promozioni e tariffe prevedano l’applicazione di metodi di pagamento diversi.

I vantaggi di utilizzare il modulo richiesta contatto integrato nel gestionale

Il modulo di richiesta preventivo (o modulo di contatto) è composto da alcuni campi che l’utente che naviga il vostro sito web si trova a compilare per ottenere maggiori informazioni relativamente ad una richiesta di proposta di soggiorno. 

Attenzione alla scelta del modulo di contatto. Quale utilizzare!

Prima di andare avanti con i vantaggi del modulo di contatto è bene fare alcune precisazioni relativamente a quale modulo di contatto utilizzare

  • I campi del modulo di contatto devono essere ben pensati.
    Oltre ai classici campi “nome, cognome, email, telefono, adulti, bambini” deve essere possibile far indicare all’utente il periodo in cui questo intende soggiornare, la tipologia di trattamento desiderata e la disponibilità a valutare anche eventuali date alternative.
    Tutti questi campi ed informazioni servono ad evitare lo snervante ping-pong di email in cui l’addetto al booking chiede ulteriori informazioni al cliente necessarie per la formulazione del preventivi. 
  • Le informazioni del modulo di contatto devono confluire automaticamente all’interno del CRM Hotel, altrimenti si rischia di perdere le richieste e non è possibile avere una reportistica chiara e precisa su quante richieste si sono ricevute in un determinato periodo.

Come utilizzare il form di contatto nel modo giusto

Il modulo di contatto può risultare un’arma utile nei casi in cui: 

  • l’utente vuole ricevere un preventivo per un gruppo o una comitiva e vuol sapere se ci sono degli sconti speciali per i gruppi 
  • l’utente vuole ricevere un’offerta con più proposte di soggiorno diversificando date, tipologia di alloggi e tariffe
  • l’utente non ha particolare dimestichezza con il sistema di booking engine e vuole ricevere un’offerta personalizzata
  • l’utente vuole entrare a far parte della nostra newsletter promozionale autorizzando l’hotel all’invio di promozioni e offerte.

Perché il modulo di contatto deve essere integrato con il software gestionale

La richiesta dell’utente tramite il modulo di contatto deve finire in automatico all’interno del CRM perché così facendo è possibile creare un preventivo in maniera più veloce e sicura.

Inoltre sarà possibile: 

  • Misurare il numero di aperture del preventivo (per capire se è stato aperto o meno ed eventualmente quante volte è stato aperto);
  • Chattare con il cliente tramite l’attivazione della chat dedicata;
  • Mostrare immagini e video della struttura e dell’offerta;
  • Tracciare la navigazione dell’utente nell’area preventivo.

Le azioni sopra elencate NON sono effettuabili da un semplice modulo di richiesta contatto. 

Quindi è importante scegliere un gestionale come Slope che sia in grado di creare un preventivo che venga poi gestito in un’area web dedicata. 

Form di richiesta contatto: come e perché integrarlo nel sito dell’hotel

Come far lavorare insieme booking engine e modulo di contatto 

Il booking engine ed il modulo di contatto possono coesistere in una sana strategia di disintermediazione. 

Per fare un esempio di come si può configurare il proprio sito web abbiamo realizzato questo sito web di prova dove potete testare e vederne le funzionalità in azione. 

Come potete vedere nel sito abbiamo inserito una call to action primaria che è “PRENOTA ORA” e rimanda al booking engine, permettendo così agli utenti che vogliono prenotare di ultimare una prenotazione in pochi click. 

Questa è l’operazione primaria verso cui vogliamo spingere l’utente, tuttavia abbiamo inserito anche 2 bottoni nel menù principale e nel footer della pagina che permettono di richiedere un preventivo

In questa maniera si offre all’utente la possibilità di inviare un messaggio contenente campi ben profilati e che danno agli addetti al booking tutte le informazioni per compilare un preventivo in pochi click.

Consulenza Alberghiera con Gabriele Biscontini | Podcast Ep.81

Gabriele Biscontini, Consulenza Alberghiera

Per sviluppare ed ampliare il proprio business, gli albergatori possono trovarsi a richiedere aiuto attraverso una consulenza alberghiera. 

L‘ottantunesima puntata del podcast Ospitalità 4.0 vedrà come ospite Gabriele Biscontini, albergatore umbro con ricchissime esperienze lavorative sia in Italia e che all’estero. 

Dopo aver ricoperto il ruolo di direttore per dieci anni di una nota struttura umbra, Gabriele ha deciso di prendere in gestione un boutique hotel di diciassette camere nel centro storico di Perugia, la Locanda della Posta

Oltre a gestire in prima persona strutture ricettive, Gabriele Biscontini si occupa di consulenza alberghiera e strategia rigorosamente nell’ambito dell’ospitalità.

Da dove parte il lavoro di consulenza alberghiera?

Come è ovvio che sia, ogni struttura ha una storia a sé ed ogni albergatore ha le proprie esigenze. Sotto quest’ottica Gabriele Biscontini non si definisce tanto come consulente quanto più come un aiuto per gli albergatori. 

L’intervento di un consulente strategico e di revenue comincia studiando la situazione, in quanto ogni albergo ha le proprie caratteristiche che lo rendono unico.

Tuttavia quasi sempre il punto di partenza di un’analisi è il personale della struttura essendo questo l’asset più importante. 

Capire e conoscere le persone con le quali si dovrà intraprendere un percorso di consulenza alberghiera è fondamentale per comprendere se i progetti e le visioni dell’albergatore sono allo stesso modo condivise dal suo staff. 

É dunque necessario che la sincronia e la comprensione tra i componenti del personale siano massime. Avere le persone giuste al proprio fianco permette di accorciare i tempi di lavoro ottenendo risultati nettamente migliori. 

Una volta conosciuto il team e verificato che questo operi in maniera coerente con il brand e lo stile della struttura per cui lavorano, si passa ad un’analisi meno empatica e più numerica. Stiamo parlando del controllo di gestione, ossia l’analisi oculata dei costi e dei ricavi. 

Controllo di gestione alberghiero tramite un consulente alberghiero

L’analisi dei dati è un’altra attività fondamentale quando si parla di consulenza alberghiera e su cui occorre puntare nello studio delle performance di una struttura ricettiva in quanto, come già ben noto agli albergatori, ci sono innumerevoli strumenti, che ci informano esaustivamente con dati statistici dettagliati su ogni aspetto della gestione: dal rendimento di un singolo alloggio, al guadagno per ogni singolo cliente fino alla panoramica temporale dei guadagni della struttura.

Queste informazioni devono essere reperibili nel gestionale alberghiero (il PMS), ma devono essere connessi con l’analisi dei costi sostenuti dalla struttura per offrire il servizio.

L’analisi dei costi ci permette di costruire un’equazione grazie alla quale ottenere la marginalità, ossia il risultato reale della nostra attività imprenditoriale. 

Purtroppo molto spesso l’analisi e la rendicontazione di questi costi viene affidata ad un commercialista esterno alla struttura il quale è in grado di mostrarci i risultati e il totale dettagliato delle nostre spese ad un anno di distanza, dunque decisamente troppo tardi.

L’albergatore deve dunque riuscire a tenere sotto controllo questi dati, riuscendo ad ottenere dei risultati concreti almeno il quindicesimo giorno del mese successivo. 

Solo così facendo riuscirà in modo efficace a creare e strutturare una strategia di revenue e di budget in linea con l’attività di gestione attuale. 

Il modo più semplice e rapido per ottenere ed analizzare i costi fino ad oggi è senza dubbio Excel, ma sono sempre più i software specializzati che garantiscono una gestione dei costi dinamica ed efficace. 

Chiaramente l’uso di un foglio excel con le giuste competenze in materia permette di effettuare tutti i calcoli che software a pagamento fanno in automatico, ma non tutti hanno a loro vantaggio queste competenze matematiche e statistiche. 

Che cos’è un budget alberghiero? 

Sulla base dei numeri di cui si è in possesso per la propria gestione alberghiera (dai costi ai ricavi) e con l’esperienza che si matura con il tempo, diventa sempre più facile avere chiari quali sono i flussi finanziari che caratterizzano la struttura.
In funzione di questo, stabilire mese per mese gli obiettivi da realizzare, sia nel breve che nel lungo termine, può diventare sempre meno complicato e time consuming. 

Stabilire quali sono i centri di costo operativi (quelli appunto necessari a tenere in funzione la struttura) e non operativi è il primo passo da compiere mese per mese per attuare un concreto e dinamico piano di budgeting. 

Nella redazione e imputazione dei vari centri di costo essere precisi e specifici aiuta solo ad avere indici corretti e accurati, contribuendo direttamente a comprendere mese per mese le differenze nell’andamento della propria gestione alberghiera. 

Con questi dati alla mano possiamo definire aspetti fondamentali come ad esempio il costo di una camera piena ed il costo di una camera vuota.

Conoscere questi costi è fondamentale per definire la bottom rate per ciascuna tipologia di alloggio (prezzo al disotto del quale non è produttivo vendere) e per poter identificare giorno per giorno una strategia tariffaria bilanciata che tenda a minimizzare i costi derivanti dall’avere alloggi senza prenotazioni.

La reputazione è un’altra parte fondamentale del successo di una struttura?

Pur parlando di reputazione, i costi ricoprono comunque un ruolo importante. 

Creare promozioni di vendita di camere con un tariffa pari alla bottom rate comporta, dal punto di vista del cliente, un ottimo rapporto qualità-prezzo che predispone subito l’ospite a lasciare un commento positivo nei canali di recensione. 

Allo stesso modo viene giusto pensare che soprattutto in periodi di bassa stagione in cui prezzi sono più bassi della media, il cliente rimanga tendenzialmente più soddisfatto dell’esperienza di soggiorno. 

In alta stagione, al contrario, ci aspettiamo una situazione in cui la vendita di tariffe molto più alte della media porta il cliente a crearsi delle aspettative troppo alte riguardo soggiorno acquistato, portando spesso recensioni tendenzialmente più negative rispetto a quelle rilasciate in bassa stagione.

Come ci si approccia alle variazioni tariffarie di prezzo? 

Anche in questo ambito il punto di partenza del ragionamento sono i costi

Una volta individuato il costo della camera messa in vendita si è in grado di trasformarlo in un prezzo di vendita da analizzare e trasformare in base alle evenienze. 

Fissare un prezzo base sotto il quale non si può scendere e dal quale partire con lo studio del prezzo finale è una buona soluzione. 

Sono ancora molti gli albergatori che si fissano troppo ostinatamente al concetto di stagionalità nella definizione dei prezzi. 

Se tuttavia questa tecnica tariffaria è ancora valida per strutture ricettive in località balneari è spesso consigliato di passare a strategie tariffarie più dinamiche basate sull’occupazione e sul ritmo di ingresso di nuove prenotazioni, con il fine di evitare una staticità di prezzi eccessivamente ampia nel tempo.

Per questa ragione è fondamentale dotarsi di un software gestionale come Slope che permette di cambiare ed aggiornare i prezzi della propria struttura su tutti i canali di distribuzione (diretti, metamotori, ota, gds…) tramite un solo click.

Strategie di upselling

Offrire al cliente upsell è una tecnica molto usata la cui applicazione varia da periodo a periodo di alta o bassa occupazione. 

In alta occupazione per esempio sarà necessario ottimizzare le vendite in base alla domanda dei clienti: se questa è molto elevate vendere la suite al prezzo massimo non sarà un problema.

In bassa occupazione la tecnica di upselling più adatta consiste nell’assegnare giornalmente la miglior camera possibile al cliente.

Le prenotazioni in alloggi standard dunque vengono, se possibile, assegnate ad alloggi di livello superiore in quanto la differenza di costo di gestione dei due alloggi è molto ridotta. Chiaro è che nel momento in cui si offre un upgrade al cliente è estremamente importante comunicarlo e fare presente allo stesso l’offerta che si è appena fatta. 

Istruire e formare il personale a compiere queste operazioni di upgrade nel modo migliore e al giusto cliente, oltre alle classiche operazioni di vendita camere, è una prerogativa necessaria per far sì che le strategie di upsell siano efficienti a portare risultati in termini di profitto e reputazione per la struttura. 

Gabriele Biscontini Consulente Alberghiero 

In questa puntata del podcast grazie al contributo di Gabriele abbiamo approfondito da dove parte una consulenza alberghiera e come si snoda il lavoro del consulente alberghiero. 

La risposta breve può essere sintetizzata con due concetti: team (il personale) e dati

Con un buon team e con la conoscenza dei dati si può costruire una strategia di vendita che sia efficace e facilmente gestibile, fondamentale per aumentare la marginalità della nostra azienda alberghiera.

Per approfondire ulteriormente l’attività di un consulente alberghiero, vi rimandiamo al sito web di Gabriele Biscontini.


Come al solito fateci sapere il vostro parere sulla puntata inviandoci una mail a podcast@slope.it

Storie di successo – Intervista a Aneta Krupa, direttrice di Arte’ Boutique Hotel

arté boutique hotel slope

Oggi abbiamo il piacere di raccontarvi il caso studio di Arte’ Boutique Hotel, un hotel di lusso situato nel cuore di una delle città d’arte più belle del mondo, Firenze.

Abbiamo parlato con Aneta Krupa, direttrice di Arte’ Boutique Hotel, le abbiamo chiesto di raccontarci la storia del suo hotel, qual è il loro principale segmento di clientela e quali sono state le motivazioni che hanno portato lei ed il suo staff a scegliere Slope come soluzione software per la gestione della struttura ricettiva.

Qual è la storia di Arte’ Boutique Hotel?

“Firenze è una città che offre tantissime possibilità ai visitatori – racconta Aneta Krupa – per questo avendo solamente tredici camere abbiamo deciso di offrire la miglior esperienza possibile per un soggiorno di lusso, ma anche di estremo relax in maniera da poter essere versatili sia per turisti che per ospiti locali in cerca di un soggiorno esclusivo. 

Nella nostra struttura prevale la cura verso il cliente, dedichiamo giorno e notte per offrire un servizio impeccabile, cercando di curare ogni particolare, tra cui la predisposizione degli arredi. 

Ad ogni singolo viaggiatore cerchiamo di far percepire la sensazione di qualità che una struttura come la nostra può offrire”.

Di quale esperienza si può godere presso la vostra struttura?

“A Firenze abbiamo tantissimi tipi di soggiorno differenti a partire da famiglie con bambini, fino alle coppie in cerca del soggiorno ideale per la loro “fuga d’amore”.

Operiamo molto con turisti, soprattutto esteri e abbiamo una grandissima varietà di età.

L’esperienza in Arte’ Boutique Hotel è quella di avere la possibilità di poter programmare il viaggio dei sogni nei minimi dettagli, sapendo che l’hotel non sarà un ostacolo, ma semmai un punto in più di cui beneficiare, sia per la grande cura offerta dal personale che per l’elasticità offerta ai clienti”.

arté boutique hotel slope

C’è una funzionalità di Slope che vi aiuta particolarmente nei task giornalieri?

Tag clienti: li adoriamo! 

Per come lavoriamo noi e per quanto siamo attenti al cliente, poter sapere che tipologia di cliente soggiornerà quel giorno e quindi come ci si deve interfacciare è una comodità unica. 

Io do grande importanza anche a tutti i report creati da Slope, che mi permettono di monitorare e gestire l’aspetto revenue della mia struttura.

Mi trovo spesso a generare e fare confronti con altri report che, ahimè, anni indietro dovevo ricavare manualmente o in maniera molto macchinosa non avendo Slope”.

Perché la scelta di Slope come software gestionale? 

“Oltre alla qualità del prodotto, va fatto un plauso alla semplicità con cui è stato ideato il software.

Apprezzo anche il modo con cui vi interfacciate con i clienti ed il linguaggio che utilizzate, nessun tecnicismo, ma una comunicazione chiara e precisa che aiuta l’albergatore a comprendere anche le dinamiche più tecniche.

Inoltre l’interfaccia grafica di Slope è veramente lodevole, i processi operativi con i relativi tasti sono curati e ben pensati. Si ha la sensazione di avere sempre tutto sott’occhio e al posto giusto.

Tuttavia con Slope la formazione è molto semplice e in pochi giorni un nuovo collega può essere operativo al 100% sul programma”.

Perché Slope

  • Semplicità di utilizzo per tutti i membri dello staff
  • CRM integrato e tag clienti
  • Check-in online
  • Reportistica dedicata

Come vedi il futuro del settore dell’ospitalità?

“L’obbligo dei dispositivi di protezione ci ha portato a trasmettere di meno il concetto di accoglienza – spiega Aneta Krupa – in quanto talvolta il sorriso rimane nascosto dietro la mascherina. 

Tuttavia chi ama viaggiare ha reagito bene ed ho visto una buona predisposizione all’utilizzo della mascherina e delle sanificazioni.

Il settore dell’hospitality sta vivendo un momento buio, ma io ci vedo una possibilità di reinventarsi in alcuni ambiti. 

Noi ci siamo adoperati con una colazione alla carta, che anche se ci ha portato un maggiore carico di lavoro al mattino, è stata davvero apprezzata dai clienti che ci hanno fatto moltissimi complimenti.

Parallelamente abbiamo limitato tutti i servizi di “contatto diretto” adottando degli smartphone per mettere in contatto reception e clienti. 

In generale vedo il mondo alberghiero cambiare (con gradimento dei più giovani) per check-in e check-out, che verranno sempre più fatti in maniera telematica, a vantaggio però della disposizione di servizi qualitativamente migliori dove possibile”.

Come sarà il PMS del futuro | Podcast Ep.80

Come sarà il PMS del futuro

Nel corso dell’Hospitality Day 2020 il nostro CEO Marco Matarazzi è stato invitato come relatore al dibattito “Come sarà il PMS del futuro” in cui si è parlato di come sia evoluto il ruolo del PMS nel corso degli anni, anche in relazione a necessità degli albergatori ed adempimenti normativi.

Durante il suo intervento Marco ha ricordato come la virtù più preziosa di un’azienda sia la sua capacità di essere agile.

Con il termine “agile” intendiamo la capacità di adattarsi velocemente al cambiamento.

Nell’ottantesima puntata del podcast Ospitalità 4.0 Edoardo e Marco faranno un riepilogo di quelli che sono stati gli argomenti trattati durante il dibattito “Come sarà il PMS del futuro“.

Quali necessità e opportunità ha scatenato la recente pandemia mondiale?

Il cambiamento che in passato avremmo digerito in anni lo abbiamo dovuto assorbire e fare nostro in pochi giorni.

Questo ha causato una rottura netta tra le aziende che hanno avuto l’energia nelle gambe per cambiare direzione chi invece è rimasto sul posto.

La pandemia ha coniato dei nuovi termini che ormai sono sulla bocca di tutti, questi sono remote working e smart working.

Remote working significa lavorare da remoto, quindi non in presenza, mentre smart working significa lavorare in maniera “flessibile” anche in termini di modalità ed orario se vogliamo.

Tuttavia la principale necessità che è nata in seguito alla pandemia è stata la necessità di essere agili, dove (lo ripetiamo) con il termine “agili” intendiamo la capacità di adattarsi velocemente al cambiamento al nuovo contesto competitivo che evolve.

La pandemia ha accelerato dei cambiamenti che erano in atto, ma che erano latenti, dormienti.

Ha messo le aziende all’angolo obbligandole a cambiare, adattarsi oppure soccombere.

E la cosa spaventosa è che ha imposto questo pivot nei cambiamenti e nelle abitudini in un lasso temporale che si è contratto da qualche anno a una manciata di mesi.

In questo contesto abbiamo conosciuto 2 tipologie di albergatori:

  • Quelli che si sono dotati degli strumenti e dei processi lavorativi moderni e sono riusciti ad arginare e circoscrivere la crisi.
  • Quelli che non sono riusciti a riadattare il proprio modo di lavorare pagando caro pegno.

Quindi questo 2020 ci sta insegnando come i tempi sono cambiati, siamo entrati con entrambe le gambe in un’era nuova dove non vale più il detto:

“Pesce grande mangia il pesce piccolo” ma si è passati a “pesce veloce che mangia quello lento”. 

Questo concetto vale anche per il software, nello specifico nei software gestionali per hotel. 

PMS in cloud, si/no: pro e contro?

Quando parliamo di software cloud i principali vantaggi che vengono subito in mente sono:

  • un software accessibile da qualsiasi parte del mondo in cui mi trovo;
  • riduzione dei costi gestione (non dovendo gestire il server fisicamente presente in struttura si risparmia);
  • azzeramento dei rischi di conservazione delle informazioni (sempre per il discorso del server locale);
  • non dobbiamo curarci di virus che possono causare perdita di dati e compromettere il nostro storico.

Se poi il nostro software non solo è cloud ma è anche “web based” si hanno altri ulteriori vantaggi:

  • non ho bisogno di installare software accedo semplicemente tramite browser;
  • posso accedere da qualsiasi piattaforma (Windows, MacOS, Android e iOS) e ho le stesse funzionalità che ho sulla mia postazione desktop.

Tutti i punti elencati sopra sono molto importanti e già da soli basterebbero a rendere evidente la superiorità dell’architettura cloud rispetto ad una obsoleta soluzione “on premise”

Ma qual è il vero vantaggio del cloud?

Ma il vero vantaggio che si ha con un software moderno e cloud è la velocità con cui questo evolve e si adatta ai cambiamenti del mercato.

Un software cloud (con solide basi tecniche) può sfruttare metodologie di sviluppo software che permettono di effettuare centinaia di aggiornamenti all’anno e di distribuire gli aggiornamenti dell’applicativo in maniera completamente trasparente all’utilizzatore finale.

Questi aggiornamenti vengono definiti trasparenti perché non richiedono un intervento manuale né da parte di un tecnico né da parte dell’albergatore.

Il software evolve e segue la direzione e le esigenze imposte dal mercato, in questa maniera l’albergatore e il suo team possono operare con strumenti che sono sempre all’avanguardia e vengono messi nelle condizioni di definire una strategia operativa adatta ed efficace.

Vedi più il PMS come un all-in-one oppure un sistema connesso con altri applicativi?

Avere un software tutto in uno offre moltissimi vantaggi per l’albergatore ed il suo team.

Ovviamente la sfida è quella di avere un software tutto in uno che sia estremamente performante ed esaustivo in tutte le funzionalità che lo compongono.

I vantaggi di avere un software tutto in uno per hotel sono evidenti e possono essere riassunti in:

  • avere un unico interlocutore con cui interfacciarsi sia in termini amministrativi che in termini tecnici;
  • riduzione in termini di costi poiché acquistare una soluzione unica è quasi sempre più vantaggioso che comprare un ecosistema di soluzioni diverse;
  • semplificazione della formazione del personale che dovrà imparare ad utilizzare una sola piattaforma;
  • non si perdono dati e informazioni a causa della diversa natura dei software;
  • si evitano errori di sincronizzazione tra i programmi.

Il collegamento di piattaforme diverse è un’operazione mai banale che porta con sé una serie di possibili problematiche come ad esempio errori di sincronizzazione e perdita di dati dovuti alla differenza tecnica tra le piattaforme.

In questi spiacevoli casi di errore è anche difficile capire qual è l’interlocutore con cui parlare per risolvere il problema, capita infatti troppo spesso un simpatico palleggio di responsabilità che è difficile da districare.

Due piattaforme distinte, ad esempio un PMS ed un Booking Engine progettati da aziende differenti avranno un modello dati che in parte più o meno grande sarà differente, già questo è sufficiente per capire l’impossibilità di creare un collegamento perfetto tra le due piattaforme ossia un collegamento senza perdita di dati e informazioni. 

Per questa ragione la scelta di un software all in one, nella maggior parte dei casi, permette di semplificare notevolmente i processi lavorativi quotidiani, riduce la possibilità di errore tecnico e rende più facile la formazione del personale.

Appurato il fatto che un software gestionale all in one sia la soluzione più comoda e conveniente bisogna tuttavia prendere in considerazione che talvolta l’integrazione con sistemi terzi può dover essere necessaria.

I motivi che portano alla necessità di una integrazione possono essere di 2 tipi:

  1. Si ha bisogno di interfacciare al nostro all in one una funzionalità non presente nella piattaforma.
    Alcuni esempi di servizi esterni che hanno bisogno di essere interconnessi con il gestionale possono essere:
    • sistemi di domotica;
    • totem per il check-in e chiavi elettroniche;
    • sistemi di autenticazione wifi, telecamere e così via.


  2. Si ha l’esigenza di utilizzare una funzionalità con delle caratteristiche funzionali differenti. Per fare un esempio banale può essere necessario connettere al nostro software gestionale tutto in uno un booking engine in grado di offrire funzionalità da catena alberghiera, funzionalità che altrimenti non è presente nel booking engine che fa parte della suite di funzionalità dell’all in one.

In questi casi è necessario che il software gestionale esponga quella che in gergo tecnico si chiamano API.

Una API è un’interfaccia di collegamento che può essere sfruttata da sistemi esterni per ottenere le informazioni salvate all’interno di un altro software. Tramite una chiave di accesso segreta un sistema slegato dal nostro gestionale alberghiero può attingere e ottenere le informazioni necessarie per essere sincronizzato e operare.

Quindi la soluzione ideale è quella di scegliere un software gestionale che sia tutto in uno ma che sia anche in grado di comunicare con il mondo esterno tramite un’interfaccia di collegamento che sia moderna e facilmente fruibile dai sistemi terzi.

Quale ruolo ricoprirà il PMS nei prossimi 10 anni? Quali orizzonti si prospettano?

Il PMS è già oggi il fulcro della gestione alberghiera, inoltre la sua natura centrale nei processi produttivi e lavorativi dell’impresa turistica lo rende sempre più indispensabile e cruciale.

Quindi la tendenza che stiamo vedendo è quella di aver bisogno di software che siano in grado di assorbire la complessità imposta dal mercato e semplificarla all’utente utilizzatore finale del programma fungendo da schermo.

Un software di qualità è un software che non solo funziona bene ed è piacevole da utilizzare, ma è soprattutto un applicativo in grado di rendere semplici operazioni complesse. 

Evolvendo quindi dei processi che giorno dopo giorno diventano quindi sempre più complessi rendono palese la necessità di dotarsi di un software che sia:

  • completo, in termini di funzionalità e funzioni;
  • facile da usare da parte di tutti gli operatori;
  • facile da accedere da qualsiasi luogo o tramite qualsiasi dispositivo;
  • agile nella capacità del software di adattarsi ai cambiamenti del mercato.

Per essere chiari, quando parliamo di “processi” parliamo di aspetti come:

  • la gestione di nuovi mercati che si aprono;
  • la distribuzione su nuovi portali che nascono ciascuno con regole di funzionamento nuove (e.g. metamotori, airbnb etc…);
  • nuovi adempimenti normativi (come ad esempio la fatturazione elettronica, corrispettivi telematici, GDPR ect…);
  • gestione dei dati in maniera facile e semplificata.

Quindi in questo contesto di repentina evoluzione, di nascita di nuovi software e sistemi per la gestione di singoli aspetti o per la distribuzione degli alloggi abbiamo bisogno di dotarci di un PMS che sia in grado di stare al passo, ma oltre a questo abbiamo bisogno che ci semplifichi il nostro lavoro ed il lavoro dei nostri collaboratori.

Tra i processi produttivi abbiamo aggiunto anche il punto “gestione dei dati”.

L’argomento dell’analisi dei dati è sulla bocca di tutti, conoscere i dati è molto importante e nel nostro podcast Ospitalità 4.0 parliamo principalmente di questo, ossia dell’importanza di conoscere i dati del proprio hotel e creare strategie partendo da questi.

Tuttavia una cosa è avere a disposizione i dati e un’altra cosa è invece essere in grado di interpretarli e leggerli nel modo giusto.

Avere il dato “grezzo” non ci è di grosso aiuto se non abbiamo un sistema software in grado di organizzare l’informazione e metterla sotto una forma che sia fruibile e chiara.

Per questa ragione avere un software PMS che non è in grado di organizzare in maniera facile e leggibile i dati è alla stessa stregua di non avere affatto quei dati.


Fateci sapere a podcast@slope.it cosa ne pensate della puntata del podcast, suggerendoci anche voi come sarà il PMS del futuro.

Hotel Marketing con Danilo Pontone | Podcast Ep.79

Hotel Marketing con Danilo Pontone

Ogni albergatore si è trovato almeno una volta ad interrogarsi sull’efficacia delle strategie di marketing messe in atto per promuovere la propria struttura.

Tuttavia gli aspetti da monitorare sono davvero tanti e vanno dall’usabilità del sito web, al SEO, alle inserzioni sponsorizzate su Google Ads e Facebook Ads fino all’email marketing. 

Per capire ancora meglio come mettere in atto alcune strategie di marketing alberghiero Edoardo e Marco hanno inviato a partecipare alla sessantanovesima puntata del podcast Ospitalità 4.0 Danilo Pontone, autore del libro Hotel Marketing

Danilo Pontone è Consulente Web Marketing, SEO e Social Media Marketing specializzato in strutture ricettive. 

Il compito di Danilo Pontone è quello di offrire una consulenza e una guida per definire una strategia di promozione sul web dell’hotel, mettendo sotto gli occhi dell’albergatore tutte le strategie possibili per far crescere il brand dell’hotel, la sua visibilità e presenza online e di conseguenza aumentarne i profitti. 

Come può un albergatore iniziare a riprendere in mano le redini della propria struttura alberghiera?

Secondo Danilo Pontone concentrare le proprie energie e focalizzare la propria attenzione su quello che è il proprio prodotto e dunque la propria struttura ricettiva è il primo passo. 

Con ciò si va ad affrontare un argomento veramente vasto, reso ancora più variegato dai tantissimi strumenti disponibili online di web marketing, social media marketing, investimenti pubblicitari e brand awareness. 

Internet ci può aiutare attivamente per agevolare queste operazioni di potenziamento del prodotto, ma c’è un punto cruciale su cui porre l’attenzione. 

Se il prodotto che stiamo vendendo NON è di qualità, NON ha un Unique Selling Proposition ben definito e l’imprenditore NON ha polso su quella che è la sua attività ed il suo potenziale, potremo anche creare delle strategie di web marketing fenomenali, ma l’efficacia ed i risultati rimarranno scarsi. 

Senza un USP ben definita è come se la strategia di marketing e la struttura viaggiassero su due binari paralleli. 

Se le strategie devono produrre tanti risultati è fondamentale, o perlomeno altamente consigliato, che il prodotto che venga promosso sia di qualità. 

Attenzione però perché con qualità non andiamo necessariamente ad intendere una struttura di lusso estremamente costosa. Bensì intendiamo quelle strutture che, come detto prima, riescono a comunicare al cliente un alto valore del soggiorno che acquistano, ponendo l’attenzione alla cura dell’accoglienza, della pulizia e della gestione della prenotazione fin prima dell’arrivo del cliente stesso. 

Oltre a quanto detto, che rappresenta una piccolissima parte delle azioni volte a migliorare l’esperienza del cliente, ciò che riesce a dare valore alla struttura e quindi determinare una qualità elevata è senza dubbio avere ben chiari quali sono i punti di forza che contraddistinguono la mia attività dalla concorrenza. 

Perché è importante interfacciare il Booking Engine con Google Analytics

Alla base di una corretta gestione di una qualsiasi attività, ricettiva o meno che sia, ci sarà sempre la necessità di conoscere e sapere interpretare i dati

Proprio nell’ottica dell’ospitalità e dunque della gestione alberghiera due strumenti cardine da avere collegati, per garantire quanto detto ed avere a portata di mano metriche sempre aggiornate e catalogate, sono il Booking Engine e Google Analytics.

Sia in questo caso e sia se parliamo di campagne a pagamento Google Ads o di posizionamento organico lo strumento più completo per conoscere il ritorno sugli investimenti fatti (ROI) e tener traccia del loro andamento è Google Analytics. Quando una struttura ricettiva effettua degli investimenti il suo fine è quello di ricevere più prenotazioni e dunque aumentare i propri profitti. 

Esempio del funzionamento di Google Analytics per hotel
Esempio della sincronizzazione tra Google Analytics e Booking Engine

I lettori più fedeli del nostro blog sapranno già che lo strumento su cui puntare di più nel lungo periodo per garantirsi un numero elevato di prenotazioni dirette, che dunque porteranno nel tempo ad attuare una disintermediazione sempre più forte ed efficace, è il buon vecchio Booking Engine

Ma per quale motivo, come già accennato prima, il dialogo tra i due strumenti che sono il booking engine e Google Analytics è così importante? 

Perché avere uno strumento potente ed utile per il successo propria attività come il booking engine senza avere dati e metriche alle mani su come si sta comportando in periodi dell’anno diversi è uno spreco

Come sostiene anche Danilo Pontone grazie a Google Analytics, che ricordiamo essere un servizio di Google gratuito, riusciamo a misurare accessi e flussi di navigazione sia al Booking Engine che al sito web, con preziosi dati su quello che è il nostro traffico di utenti (quindi provenienza del traffico, età, nazionalità..) e sul ritorno degli investimenti fatti per esempio con Google Ads in campagne PPC.

Facendo un esempio immaginiamo di aver attivato una campagna Google Ads dal valore di 1000€. Tramite Google Analytic, interfacciato con il booking engine nel dito della mia struttura ricettiva, vedrò che il valore generato dalla campagna stessa è stato cinque volte tanto il valore dell’investimento. 

Ma come ho fatto ad ottenere questo dato così importante?

Semplicemente grazie al tracciamento degli utenti che dopo aver visualizzato e cliccato il link della mia struttura hanno effettuato una prenotazione nel mio sito. Avrò dunque a disposizione dati preziosissimi come la cifra spesa dall’utente, la sua età, il dispositivo da cui ha navigato ma soprattutto la sorgente da cui deriva la spesa (campagne a pagamento, ricerche organico, link esterni). 

L’email marketing è passata di moda?

Le campagne mail sono ancora utili al giorno d’oggi per un albergatore per aumentare le prenotazioni? Gli stessi albergatori le utilizzano ancora e se sì come le sfruttano? 

Anche secondo Danilo l’email marketing si rivela ancora oggi uno dei strumenti più utili e performanti in quanto fondamentalmente si basa su un concetto di fidelizzazione dei propri ospiti. 

Saper utilizzare al meglio questo strumento richiede propedeuticamente la necessità di avere la cura e la premura costante di curare il rapporto con gli ospiti in arrivo e in partenza, che siano nuovi o che siano clienti storici. Mantenere il contatto con questi clienti, con lo scopo dunque di fidelizzare, è realizzabile grazie allo strumento dell’email. 

Esempio di campagne email e newsletter inviate ad un determinato cliente grazie al CRM di Slope

Creare liste di clienti non è cosa facile si sa ed è per questo motivo che la costanza e la determinazione verso il raggiungimento di un’alta fidelizzazione è fondamentale. Una campagna di email marketing ben curata e fatta bene non può portare altro che ottimi risultati, come l’elevazione della qualità del servizio offerto. 

Molto spesso però questa viene considerata come un’attività che non rende o che magari è vista in maniera negativa dai clienti, ma possiamo assicurare che non è così.

Le strutture che hanno la voglia e l’intenzione di concentrarsi in questo lavoro ottengono sempre risultati tangibili e positivi.

Invio di notizie, novità, pacchetti e offerte sono alcuni esempi dei contenuti presenti nelle mail di marketing alberghiero.


Come seguire Danilo Pontone

Per seguire i consigli di Danilo Pontone vi rimandiamo al suo sito Hotel 2.0 | Web Marketing Turistico & Seo.

15 consigli di marketing per aumentare le prenotazioni in hotel

15 consigli di marketing per aumentare le prenotazioni in hotel

Riuscire a gestire una struttura alberghiera e nel contempo tenere alto il numero di prenotazioni non è un lavoro da poco, lo sappiamo bene.

Diventa ancor più difficile nel momento in cui c’è bisogno di massimizzare i nostri guadagni e aumentare le prenotazioni dirette in hotel. Tuttavia, questi processi possono diventare notevolmente più facili e comprensibili quando si mettono le basi con una solida strategia di marketing.

In questo articolo, andremo a spiegarvi alcune strategie fondamentali nell’ambito del marketing turistico per aiutarvi a rimanere competitivi all’interno di questo settore sempre più variegato.

1. É fondamentale conoscere bene i propri clienti per iniziare ad aumentare le prenotazioni

È cruciale per una struttura alberghiera capire esattamente quali sono i propri clienti di riferimento e quali sono i loro bisogni e necessità nel momento in cui stanno cercando di prenotare nel vostro albergo. 

Ogni volta che effettuano una prenotazione nel sito, assicuratevi che abbiano la possibilità in una specifica sezione del booking engine di inserire quelle che sono le loro preferenze e i loro interessi. Questo darà sicuramente l’impressione al vostro ospite che l’obiettivo dell’hotel è focalizzato nel fornire la migliore esperienza possibile in fase di prenotazione.

2. Metti in mostra cosa rende unica la tua struttura e i suoi punti di forza

Avere una completa e profonda conoscenza di cosa rende il vostro hotel appetibile agli ospiti è utile in quanto saranno proprio quelli i fattori da “spingere” e sottolineare nei vostri social media, siti internet e campagne promozionali. 

Per esempio, se la vostra struttura è pet-friendly e ammette l’ingresso di animali, sarebbe un’ottima strategia quella di inserire un badge che evidenzi questo aspetto.

3. Rendi il tuo sito web intuitivo e user friendly 

È molto importante per un hotel avere un sito web che sia user e mobile friendly, dato che dovrebbe essere il luogo in cui il cliente riuscirà a trovare tutto ciò che stai offrendo, in modo rapido e facile.

Per ricevere più prenotazioni il vostro sito internet dovrebbe essere facile da navigare, con contenuti comprensibili, aggiornati, veloci e sicuri. È importante che sia inoltre mobile-friendly, ovvero navigabile in modo rapido e dinamico anche da dispositivi mobile, dato il crescente e continuo utilizzo da parte degli utenti. 

È importante ricordare che che un sito intuitivo infonde credibilità nella mente di chi lo visita, sbagliare o mancare questo passaggio potrebbe essere cruciale per il successo della strategia di marketing.

4. Premia gli ospiti se effettuano prenotazioni dirette

Perché gli utenti dovrebbero visitare il sito dell’hotel se possono semplicemente effettuare prenotazioni da un sito OTA in cui possono trovare diverse opzioni?

Qui entra in gioco la bravura nel disintermediare.

Offrire sconti ai clienti che decidono di prenotare in modo diretto con voi o sorprendere l’ospite all’arrivo in camera con un regalo, sono due dei tanti modi per fidelizzare il cliente, facendogli così percepire il vantaggio delle prenotazioni dirette, permettendo poi l’instaurazione di un rapporto più duraturo con esso.

Una buona leva sotto questo punto di vista può essere svolta dal CRM

5. L’accoglienza dovrebbe essere la priorità numero uno

L’esperienza di soggiorno conta e parecchio! 

I clienti generalmente sono ben disposti a ritornare in una struttura se l’esperienza che hanno avuto è stata piacevole e soddisfacente. Questo non si riduce solamente al tempo speso durante il pernottamento, ma anche nel tempo speso nel vostro sito cercando le offerte.

Questo fa sì che gli utenti lascino recensioni e opinioni nei portali di recensioni di recensioni online, portando di seguito nuove prenotazioni da utenti che leggeranno le stesse recensioni e rimarranno sorpresi.

6. I prezzi devono rispettare i fattori stagionali della domanda

Impostare correttamente i prezzi per la propria struttura è una procedura strategica che si dovrebbe padroneggiare al meglio.

Quando si impostano i prezzi per l’hotel, vanno considerati i vari fattori che caratterizzano la stagione come i giorni speciali/festivi e gli eventi presenti nel medesimo periodo.

Questo garantirà senza dubbio un incremento del tuo RevPAR (o fatturato generato per camera disponibile).

7. Recensire la struttura dovrebbe essere semplice per l’utente

Nel momento del check-out, occorre assicurarsi di dare la possibilità al cliente di recensire il soggiorno. Che sia in un sito OTA, su TripAdvisor o sul tuo sito web, gli va chiesto di esprimere la propria opinione. 

Altrimenti, grazie alle mail di post-stay configurabili su Slope, il sistema invierà automaticamente dopo uno o due giorni una mail al cliente ringraziando e chiedendo di recensire il soggiorno.

8. Le foto della tua struttura devono essere accattivanti

Un albergatore dovrebbe far sì che le foto utilizzate per promuovere la struttura nel sito, nelle OTA e nelle campagne pubblicitarie siano di alta qualità, accattivanti e recenti.

Ingaggiare un fotografo professionista specializzato in fotografia di interni è quasi sempre la scelta più giusta. 

Se le foto sono all’altezza, si potrà anche decidere di condividerle nei tuoi profili social della struttura. 

Cosa importante da far notare: mai caricare foto troppo diverse o non conformi agli alloggi presenti nella tua struttura, i clienti potrebbero rimanerne delusi!

9. I consigli devono essere personalizzati

Il turista moderno ama immedesimarsi nelle abitudini degli abitanti del posto. Cerca quindi di dare specifiche raccomandazioni e suggerimenti su cosa fare, dove mangiare e cosa vedere nella zona, così da far sentire il cliente ancor più apprezzato. 

Puoi anche implementare o potenziare una pagina apposita nel blog del sito denominata “Cosa fare nei dintorni” in cui inserire pacchetti esperienziali, attività, luoghi speciali in base all preferenze dell’utente. 

10. Creare un blog dedicato 

I blog sono senza dubbio uno delle strategie di marketing più efficaci. 

Il blog per un hotel deve essere uno strumento per raccontare quello che accade intorno alla struttura ricettiva (eventi, corsi, tour, riconoscimenti …). Tuttavia per raggiungere questo obiettivo si ha bisogno di contenuti autentici ed originali che coinvolgano una community e che creino fiducia. 

Migliori sono i contenuti, più alta è la possibilità che il traffico del sito aumenti, che si trasformerà poi in potenziali prenotazioni dirette.

Inoltre, prova a pianificare il numero di post e la cadenza settimanale o mensile degli stessi. Se fatta bene, questa potrebbe rivelarsi un’ottima strategia di marketing turistico.

11. Sfrutta al meglio il Channel Manager

I Channel Manager sono diventati uno strumento indispensabile per la pianificazione di vendita della propria struttura alberghiera, soprattutto se collegata a svariati canali OTA. 

Un channel manager come quello di Slope garantisce un significativo risparmio di tempo nel gestire disponibilità, tariffe e prenotazioni.

L’aspetto ancora più importante è la possibilità di impostare tariffe derivate in cui si incentiva la prenotazione nel sito ufficiale.  

12. Rendi l’uso dei Social Media parte integrante della tua strategia di marketing 

I turisti moderni al giorno d’oggi tendono a cercare luoghi e strutture turistiche all’interno di social network per vedere foto e leggere recensioni da altri utenti, prima addirittura di prenotare. 

È diventato cruciale per hotel e strutture ricettive promuovere la propria attività e i propri servizi all’interno dei social media nel modo più appropriato, come ad esempio su Instagram.

13. Upselling e cross selling contano parecchio!

Anche solo pochi giorni prima dell’arrivo puoi inviare all’ospite una mail con la possibilità di effettuare:

  • l’upsell di una stanza
  • acquistare servizi extra a prezzi scontati
  • prenotare escursioni da fare durante il soggiorno 

Con Slope è possibile dare all’utente l’opzione di acquistare servizi ancillari, anche a seguito della prenotazione.

14. Attrai clienti con offerte in bassa stagione

Le offerte di bassa stagione sono più interessanti di quanto si pensi, e se veicolate bene possono aiutare ad aumentare le prenotazioni dirette in hotel! 

Ci sono molti turisti che preferiscono viaggiare durante i periodi di bassa stagione ed è proprio lì che vanno intercettati con offerte mirate, pacchetti speciali ed eventi privati. 

Per fare questo si può utilizzare il CRM, costruendo un segmento di pubblico ed una newsletter per tutti i clienti che negli ultimi 3 anni sono venuti a soggiornare nella struttura nel periodo di bassa stagione. 

Questa strategia aiuterà a massimizzare i ricavi e la presenza di ospiti nella tua struttura durante tutto l’anno, soprattutto nei periodi considerati “più spenti”.

15. Pacchetti e preventivi personalizzati per gruppi e soggiorni lunghi

Gli ospiti sono ospiti, che siano soli, in gruppo o per viaggi di lavoro. 

Anche per prenotazioni di gruppo si può optare per la creazione di pacchetti speciali riservati o offrire scontistiche per ospiti che pernottano per periodi più lunghi della media

É altresì importante poter inviare preventivi personalizzati per singoli o gruppi in maniera agile ed in pochi click, quando si ha a che fare con le richieste di un gruppo le esigenze diventano molte e non è sempre facile preparare un preventivo chiaro e senza commettere errori.

Se non conosci i dati non puoi gestire bene niente, nemmeno il tuo hotel | Podcast Ep.78

Puntata podcast Ospitalità 4.0 insieme a consulente finanziario Davide Berti

L’albergatore è un imprenditore che investe in se stesso e nella propria attività, tuttavia per investire è importante saper leggere i dati e saper pianificare

Per capire come pianificare e creare una strategia a lungo termine che possa essere di successo Edoardo e Marco hanno invitato un ospite speciale a partecipare alla settantottesima puntata del podcast Ospitalità 4.0.

Davide Berti è un consulente finanziario, podcaster, blogger e proprietario di una pagina instagram con decine di migliaia di follower, nella puntata Marco e Edoardo hanno fatto un po’ di brainstorming insieme a lui, ragionando su quelle che sono le similitudini tra il lavoro di un consulente alberghiero e un consulente finanziario.

Come prima cosa diciamo che il compito di un consulente finanziario è quello di aiutare una persona ad individuare soluzioni personalizzate di investimento, attraverso un’attenta analisi di serie storiche, utilizzo di modelli statistici e scrupolosa profilazione del cliente.

Il concetto che deve passare è che un po’ come il consulente di revenue per un hotel, il consulente finanziario non è altro che qualcuno che, tramite una pianificazione accurata degli investimenti di un cliente, riesce a fare raggiungere gli obiettivi fissati e richiesti da quest’ultimo, come la creazione di un capitale per acquistare un immobile o per l’educazione dei figli. 

Questo dovrà essere svolto nel modo più corretto ed efficiente possibile, dato che il soggetto che si affida a lui non lo fa come mestiere e si deve dunque fidare di affidare ad un estraneo i propri risparmi.

L’importanza di conoscere i dati

Conoscere i dati e saperli leggere è senza ombra di dubbio fondamentale (per far questo bisogna continuare ad investire continuamente nella propria formazione alberghiera). 

C’è un parallelismo forte tra il discorso di pianificazione dei propri investimenti, quindi la locazione dei propri risparmi e la gestione della propria proprietà, come in questo caso un albergo. 

Avere una diversificazione e dunque una riduzione del rischio tramite degli studi accurati è importante negli investimenti tanto quanto nella pianificazione alberghiera. 

Diversificare negli investimenti e nel business, che cosa significa? 

Diversificare non vuol dire, come molti pensano, comprare tanti strumenti (finanziari) per ridurre il proprio rischio specifico. 

Diversificare significa compiere un’indagine statistica su dei dati che permettono di avere delle correlazioni lievi fra gli strumenti, abbassando di conseguenza il rischio sui propri investimenti.
Così facendo, si rischia di meno e si guadagna di più. 

Tutto ciò è realizzabile e propedeutico solo con una profonda e ampia conoscenza dei dati, ma ancor prima avremo bisogno sia di avere i dati di cui stiamo parlando e successivamente saperli leggere e interpretare. 

Questo sembra tanto assurdo quanto scontato. Nonostante ciò, soprattutto nel campo dell’ospitalità e del turismo, sono molti gli albergatori che hanno anni ed anni di esperienza nella gestione alberghiera, ma che non conoscono e non sanno interpretare i dati. Avere questa mancanza significa non conoscere a pieno la materia prima che si sta vendendo. 

Talvolta però basarsi solo sullo storico per pianificare il futuro può indurre all’errore, anche se è l’unica fonte di dati che si ha a disposizione.

Ebbene senza conoscere il passato, dunque il nostro pregresso e le nostre strategie tariffarie passate se parliamo di hotellerie, tutta la gestione alberghiera futura sarà come brancolare nel buio

Questo non deve accadere in primis per la propria attività, in quanto sarebbe assurdo basare e condurre un’attività senza la minima conoscenza delle possibili e probabili evoluzioni future dell’attività stessa, dell’andamento del settore e dell’area geografica in cui si trova la medesima. Lo stesso sarebbe assurdo parlando della locazione dei miei risparmi duramente accumulati nel tempo. 

Sono fin troppi i soggetti che in questo secondo caso allocano le proprie risorse e il proprio denaro “al buio”, senza una mera conoscenza di cosa si sta facendo o su cosa si sta investendo.

Se stiamo pensando di allocare il nostro risparmio e quindi prendere i nostri risparmi e posizionarli su qualcosa, li posizioneresti mai su qualcosa di cui non hai la minima conoscenza, soprattutto del suo passato? 

Il grave errore di basarsi sulle impressioni

Avere delle convinzioni sbagliate o sovrastimare la propria conoscenza di un qualcosa può essere causa di errori di valutazione anche gravi. 

Ad esempio se pensiamo ad un titolo di investimento (un’azione di un’azienda) è un errore molto spesso compiuto da soggetti amatoriali che iniziano ad investire il proprio denaro quello di pensare di conoscere lo stato di salute economica e strategica dell’azienda solo perché questa ci sembra familiare o perché l’interesse del soggetto in quel campo è elevato porta spesso a compiere un errore molto grave: non più quello di non sapere leggere i dati, bensì quello di leggerli e interpretarli male. 

In finanza comportamentale questo è chiamato un bias cognitivo (nello specifico home bias) definibile come bias dell’overconfidence, il quale si manifesta quando una persona che ha delle competenze in qualcosa tende a pensare che il suo punto di vista e il suo modo di operare sia sempre corretto e infallibile. 

Questo errore è spesso riscontrabile anche in molti albergatori nel momento in cui pensano che, dato il buon andamento di una stagione, il passo successivo da compiere sia quello di investire e vendere all’interno di portali OTA con la convinzione che quello che si sta facendo è frutto di un ragionamento ponderato e dettato dall’esperienza. 

Questo è frutto di una scelta guidata più dal sentimento e della emozioni che dalla ragione e dallo studio dei dati ed è un comportamento scadente che affligge soggetti facenti parte sia del mondo finanziario sia di quello dell’ospitalità. 

L’illusione del guadagno facile

Chi non ha mai pensato di incrementare il numero di prenotazioni della propria struttura collegando e stipulando contratti di intermediazione con diversi canali OTA senza conoscerne lo storico sperando in uno sbalorditivo incremento del fatturato?

L’illusione del guadagno facile ha però radici molto profonde in ogni campo della vendita di beni e servizi. 

Secondo il consulente finanziario Davide Berti proprio questa concezione è “una delle piaghe del XXI secolo”, in quanto l’informazione e la pubblicità permette alle persone di avere interazione con tantissime tipologie di proposte allettanti (trading in ambito finanziario per esempio). 

L’illusione del guadagno facile affascina e intriga da sempre l’uomo a tal punto da intraprendere azioni e scorciatoie senza nessun rigor di logica, ma soprattutto senza essere a conoscenza di cosa si sta facendo fino in fondo. 

Diversificare ed efficientare la struttura, dunque anche nell’hotellerie, è fondamentale per ottenere nel lungo periodo, e non nel breve, risultati concreti e soddisfacenti. 

Sovrastimare quello che si può fare in un anno e sottostimare quello che si può fare in dieci anni è un difetto che porta molti a incorrere nella tentazione del “guadagno facile subito”. Senza una pianificazione efficace basata su competenze, dati e grande costanza sarà dura raggiungere gli obiettivi di impresa e/o personali. 

Seppure non sia possibile prevedere con certezza assoluta ricavi e perdite future, una cosa che invece è fattibile fin da subito è iniziare a gestire i rischi (sia di investimento che di attività), avendo nelle mani dei dati storici e dei sistemi che ne permettono la visualizzazione e la gestione, al fine di poter affrontare qualunque condizione di mercato si possa manifestare.

Nell’ambito dell’ospitalità avere un software di gestione alberghiera che permetta all’albergatore di comprendere quali siano i punti di forza e di debolezza della sua gestione, è senza dubbio, un primo grande passo per garantire la stabilità e il successo di una struttura ricettiva nel lungo periodo


Come seguire il consulente finanziario Davide Berti

Per seguire i consigli di Davide Berti vi rimandiamo alla pagina Instagram the_financial_adviser e al suo podcast Warren Buffet Italia di cui vi consigliamo l’ascolto.