Quanto costa processare le carte in hotel? La guida completa ai costi nascosti

Slope Pay - Gestione pagamenti hotel

Per l’hotel non è facile comprendere a pieno quali sono i costi che si trova a pagare per processare pagamenti con carta. Esistono tuttavia una serie di nozione di base che possono aiutarci a capire meglio se i costi che stiamo sostenendo sono congrui o meno per il nostro business.

Quando ci mettiamo in contatto con un istituto bancario per attivare un sistema di incasso, sia questo POS fisico che virtuale, la parte di spesa che salta subito all’occhio e che è più facile da comprendere sono i costi fissi, tipo:

  • costo di attivazione del servizio
  • costo di tenuta conto (su base mensile)
  • noleggio o acquisto dei dispositivi POS

Questi costi possono essere negoziati e potrebbero differire di qualche euro tra un’offerta e un’altra, tuttavia non sono la parte determinante dell’investimento che andremo a sostenere. Anzi, immaginiamoli come la sola punta dell’iceberg, ossia la parte più vistosa ed evidente ma anche la più piccola rispetto al resto.

Nel nostro esempio dell’iceberg, tutta la parte sommersa dall’acqua sono i costi per le transazioni. Questi hanno due componenti sul transato:

  • componente fissa, ovvero parliamo di qualche centesimo di euro addebitato indipendentemente dall’importo della transazione che si sta effettuando
  • componente percentuale sull’importo transato

L’obiettivo di questo capitolo è comprendere bene la struttura della componente di costo percentuale: è infatti proprio quest’ultima a fare la differenza in termini di costi da sostenere.

La parte percentuale dei costi per processare le carte è composta a sua volta da 3 componenti che prendono il nome di:

  • acquiring fee: la commissione (%) applicata dalla banca del nostro hotel per processare il pagamento;
  • scheme fee: la commissione (%) del circuito per l’utilizzo del proprio network (Visa e Mastercard sono i due principali circuiti);
  • interchange fee: la commissione (%) che viene addebitata da parte della banca del titolare della carta.

Possiamo quindi riassumere la composizione del costo di una transazione con lo schema a blocchi che segue:

Schema costo acquisizione carte credito hotel

Il costo della transazione è quindi uguale alla somma dei tre costi percentuali.

Dal punto di vista pratico del flusso possiamo immaginare una sequenza di questo tipo: 

  1. il titolare della carta procede a pagare il soggiorno avvicinando la carta al nostro POS fisico
  2. il POS comunicherà con la nostra banca che funge da Acquirer
  3. la nostra banca richiede l’autorizzazione a processare allo schema
  4. lo schema interroga la banca che ha emesso la carta.

Ciascuno di questi ultimi tre passaggi richiede una commissione:

  • la banca emittente prevede “l’interchange fee”
  • lo schema prevede le “scheme fee”
  • la nostra banca prevede le “acquiring fee”

Ogni volta che una transazione viene effettuata è l’acquirer (la nostra banca) che trattiene tutte e tre le commissioni e si fa poi carico di pagare “per conto nostro” sia le commissioni di interchange che le commissioni dello schema.

Dal punto di vista pratico, il nostro hotel si trova a pagare un’unica commissione che viene collezionata dalla propria banca. Quando vediamo gli estratti dei pagamenti delle commissioni, noi non abbiamo visibilità sulla suddivisione di questi tre componenti di costo: è proprio per questa ragione che sono pochi gli esercenti che ne conoscono precisamente le meccaniche di funzionamento.

Con queste premesse possiamo continuare con la nostra analisi dei costi e scendere più nel dettaglio per capire se, e soprattutto come, possiamo intervenire per ridurre i costi che sosteniamo per i pagamenti con carta.

Partiamo dall’interchange fee, fissa e non negoziabile. 

Su questo fronte l’hotel non ha margine di movimento né potere contrattuale: sono infatti i circuiti di carte che determinano e pubblicano due volte all’anno le commissioni interchange. 

Gli elementi che determinano l’importo di questa commissione interbancaria sono molteplici. A seguire riporto una lista (non esaustiva) dei fattori chiave che influiscono sull’importo che ti viene addebitato.

  1. Il circuito della carta
    Ciascun circuito di carte applica percentuali differenti, per questa ragione il costo che sosterremo per un cliente che paga con una carta Visa non sarà il medesimo di uno che utilizza Mastercard.
  2. Carta-presente oppure carta-non-presente

Le transazioni con carta presente, ossia con l’ospite fisicamente presente in hotel che paga tramite il nostro POS, hanno commissioni di interscambio inferiori rispetto alle transazioni con carta non presente. Questo perché il rischio di frode è minore quando la carta del cliente è fisicamente presente rispetto ad una transazione e-commerce.

  1. Carte di credito oppure carte di debito
    Le carte di credito e di debito differito (ossia che vengono addebitate il mese successivo al titolare della carta) hanno commissioni interbancarie più elevate rispetto a carte prepagate. Anche in questo caso il costo è legato al livello di rischio, considerato più elevato nel caso di addebito differito.
  2. Consumatore privato oppure business

Le carte commerciali addebitano commissioni interbancarie più elevate rispetto a quelle applicate ad un individuo privato. Anche in questo caso le ragioni sono legate ad analisi di rischio. 

  1. Regionalità della transazione

Le transazioni nazionali, in cui la banca emittente della carta si trova nello stesso paese dell’attività, sono generalmente più economiche delle transazioni transfrontaliere.

Scheme fee, anch’essa fissa e non negoziabile. 

Come le interchange fee, anche le scheme fee sono fisse e non negoziabili, ma a differenza delle altre non vengono pubblicate dai circuiti. Anche le scheme fee seguono un modello di costo che dipende da molteplici fattori, alcuni dei quali sono concettualmente simili a quelli che determinano i costi dell’interchange.

Tuttavia, non vogliamo complicare la nostra analisi e nel contesto di questo libro scegliamo di non entrare nel merito di quali sono questi fattori che determinano il costo dello scheme; l’obiettivo del libro è quello di fornire i concetti di base necessari per comprendere le meccaniche alla base della definizione dei costi delle transazioni con carta.

Acquiring fee, l’unica commissione su cui possiamo intervenire. 

Poiché abbiamo visto che sia le scheme fee che le interchange fee sono fisse e non negoziabili, l’unica commissione su cui possiamo intervenire per abbassare i nostri costi è quella di acquiring (ossia il costo applicato dalla nostra banca). 

L’acquiring fee è in genere un valore percentuale non variabile che si applica a tutte le transazioni con carta, indipendentemente dai fatti che influenzano lo scheme e l’interchange; tuttavia talvolta possono essere negoziate delle condizioni particolari direttamente con il proprio istituto bancario. 

Quando contattiamo l’acquirer, questo ci potrà proporre due diversi modelli di costo per transazione:

  • modello “blended”
    e
  • modello “interchange ++”

Vediamo in dettaglio qual è la differenza tra i due modelli e come scegliere quello più adatto al nostro business.

“Interchange ++” e “blended”, che cosa sono? Perché interchange ++ è migliore?

Partiamo dall’interchange ++: questo è un modello di determinazione del prezzo in cui le commissioni per le transazioni sono suddivise e mostrate in componenti separati.

Il nostro hotel avrà quindi a disposizione una tabella in cui vengono presentati i costi di ogni transazione, calcolata sulla base della tipologia di carta che processa.

Questa modalità è la più trasparente per il cliente albergatore, le regole di calcolo sono infatti chiare e documentate.

Il rovescio della medaglia è che è più difficile, per i non addetti ai lavori, capire in maniera previsionale i costi che si dovranno sostenere per le transazioni; non è infatti sufficiente partire dalla sola stima dei volumi di transato per stimare la spesa, dovremmo infatti anche sapere che tipo di carte che nell’anno ci troveremo a processare.

Discorso diverso è invece per il pricing “blended”, in questo caso in fase di sottoscrizione del contratto di acquiring, l’hotel accetta di pagare un prezzo mediato e preconcordato per una serie di tipologie di carte di pagamento.

Un esempio di un’offerta blended potrebbe essere:

1.4% + 0,25€ per ciascuna transazione con carte nello spazio economico europeo

2.5% + 0,25€ per ciascuna transazione con carte del Regno Unito

2.9% + 0,25€ per ciascuna transazione con carte internazionali

Gli importi percentuali che vediamo nell’esempio sopra sono inclusivi di tutte e tre le fee (acquiring, interchange e scheme), ma ricordiamoci che in realtà, nella nostra equazione che abbiamo analizzato prima, il prezzo di acquiring varia in base alla tipologia di carta processata. Ci troveremo quindi in certi casi a pagare una fee più alta, in altri più bassa e in altre addirittura una fee negativa (a nostro favore).

Spieghiamo meglio che cosa intendo con un esempio del calcolo del costo, mettendo sul tavolo dei numeri che facciano da esempio. 

Prendendo in esame una transazione con carta europea (in cui la somma dell’interchange e dello scheme fee è pari allo 0.5%), allora per sapere il costo di acquiring devo calcolare la differenza tra 1,4% – 0,5% pari a 0,90%.

Se invece consideriamo una transazione sempre con carta europea, ma questa volta “commerciale”, quest’ultima avrà una commissione di interchange e schema pari a 0,98%, il costo di acquiring sarà pertanto pari a 0,42% (1,4% – 0,98% = 0,42%) quindi più bassa rispetto alla prima.

Capire quale modello di prezzo è più conveniente per il nostro business può sembrare difficile ma non è così.
Se ad esempio abbiamo adottato il modello interchange ++ con una commissione di acquiring fissa a 0,5%, riprendendo il caso riportato nell’esempio sopra ci troviamo ad avere:

  • nel primo caso interchange ++ decisamente più conveniente (risparmio 0,4%) 
  • nel secondo caso interchange ++ è un po’ meno conveniente (supplemento di 0,08%) 

A seguire viene riportato un esempio attraverso un grafico.
É importante premettere  che i seguenti valori sono inventati, lo scopo è spiegare concettualmente la differenza tra i due modelli di costo “Interchange ++” e “blended”.
Nel caso di una tariffazione “blended” con commissione fissa a 1.4%, la commissione di acquiring che l’hotel va a pagare varia di importo ed è pari alla differenza tra 1.4% e l’interchange più la scheme fee.
Nel caso blended l’acquirer ci applicherà quindi una commissione che per certe tipologie di carte sarà più costosa, mentre per altre lo sarà di meno. L’hotel indipendentemente da tutto si trova invece a pagare sempre l’1.4%.

Nel caso Interchange ++ invece i costi di acquiring sono sempre uguali per tutte le tipologie di carta e vengono negoziati con il nostro acquirer bancario. Questo ci porta in certi casi a pagare commissioni anche molto più basse rispetto a quanto pagheremmo con un modello di costo mediato “blended”.

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Blended ed Interchange++

Salvo casi di business particolari (e ragionevolmente poco frequenti) in cui l’imprenditore conosce già con esattezza le caratteristiche della clientela (e delle loro carte) ed è stato in grado di fare i conti su quali tipologie di carta processa e con quali importi, difficilmente il modello blended risulta essere più conveniente di quello interchange ++.

Il mio suggerimento è pertanto quello di scegliere una soluzione di tipo interchange ++ così da avere trasparenza e visibilità sulle nostre commissioni con carta in base alla tipologia. 


La scelta blended può sembrare più intuitiva, ma è statisticamente meno conveniente per l’esercente.

Per queste ragioni, i partner acquirer che abbiamo integrato attraverso il servizio di connessione Slope Pay adottano il modello interchange ++; crediamo infatti che questa sia la modalità più trasparente e economicamente più conveniente per l’hotel per incassare pagamenti con carta!

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