Addio Parity Rate, opportunità o minaccia?

Abolizione Parity Rate Hotel

Negli ultimi anni il mercato dei soggiorni in hotel è stato conquistato dalle cosiddette OTA (Online Travel Agency), a discapito delle vendite dirette da parte delle strutture turistiche. Spesso gli albergatori si sono rivolti a colossi del settore come Booking, Expedia o Priceline per cercare di aumentare la propria visibilità online, andando così a ridurre il gap con le grandi catene alberghiere.
Come vi avevamo già detto, se l’intermediazione delle OTA ha offerto la possibilità di usufruire di una importantissima vetrina e raggiungere potenziali turisti in tutto il mondo, dall’altro ha preteso dagli albergatori un prezzo elevato, infatti le commissioni richieste sono arrivate a sfiorare il 20%, riducendo così il margine di guadagno degli albergatori.

Addio Parity Rate

Dopo un percorso lungo tre anni, il 2 agosto il Senato ha approvato con 146 sì e 113 no, il DDL Concorrenza, con il quale vengono definitivamente abolite le clausole della Parity Rate, con cui si obbligavano le strutture ricettive ad applicare le stesse tariffe su tutti i sistemi online di prenotazione, compreso ovviamente il sito web della struttura stessa.
Ora che è dunque calato il sipario sulla Parity Rate, quali scenari si prospettano per gli albergatori?

Esulta Federalberghi 

Federalberghi si dice “soddisfatta, in quanto questa è stata una decisione ispirata dal buon senso, che genera vantaggi per i consumatori, per le imprese e per le finanze pubbliche. I primi a beneficiare di questa importante novità saranno i consumatori. Non tutti lo sanno ma quando un portale promette il miglior prezzo, in realtà sta dicendo che ha proibito al sito internet dell’albergo di offrire al cliente un prezzo più conveniente.
Inoltre, secondo Federalberghi, la quota di 
prenotazioni dirette online_ è destinata a crescere, via via che gli operatori e i consumatori andranno a familiarizzare con le opportunità offerte dalle nuove regole”.
Federalberghi, insieme ad Hotrec – la confederazione europea delle imprese alberghiere e della ristorazione – ed alle associazioni albergatori di tutti i paesi europei, hanno deciso di promuovere la campagna “PRENOTA DIRETTAMENTE” – “BOOKDIRECT“.
Il messaggio viene lanciato su scala continentale e può dunque contare su un’enorme cassa di risonanza costituita da quasi 600.000 strutture, che hanno una capacità ricettiva di oltre 30 milioni di posti letto, ed ogni anno accolgono 880 milioni di turisti, con un miliardo e quattrocento milioni di pernottamenti”.

La risposta di Booking.com alla Parity Rate

Se Federalberghi gioisce, Booking.com non fa altrettanto.
In un comunicato sul proprio sito rende noto di “aver sempre operato nel rispetto delle regole e benché in disappunto con la nuova legge approvata in Italia che abolisce gli impegni di parity rate raggiunti con i partner italiani, valuterà gli effetti di tale legge e aggiornerà, dove necessario, gli accordi e i termini generali dei contratti”. “Anche i clienti – prosegue Booking.com – possono continuare a prenotare tramite Booking.com perché il portale garantirà in ogni caso la tariffa migliore: qualora un cliente trovi online un prezzo inferiore per la medesima sistemazione, Booking.com, come ha sempre fatto, rimborserà la differenza”.

Parity rate: opportunità o minaccia?

In molti si sono chiesti se questa abolizione rappresenti un vantaggio o uno svantaggio per i gestori della strutture ricettive. Basterà questo per favorire la disintermediazione e quindi la crescita di introiti delle strutture turistiche?
Le OTA avevano previsto questo giorno, in quanto era già successo in Francia, Austria e Germania, tuttavia godono ancora di una certa imperturbabilità, questo perché hanno a disposizione tantissimi datisui clienti. Basti pensare ai due colossi come Priceline ed Expedia che pagano big data analyst per studiare le abitudini dei consumatori così da offrire una tariffa personalizzata e unica per ogni potenziale cliente. Le strutture alberghiere per difendersi, devono quindi cercare di customizzare l’offerta, non basta avere il miglior prezzo per cantare vittoria.
L’abolizione della parity rate impone di perfezionare ulteriormente il sito web della struttura che diventa sempre più chiave di volta della propria attività.

Inoltre, non bisogna dimenticarsi di:

  1. Curare la visibilità del sito con una campagna adwords;
  2. Avere un sito mobile friendly;
  3. Ottimizzare il booking engine;
  4. Favorire la call to action nel sito e nella pagine social;
  5. Fidelizzare i clienti che hanno già soggiornato da voi, tenendoli aggiornati con una buona newsletter;
  6. Saper leggere i report di Google Analytics analizzando il tasso di conversione.

Come scattare foto perfette per il tuo hotel… anche con lo smartphone

Scattare foto hotel

Uno dei principali motivi per cui un turista sceglie una struttura ricettiva sono le foto, strumento di vendita quanto mai indispensabile.

L’oggetto visivo sta diventando sempre più fondamentale, il viaggiatore legge pochi testi, ma viene catturato dalle immagini.

I Millennials sono una generazione che parla per immagini, prediligendo la fruizione di contenuti multimediali rispetto a quelli testuali; basti pensare che su Facebook in un’ora vengono caricate 8 milioni di foto, circa 2300 al secondo.

La qualità della fotografia è fondamentale per pubblicizzare la propria struttura, è il biglietto da visita che pone in contatto per la prima volta il cliente e l’albergatore.

Le foto per il sito ufficiale devono essere affidate all’esperienza di un professionista, in grado di curare composizione e luce. Tuttavia per raccontarsi quotidianamente, anche senza l’aiuto di un esperto, è utile possedere delle conoscenze di base per garantire una presenza costante e real time nei social network.

La nostra guida è rivolta a tutti coloro che desiderano ricevere delle nozioni per pubblicare foto attrattive per il proprio hotel attraverso l’utilizzo di uno smartphone di classe medio-alta.

Come scattare?

L’abc del bravo fotografo parte dalla regola dei terzi, un principio di cui tutti hanno probabilmente sentito parlare.

Lo scopo è quello di ottenere immagini equilibrate e piacevoli allo sguardo. La regola dei terzi è una regola di composizione in cui si deve dividere idealmente l’immagine con due linee orizzontali e due linee verticali. L’intersezione delle linee porta alla formazione di quattro angoli.

I quattro angoli sono i cardini della foto, le zone in cui va collocato il soggetto e si va a focalizzare l’attenzione di chi osserva. Molti smartphone e fotocamere reflex, permettono di visualizzare la griglia di composizione al momento dello scatto, così da posizionare il soggetto nel punto di intersezione più consono.

Nella foto de Il Castello di Petrata la composizione si focalizza sulla struttura e sul tramonto.

Formato orizzontale o verticale?

Una decisione importante che riguarda la composizione è l’orientamento della foto.

Le macchine fotografiche sono state progettate con il principale obiettivo di catturare l’immagine nel formato orizzontale, pensate per uno scatto che possa dare un punto di vista a 180°. Tuttavia non esiste scelta giusta o sbagliata tra formato orizzontale o formato verticale, la decisione è legata ai contenuti dell’immagine e all’orientamento che si adatta meglio ad una determinata composizione.

Il formato orizzontale è consigliato per fotografare l’interno di una camera, la hall dell’albergo, la sala ristorante oppure il giardino con piscina della struttura. Fondamentale è la scelta dell’inquadratura, scattare da una prospettiva angolata regala una vista più ampia.

Si possono sfruttare tavoli, alberi, edifici posizionandoli ai bordi dell’inquadratura, così da “incorniciare” la scena in maniera suggestiva.

Foto – Il Roseto di Assisi

Il formato verticale ha iniziato ad avere più spazio con l’avvento degli smartphone, l’orientamento è più slanciato e spesso riesce a rivolgere l’attenzione verso un dettaglio preciso. Quando si scatta in verticale, si consiglia di variare il punto di vista, cercando un’inquadratura che possa mettere in risalto un dettaglio e creare dinamicità alla foto.

Menzione speciale per il formato quadrato (Polaroid docet) tornato celebre grazie ad Instagram.

Tale formato permette di collocare il soggetto al centro della foto, enfatizzandolo e accentuandone le forme

.

Quando scattare?

Il consiglio è quello di scattare di giorno, questo perché il diaframma degli smartphone non è adatto a condizioni di scarsa luminosità. Fotografando di notte si rischia di scattare immagini mosse e granulose, dovute ad una sensibilità ISO troppo elevata che determina una perdita di qualità nella foto.

L’ora perfetta è quella del tramonto o dell’alba: il colore, le sfumature e l’intensità della luce hanno un fascino irresistibile che regala quel tocco in più ad ogni immagine.

Attenzione, il sole non va fotografato. L’esposizione migliore si ottiene concentrando la propria inquadratura su una porzione di cielo a sinistra o a destra del sole, questo perché fotografare il sole comporta dei problemi di esposizione con relativa difficoltà nel gestire la gamma dei colori.

A tale problema si può tuttavia ovviare selezionando la modalità HDR che scatta tre foto (sotto-esposta, sovra-esposta, correttamente esposta) e ne bilancia l’esposizione per ottenere dettagli e colori migliori.

Guida alla fotografia per gli hotel

Fotografare gli interni

  • Ordine e pulizia
    L’abito non fa il monaco, ma spesso aiuta. Assicuratevi che il letto sia rifatto e la camera sia in perfetto ordine.
  • Inquadratura e luce
    Cercate di posizionarvi in un angolo della stanza, così da avere una buona prospettiva. Le fotografie scattate dal punto di vista di un bambino sono le migliori(circa un metro e mezzo di altezza). Elaborate una composizione semplice ma lineare, evitando così un’immagine artificiosa.
    Per quanto riguarda la luce, aprite le finestre e cercate di usufruire della luce naturale. La luce artificiale può creare effetti strani come bagliori giallognoli che producono un effetto sgradevole.
  • Alcuni trucchi
    Per rendere l’immagine più suggestiva, potete scattare attraverso le porte, regalando così una foto più ampia che sappia valorizzare anche gli angoli più stretti. Inoltre potete aiutarvi acquistando un cavalletto per smartphone (il costo è intorno ai cinque euro) così da lavorare meglio sulla composizione e l’anteprima dello scatto.

Settare le impostazioni

Alcuni telefoni permettono di selezionare la modalità manuale e di settare le impostazioni (se così non fosse potete scaricare l’app VSCOche permette di lavorare in manuale). Selezionate i seguenti parametri per fotografare la stanza in condizioni di buona luce:

IsoVelocità di scatto
100/2001/50
Foto – Il Castellaro Country House

Fotografare gli esterni

  • Curate ogni particolare
    Evitate come la peste, foto in cui sono presenti elementi di disturbo come bidoni della spazzatura o automobili parcheggiate. Alzate le serrande e date vita alla vostra struttura!
  • Date colore
    Ognuno di noi reagisce emotivamente ai colori. L’uso di elementi colorati di spicco come i fiori, aiutano a percepire la fotografia in maniera più familiare, enfatizzandone la composizione. Ricordatevi che i colori caldi tendono a staccarsi dalla scena, mentre quelli più freddi (come il cielo) tendono a restare sullo sfondo.
    Le foto con taglio orizzontale comunicano un senso di spazio, mentre quelle verticali enfatizzano altezza e profondità, queste ad esempio sono utili se si vuole immortalare la facciata dell’hotel.

Settare le impostazioni

Giorno

IsoVelocità di scatto
50-1001/500

Notte

IsoVelocità di scatto
4001/15
Foto – Il Castello di Petrata

Quali sono gli errori da evitare nella foto?

  • +HDR, – Filtri
    Quando settate le impostazioni, cliccate su HDR (high dynamic range) che permette di aggiungere più gamma dinamica, migliorando il rapporto tra luce e buio. Una foto in HDR ha più sfumature di colori, rispetto a una foto standard.
    filtri sono un’arma a doppio taglio: se da un lato possono regalare quel tocco in più alla vostra foto, dall’altro possono peggiorarla irrimediabilmente. Molti smartphone mettono a disposizione dei filtri con effetti tonale, noir, b&n oppure cross processing, fatene buon uso.
  • Attenzione al flash
    Il flash di uno smartphone è di modesta qualità, di conseguenza non ha la potenza necessaria per illuminare adeguatamente la scena. Se scattate al buio, si formerà un alone intorno alla porzione illuminata, lasciando nella penombra tutto il resto. Inoltre fate attenzione allo sgradevole effetto degli occhi rossi.
  • No alle foto mosse o sfocate
    Per fare una buona foto è importante che il fotografo abbia la mano ferma e che il soggetto rimanga fermo. Diversi smartphone sono in grado di fermare la messa a fuoco tenendo premuto il dito sul display, così da evitare foto sfocate. Se scattate al buio la possibilità di avere foto mosse è molto più alta, questo perché l’otturatore si dilata per catturare più luce allungando i tempi di scatto. Anche in questo caso potete aiutarvi con un mini-cavalletto.
  • Non usare lo zoom
    Gli smartphone non sono teleobiettivi, pertanto lo zoom rovina in maniera irreparabile le foto, sgranandola e diminuendone nitidezza.

Fotografa, elabora, condividi

Il segreto è saper cogliere i punti di forza della vostra struttura, ciò che la differenzia e che la rende unica.

Il vostro punto di forza sono la sala breakfast o la terrazza panoramica? Allora è lì che dovete puntare. Mostrate ai vostri potenziali ospiti ciò che li farà innamorare del loro prossimo soggiorno.

Una volta terminata la fase di scatto è il momento di condividere il proprio prodotto.
Qualsiasi esortazione è valida per favore l’interazione con gli utenti e coinvolgerne altri; occorre stimolare commenti, invitare a dare consigli o esortare alla condivisione.

In tutto ciò ci vuole anche un pizzico di fortuna, ossia trovarsi al posto giusto nel momento giusto, come i gestori de Il castello di Petrata, bravi a scattare la foto di questi teneri cerbiatti. Inutile dire che la pubblicazione sui social è stata un successo!

Foto – Il Castello di Petrata

Guida pratica alla creazione di una semplice (ma efficace) campagna AdWords per hotel

Guida Google Adwords per Hotel

Questa guida è rivolta ad albergatori, gestori di piccole e medie imprese turistiche che vogliono avviare la loro prima campagna pubblicitaria attraverso Google AdWords per hotel per aumentare la visibilità del loro sito web e ricevere più prenotazioni dirette.
Abbiamo scelto di creare un tutorial pratico che sia facile da digerire e da mettere in pratica anche per coloro che non sono esperti di digital marketing turistico, pertanto se sei un albergatore, host di un piccolo B&B o gestore di un agriturismo e non hai ancora promosso la tua attività con Google AdWords… allora questa guida fa al caso tuo.

Attraverso pochi click sarete in grado di mettere in piedi la vostra prima campagna AdWords per hotel o qualsiasi tipo di struttura ricettiva. Ovviamente questi consigli non sostituiscono la consulenza di un professionista, ma forniscono alcuni concetti base indispensabili per creare una campagna mirata per una struttura turistica.

Iniziamo!

Introduzione

I comportamenti e le esigenze del mercato turistico sono in continua evoluzione, spesso le strutture ricettive si trovano sommerse dalle diverse soluzioni proposte da piattaforme online e non sanno come orientarsi.
In un settore sempre più concorrenziale, il comportamento del turista ha innescato una reazione a catena sul modo di operare sia delle classiche imprese alberghiere che delle agenzie di viaggio. In questo nuovo orizzonte del turismo, sapersi districare tra trends e campagne di marketing è diventato fondamentale.
Esserci non basta più, bisogna conoscere gli strumenti che il web mette a disposizione e utilizzarli in maniera consapevole e calibrata.

Google è quel luogo magico e frenetico dove vengono effettuate più di 3 miliardi di ricerche al giorno, circa 54.000 al secondo.

Numeri considerevoli che dimostrano come, con una campagna misurata, si possa arrivare ovunque, anche a fronte del cambio radicale del ruolo del turista, che non è più un utente sul quale riversare copiosamente contenuti e messaggi.

Requisiti per una campagna AdWords di successo

I requisiti fondamentali che vi suggeriamo di possedere al fine di creare una campagna AdWords per hotel di successo sono 3:

1. Un sito web moderno

Il primo passo per una buona campagna è avere un sito web moderno che sia ottimizzato per i dispositivi mobili.
Il sito deve garantire un veloce caricamento delle pagine. Importante è la chiarezza nei testi ma soprattutto immagini di impatto. Ultima, ma non per importanza, è la presenza di una o più call to action (pulsanti legati ad un’azione monetizzabile, come la richiesta di un preventivo o di prenotazione).

2. Booking engine collegato al sito

È il cardine ed il biglietto da visita di ogni sito web che va ad avviare una campagna AdWords per hotel.
Il sito è uno strumento indispensabile che permette al turista di verificare disponibilità e prezzi. Il booking engine oltre ad offrire un modo per prenotare il soggiorno, deve garantire al cliente un modo veloce per generare e comprendere il costo del soggiorno.

3. Contatore visitatori sito (Google Analytics)

Tenere d’occhio le statistiche attraverso strumenti come Google Analytics, tool gratuito per il tracciamento e l’analisi delle visite di un sito web, permette di capire risultati di conversione, monitorando l’andamento del traffico e del comportamento degli utenti.
Si possono avere informazioni standard come l’andamento delle visite e il numero di visitatori unici, ma anche dati più dettagliati come il tasso di incremento delle prenotazioni dirette o la frequenza di rimbalzo (bounce rate) che rappresenta l’indicatore, per cui, i potenziali clienti una volta che hanno raggiunto il sito visitano solo una pagina prima di uscire.

Non dimenticatevi di impostare il tracciamento interdominio tra booking engine e Google Analytics.

Come funziona Google AdWords

Quali sono i vantaggi di AdWords?

AdWords permette di impostare campagne di sponsorizzazione che consentono di raggiungere esattamente il target di utenza che ci interessa, studiandone i potenziali clienti e aiutandoci a scalare i risultati di ricerca della SERP (Search Engine Results Page). La forza di AdWords è che le sue campagne sono molto specifiche verso il target di persone che desideriamo raggiungere, di conseguenza ci permettono di essere molto efficaci.
Un altro punto di forza è il budget economico flessibile e personalizzabile. Questo permette anche a strutture di piccole dimensioni di creare campagne con un investimento economico piccolo o piccolissimo.

Dove vengono visualizzati gli annunci?

Gli annunci sponsorizzati di Google AdWords sono visibili nella parte immediatamente sotto il box di ricerca della SERP.
Quando un potenziale cliente cercherà su Google chiavi di ricerca pertinenti a quelle che voi avete definito nelle vostra campagna, il vostro sito web verrà proposto come risultato sponsorizzato contrassegnato dalla dicitura “Ann.” posta in un riquadro verde.

Budget e asta per parola chiave

Gli annunci pubblicitari vengono visualizzati per una serie di parole chiave che sono scelte al momento della creazione della campagna pubblicitaria. La scelta delle parole chiave è fondamentale, vanno quindi selezionate con attenzione; questo perché le keywords devono corrispondere ai termini di ricerca che i nostri potenziali clienti andranno a cercare su Google. Nei paragrafi successivi vi daremo alcuni consigli pratici su come scegliere le parole chiave per il vostro primo annuncio. Ora parliamo di un concetto fondamentale, quello che definisce il costo di una parola chiave, l’asta.
Ogni volta che un utente-cliente effettua una ricerca, Google esegue una sorta di “asta”. L’asta stabilisce i criteri di visualizzazione dell’annuncio, quindi definisce se mostrarlo ed eventualmente in quale posizione farlo apparire nella pagina.
Va ricordato che ogni asta può assumere risultati potenzialmente differenti a seconda della concorrenza presente in quel preciso momento. Proprio per questo, in giorni e/o orari differenti possono verificarsi delle variazioni nel posizionamento dello stesso annuncio sulla pagina web.

Ma quindi che cosa devo pagare?

Essendo quella di AdWords una campagna pay-per-clickil budget che si imposta per la propria campagna pubblicitaria viene consumato solamente se vi è una reale interazione attraverso click da parte dei clienti (pagate solo i click che ricevete), altrimenti la somma che mettete a disposizione per la campagna non viene intaccata. Questo è chiaramente uno dei principali punti di forza di AdWords, ossia la possibilità di pagare solo per il traffico prodotto e non per le visualizzazioni di questo al pubblico.

Poche strutture ricettive utilizzano AdWords, ed è per questo che dovresti usarlo!

Google AdWords è uno strumento il cui costo varia in base al numero di utilizzatori. Ad esempio un hotel o un bed and breakfast nel centro di Roma dovrà vedersela con l’agguerrita concorrenza di altre strutture ricettive che utilizzano AdWords per promuovere i soggiorni nel cuore della capitale.
Questo principio di alta richiesta rende le parole chiave più comuni decisamente costose proprio perché in molti partecipano all’asta e ne incrementano il prezzo. Se si opera in un territorio così “complesso” suggeriamo di appoggiarsi a professionisti del settore del marketing al fine di creare una campagna che sia efficace anche con costi bassi (tramite la scelta di parole chiave molto ricercate etc…)
Tuttavia, la maggior parte delle strutture ricettive che operano in aree con minore concorrenza possono trarre grosso vantaggio da una campagna marketing – come quella trattata in questo articolo – poiché con un piccolo investimento si riesce a posizionarsi tra le prime posizioni per parole chiave molto pertinenti alla propria realtà.

Come ottimizzare il budget €

Quando si avvia una campagna AdWords è importante conoscere il proprio territorio ed anche la concorrenza, questo al fine di investire il proprio budget con saggezza e parsimonia.
Quindi nel caso di un hotel, il primo passo da fare è quello di guardarci intorno e vedere se altre strutture ricettive della zona hanno creato campagne AdWords. Dopo di che bisogna cercare di capire quali parole chiave hanno scelto e su cui investono.
Un uso calibrato e misurato delle risorse economiche è fondamentale per ottimizzare la propria campagna.

Bando alle ciance, creiamo la campagna AdWords per hotel!

Per prima cosa vediamo velocemente il significato di alcuni termini tecnici che incontreremo in seguito:
CPC: Costo per clic. È l’importo che siamo disposti a pagare per un clic sul nostro annuncio.
CTR: Percentuale di clic. Rappresenta l’efficacia di un annuncio, misurando la frequenza con cui le persone fanno clic sul nostro annuncio dopo che è apparso loro.
Landing page: Pagina di destinazione della campagna AdWords. Dovrà contenere le informazioni che l’utente si aspetta di trovare dopo aver cliccato sull’annuncio. È buona norma inserire banner, offerte o promozioni che catturino l’attenzione del visitatore e che lo invitino a proseguire sul sito.
Tasso di conversione: È l’indicatore che indica l’esito della campagna. È il rapporto tra il numero di utenti raggiunti e quelli che hanno – in questo caso – effettivamente prenotato un soggiorno presso la struttura.

Esempio pratico, promuoviamo “Relais Villasole”

Relais Villasole è una struttura di fantasia che useremo come esempio per mostrarvi i passi da seguire per creare la vostra campagna. Nel nostro esempio, Relais Villasole è un boutique hotel di 25 camere della provincia di Perugia.

Setup della campagna

  • Dopo aver effettuato l’accesso alla piattaforma da questo link, procediamo inserendo alcune informazioni personali sul nostro account e sulla nostra attività. È necessario accedere tramite un account Google. Se non ne abbiamo uno, verrà automaticamente creato in questa fase ed associato al nostro indirizzo email.
  • Scegliamo quindi il titolo della campagna e la tipologia. Procediamo con “_Rete di ricerca con selezione display (Standard)”, che permetterà di raggiungere un numero di utenti ancora maggiore rispetto alla semplice “Rete di ricerca”, ed è perfetta per la nostra campagna. Più avanti vedremo le differenze tra queste due tipologie di reti. Scegliamo un titolo per la campagna e procediamo allo step successivo.
  • Scegliamo quindi la località presso cui vogliamo che gli annunci vengano mostrati tra i risultati di ricerca. Poiché nella nostra struttura difficilmente alloggeranno clienti che abitano in Umbria (visto che l’hotel si trova in Umbria), procediamo con l’esclusione di questa regione dal target. Digitiamo “Italia” e clicchiamo su “Aggiungi”, quindi “Umbria” e poi su “Escludi”.

  • Il nostro sito web è disponibile sia in lingua inglese che in italiano, quindi possiamo mostrare il nostro annuncio in entrambe le lingue. Per fare ciò andiamo in “Lingue”, scegliamo sia inglese che italiano in modo da incrementare la copertura degli annunci.
  • La strategia di offerta è molto soggettiva e varia da campagna a campagna. In questo caso vogliamo che turisti visitino il sito web della struttura, in modo che poi procedano alla prenotazione o ci contattino per chiedere informazioni. Scegliamo quindi: “Massimizza i clic”, ed impostiamo un budget a 4,50€ al giorno. Come spiegato sopra, il budget viene intaccato quando un utente clicca sull’annuncio, quindi solo quando la campagna genera traffico.
  • Clicchiamo su “Salva e continua” e procediamo alla schermata successiva, in cui andremo ad inserire il titolo del primo gruppo di annunci. In questo step è necessario scegliere alcune parole chiave (indicativamente un numero tra 10 e 20) per le quali vogliamo che gli annunci vengano pubblicati tra i risultati di ricerca. La scelta delle keywords è la parte più complessa, perché dovremo aggiungere parole che non siano né troppo generiche, né troppo specifiche. Una parola chiave troppo generica genera del traffico probabilmente non interessato alla nostra struttura (quindi sprecheremmo parte del budget per traffico non interessato) mentre una parola chiave troppo scontata potrebbe essere troppo costosa (molti competitor utilizzano la stessa parola chiave).

Nell’immagine sotto potete vedere una lista di parole chiave di esempio che sono state scelte per la nostra struttura in provincia di Perugia. Abbiamo identificato le parole chiave base come:

  • agriturismo;
  • dimora storica;
  • relais;
  • casa vacanze;

Da queste abbiamo creato una serie di altre parole chiave combinando Perugia ed altre città interessanti dal punto di visto turistico nella provincia di Perugia. In determinati periodi dell’anno in cui si hanno manifestazioni ed eventi è molto importante aggiungere parole chiave legate a quell’evento, o come vedremo nella parte finale dell’articolo creare una campagna pubblicitaria dedicata a quell’evento.

  • Abbiamo quasi completato la creazione della campagna AdWords per hotel della struttura Relais Villasole. In questa fase andremo a definire indirizzo web di destinazione della campagna (ossia la pagina che visualizzerà l’utente una volta aperto l’annuncio), il titolo e la descrizione dell’annuncio.
    L’intento è quello di catturare l’attenzione dell’utente che ha effettuato una ricerca per una delle parole chiave inserite nello step precedente, quindi dovremo utilizzare frasi brevi e d’effetto. Il tasso di conversione (numero di persone che cliccano sull’annuncio ed effettivamente prenotano un soggiorno) sarà probabilmente più alto se come URL di destinazione impostiamo una landing page dedicata, magari con un’offerta esclusiva.
    Anche in questo caso prestiamo la massima attenzione nella scelta delle parole, in quanto abbiamo un limite di lunghezza da rispettare. Evitiamo di ripetere la stessa parola in “Titolo 1”, “Titolo 2 e “Descrizione”.

Ci siamo! Procediamo alla fase successiva in cui ci verranno richieste informazioni sul pagamento e dati di fatturazione. Completato questo ultimo passaggio, la campagna sarà ufficialmente online.

Abbiamo creato la nostra campagna, urrà!

La vostra campagna è online, da questo momento il vostro annuncio pubblicitario collegato al vostro sito web è online. Utenti provenienti dalle aree geografiche che avete indicato ricercando le parole chiave che avete inserito potranno trovare il vostro sito e prenotare direttamente da lì. Ora non vi resta che rilassarvi e iniziare a monitorare l’andamento della campagna.

Abbiamo veramente finito la campagna adwords per hotel?

Ora che avete preso confidenza con AdWords, potete spendere del tempo a migliorare la vostra campagna per renderla più efficace. A seguire troverete altre ottimizzazioni che possono dare il giusto sprint alla vostra struttura. Le abbiamo chiamate “ottimizzazioni” perché non sono fondamentali per partire con la prima campagna, ma possono essere di ottimo aiuto per incrementare il ROI.

Ottimizzazione della campagna:

Nel paragrafo precedente abbiamo visto come configurare una campagna AdWords per hotel.
Al fine di aumentarne l’efficacia nel tempo, di seguito vediamo alcuni consigli per ottimizzarne il rendimento.

  • Parole chiave per corrispondenza inversa. È possibile che ci siano delle keyword per cui vogliamo che i nostri annunci non compaiano. Poniamo che la nostra struttura ricettiva, Relais Villasole di Perugia, abbia un’omonima nella provincia di Milano. Sarà nostra cura, al fine di evitare ambiguità nella campagna e di evitare click indesiderati, aggiungere una o più parole chiave per corrispondenza inversa. Vediamo come: all’interno del gruppo di annunci andiamo nella tab “Parole chiave”, quindi “Parole chiave a corrispondenza inversa”. Clicchiamo sul pulsante “+ Parole Chiave” e digitiamo “Relais Villasole Milano”, quindi confermiamo con “Salva”.
  • Una campagna, più gruppi di annunci. Un’altra best practice da prendere in considerazione è quella di creare più gruppi di annunci nella stessa campagna, in modo da diversificare il tipo di pubblicità ed ottenere un ventaglio più ampio di potenziali clienti. Ad esempio, nella campagna “Relais Villasole” possiamo aggiungere un altro gruppo di annunci denominato “Spa” in cui usiamo delle keyword che mettano in risalto il fatto che Relais Villasole metta a disposizione dei propri clienti una spa. Come keyword sceglieremo “spa umbria”, o “centro massaggi perugia”, e così via.
Rete Display o Rete di Ricerca? 

In base alla tipologia di campagna e al target, è necessario scegliere tra rete di display, rete di ricerca o entrambe. Facciamo chiarezza.

La Rete Display è un gruppo di oltre due milioni di siti web, video e app con oltre il 90% degli utenti internet di tutto il mondo, su cui vengono visualizzati annunci AdWords. La Rete Display fa sì che l’annuncio venga mostrato all’interno di siti web inerenti all’argomento cercato dall’utente. La Rete di Ricerca, invece, permette all’annuncio di apparire tra i risultati quando vi è corrispondenza tra l’annuncio che intendiamo pubblicare e le keywords digitate dall’utente. Quale scegliere? Per una campagna di una struttura ricettiva, consigliamo “Rete di ricerca con selezione display” in modo che sia gli utenti che hanno direttamente cercato con keyword specifiche su Google, sia quelli che hanno visto un annuncio all’interno di un blog che parla di viaggi – ad esempio – siano invitati a cliccare sul nostro banner.

Per qualsiasi dubbio o curiosità, non esitate a contattarci inviando una mail a info@slope.it.

Fondamenti dell’architettura Slope: qualità ed usabilità del software

qualità software slope

Nell’economia moderna il concetto di qualità sta diventando sempre più determinante nel decidere la sorte (successo o fallimento) di un prodotto. Nel caso di un software gestionale come Slope, la qualità si misura sotto due aspetti principali:

  • Usabilità dell’applicazione (esperienza utente);
  • Robustezza del software (affidabilità).

Per noi di Slope, un’interfaccia utente “di qualità” è una UX intuitiva ed immediata, e dall’aspetto grafico moderno e di impatto.
La qualità del funzionamento di un software è invece misurabile in termini di affidabilità e correttezza dei dati, tutto questo per garantire prestazioni elevate e tempi di risposta veloci.

In questo articolo spiegheremo qualche retroscena circa gli strumenti tecnologici e le metodologie che utilizziamo per garantire che Slope sia un software estremamente robusto e scalabile.

L’importanza dei test automatici per il software gestionale

L’intera piattaforma Slope è coperta da test automatici. I test automatici sono degli algoritmi il cui compito è mettere alla prova una o più unità di codice che vanno a costituire le funzionalità del software gestionale.

Come pratica aziendale abbiamo definito che nessun ingegnere può rilasciare del codice che non sia coperto da un numero sufficiente di test automatici, niente eccezioni!
La scrittura di test richiede del tempo ma è un investimento sul lungo termine, proprio perché al crescere della complessità del progetto-software, il rischio di introdurre regressioni funzionali su altre componenti della piattaforma diventa rilevante.

Un software gestionale che ha una buona “test coverage” (molto codice coperto da test) sarà quindi molto più robusto e meno propenso a rotture. Un software di questo tipo potrà evolvere ed introdurre nuove funzioni in modo molto più veloce ed agile.

Server dedicati per la continuous integration

Avere una cultura aziendale che permette agli sviluppatori di dedicare tempo per la scrittura di test è fondamentale per creare un ottimo software, ma è ancora più importante avere infrastrutture automatiche che si occupino di eseguire i test in modo consistente ad ogni sottomissione (in gergo tecnico “push”) del codice.

Per spiegarci meglio vi facciamo l’esempio in cui uno sviluppatore va ad implementare una nuova funzione, quando questo avrà ultimato il suo lavoro (sia l’implementazione della funzione che la scrittura dei relativi test), invierà il codice al server che ospita i “repository” con tutto il codice. Automaticamente viene avviata l’esecuzione di tutti i test automatici della piattaforma.
Per eseguire i test a Slope abbiamo un cluster di server detti di “continuous integration” che si occupano di eseguire i test automatici ogni qual volta uno sviluppatore invia il codice al “repository” centrale.

Su questi server è in esecuzione “Jenkins” uno strumento di continuous integration che si occupa di verificare lo standard qualitativo del codice inviato ed esegue tutti i test.
Se l’esito dell’esecuzione dei test è positivo, il responso di Jenkins per quella specifica funzionalità sarà “verde”, altrimenti “rosso”.
Nel caso di esito negativo (“rosso”), sarà compito dello sviluppatore di sistemare il problema che ha “rotto” i test prima di poter richiedere l’integrazione della sua funzione nel codice di produzione (cioè quello che utilizzano i clienti).

Code review

Un’altra pratica che seguiamo in maniera rigida è quella della code review. Ogni singola riga di codice scritta da un ingegnere viene sempre revisionata da una seconda persona. Questa pratica offre alcuni grandi vantaggi:

  • Riduce la possibilità di scrivere del codice con difetti;
  • Aiuta a diffondere la conoscenza dei vari componenti della piattaforma tra gli sviluppatori, anche quelli che non ci lavorano direttamente;
  • Migliora la qualità del codice prodotto.

Trovare bug (difetti del codice) in anticipo evita problemi spesso riscontrati nel testing del software o addirittura durante il rilascio del prodotto stesso. Fornire un prodotto non perfettamente funzionante è dannoso per l’immagine dell’azienda e per la soddisfazione del cliente.
Oltre ai vantaggi sopra citati, la revisione del codice apporta valore guidando il team nel creare un ambiente di lavoro collaborativo e produttivo. Condividendo le proprie azioni alla fine delle singole attività di lavoro, i colleghi potrebbero segnalare modi migliori per approcciarsi alla soluzione del problema migliorando il risultato finale.

Monitoring, alert e notifiche

L’infrastruttura hardware Slope è continuamente monitorata per misurare il carico generato dal traffico sui server che servono le applicazioni le quali compongono la piattaforma gestionale.
Nell’improbabile evenienza di cui uno dei web server dovesse diventare non raggiungibile, il team operations che si occupano della gestione dell’infrastruttura viene immediatamente informato (tramite notifiche via email ed SMS) così da intervenire e risolvere le problematiche prima che l’utilizzatore della piattaforma possa essere in qualche modo impattato dal problema.

Altro aspetto interessante è l’invio di notifiche a tutto il team di sviluppo circa errori critici generati dal sistema. Ogni qual volta l’utente si imbatte in un caso non gestito dal software questo invia una notifica agli ingegneri per informarli sull’eccezione.

In questo modo possiamo intervenire nella risoluzione del problema in maniera proattiva ed in molti casi risolvere problemi ancora prima che il cliente contatti il supporto clienti per richiedere informazioni.

Sveliamo gli strumenti software scelti per creare l’architettura alla base della piattaforma Slope

Architettura software SaaS piattaforma Slope

Ciao a tutti, in questo blogpost il team di Software Engineer che lavora alla piattaforma Slope, ha il piacere di condividere e raccontare a clienti, appassionati di software o semplicemente curiosi, alcune scelte tecnologiche che abbiamo intrapreso per creare un SaaS (Software-as-a-Service) scalabile e mantenibile.

Slope è un’azienda che pone molta attenzione alle scelte tecniche che vengono fatte, il nostro obiettivo è sempre quello di offrire un software facile da usare e dalle performance elevate.

L’utente finale di Slope si trova ad interagire con l’interfaccia grafica del programma, che deve essere elegante, pulita e soprattutto molto semplice.

Per avere un’interfaccia intuitiva è però necessario che le fondamenta del software siano robuste e ben progettate; per questa ragione abbiamo posto un’attenzione minuziosa ai dettagli di sviluppo e alle scelte tecnologiche che devono calzare al meglio con le esigenze del nostro business.

Siete curiosi di scoprire com’è fatta la piattaforma Slope dietro le quinte? Oggi vi racconteremo alcune delle principali scelte tecnologiche che abbiamo intrapreso negli ultimi anni.

Partiamo dalle fondamenta, web server e Docker

I servizi Slope sono forniti da vari web server basati su Ubuntu Linux, forniti da Amazon Web Services. Tuttavia, i blocchi fondamentali con cui Slope è costruito non sono tanto i singoli server, quanto i container, che gestiamo attraverso Docker in modalità Swarm.

Questo ci permette di avere predicibilità nei deployment senza doverci preoccupare troppo del setup delle macchine: lo stesso ambiente di esecuzione è riprodotto dappertutto, a partire dalle fasi di sviluppo del software, passando per il testing fino all’ambiente di produzione.

È inoltre particolarmente comodo perché rende facile la scalabilità orizzontale, ovvero distribuire il carico su un numero di macchine che può crescere o calare a seconda dei momenti e dei periodi dell’anno.

La piattaforma software – PHP 7

Ad eccezione delle applicazioni “single page”, di cui parleremo in seguito, tutti i componenti del SaaS Slope (PMS, Booking Engine, CRM, Channel Manager) sono scritti in PHP.

PHP è un linguaggio popolarissimo per lo sviluppo sul web, con un ecosistema molto maturo e tanto codice open source di qualità. Inoltre, con il recente upgrade alla versione 7 ha avuto un boost prestazionale rilevante.

Il miglioramento in termini di prestazioni è dovuto all’utilizzo di un nuovo interprete del linguaggio rispetto a quello utilizzato nella versione 5.x che ne migliora le performance in alcuni casi anche del 100%, riducendo notevolmente anche l’utilizzo di memoria. Questo ci permette di gestire lo stesso traffico con un numero molto minore di web server, addirittura meno della metà.

Le performance non sono l’unico vantaggio di PHP 7 rispetto alle versioni precedenti, ma anche l’introduzione dei type hint in modalità strict, tipi di ritorno e tipi nullabili rendono il linguaggio molto più robusto in grado di servire meglio le necessità di un’applicazione vasta e sviluppata da un team di ingegneri numeroso come il nostro.

Symfony, il framework preferito dal team di sviluppo Slope

Il framework PHP che abbiamo adottato è Symfony (ad oggi in versione 5).

Sono presenti sul mercato diverse soluzioni software, alcune molto valide, abbiamo valutato diverse opzioni ma dopo un periodo di sperimentazione (che risale oramai al 2012) abbiamo scelto di adottare Symfony come framework principale per la piattaforma Slope.

I motivi principali per cui abbiamo scelto Symfony sono:

  • È un framework enterprise, quindi garantisce supporto e una politica rigida di compatibilità all’indietro che altri framework non hanno. Le date di rilascio degli aggiornamenti sono inoltre molto ben definite e sempre rispettate;
  • Ha una documentazione esaustiva, molto precisa e dettagliata;
  • È progettato in maniera estendibile, cioè è possibile modificarne il comportamento ed adattarlo alle proprie necessità di business in modo agevole;
  • I suoi componenti sono alla base di molti altri framework e CMS popolari, questo è sinonimo di qualità e stabilità;
  • Il core team è costituito da figure di livello assoluto nel panorama dello sviluppo PHP mondiale. Ci sono inoltre tantissimi contributori.

A distanza di anni, possiamo confermare che la scelta è stata azzeccata: Symfony non ci ha solo aiutati a sviluppare più velocemente e con meno difficoltà il sistema, ma ci ha anche guidato nel fare scelte architetturali che hanno ulteriormente migliorato la qualità della codebase.

A proposito di qualità, vi consigliamo di leggere l’articolo in cui parliamo di qualità del codice per capire meglio il notevole vantaggio che si ha nello strutturare un’applicazione in modo che sia sia testabile in maniera automatica.

Il database e l’ORM

Una delle necessità basilari per un’applicazione è quella di avere uno storage persistente, performante e sempre accessibile. La nostra scelta è ricaduta su PostgreSQL, un DBMS open source con caratteristiche enterprise. L’abbiamo preferito rispetto a MySQL perchè molto più ricco di funzionalità e con meno limitazioni a livello di prestazioni.

Per facilitare l’accesso ai dati contenuti nel database ci avvaliamo dell’ORM Doctrine, che ci permette di lavorare ad un livello “più alto” e ragionare a livello di entità senza preoccuparsi troppo di come i dati sono effettivamente salvati nel database. Questo ci permette di preoccuparci della consistenza dei dati già a livello applicativo (oltre che ovviamente anche nel database). Per la maggior parte delle operazioni non dobbiamo scrivere una riga di SQL.

Per operazioni più complesse invece, come l’estrazione di report, molto spesso torniamo comunque a scrivere query “secche”. Doctrine rende facile anche questa operazione attraverso l’utilizzo del DBAL (Database Abstraction Layer).

Applicazioni “single page”

Per quanto riguarda lo stack tecnologico della piattaforma Slope abbiamo adottato anche Angular, un framework frontend utilizzato per creare applicazioni “single page” (note anche con l’acronimo SPA), caratterizzate da un’esperienza utente molto interattiva.

Questo perchè la pagina non viene mai ricaricata per passare da un contenuto all’altro, ma parti della pagina vengono sostituite in tempo reale in maniera asincrona. Queste applicazioni consumano i dati forniti da API dedicate, che i nostri server mettono a disposizione e che sono sviluppate con le stesse metodologie del resto dei componenti (di cui abbiamo parlato sopra).

Un esempio di applicazione di questo tipo è la Guest Area, utilizzata dagli ospiti delle nostre strutture per la gestione del loro soggiorno.

Conclusioni

Per creare una piattaforma in grado di crescere in maniera organica ed agile è importante scegliere tecnologie che siano al passo con i tempi ma soprattutto adatte alle esigenze di business dell’azienda.

Se avete domande o curiosità sulle tecnologie di cui abbiamo parlato non esitate a scriverci sulla nostra pagina Facebook o su Twitter.

Engineering Team Slope!

Storytelling Hotel, quando il successo è low budget

storytelling hotel

Inventare e raccontare storie è una delle tradizioni più antiche del mondo, i racconti che sentiamo fin da bambini son sempre gli stessi, c’è un buono che cerca di salvare il mondo dai terribili piani di un cattivo e alla fine ci riesce.

Ma allora perché ne siamo sempre così attratti? Perché ci entusiasmiamo leggendo una favola o sentendo raccontare aneddoti dai nostri nonni? Perché siamo alla continua ricerca di emozioni.

Lo storytelling non è altro che l’arte di dare forma e significato a un’informazione che altrimenti sarebbe noiosa. Si incuriosisce il consumatore attraverso la narrazione, portandolo a provare emozioni positive verso un determinato brand o prodotto.

Ogni struttura può raccontarsi in maniera originale, mettendo in luce i propri punti di forza che la contraddistinguono e che la rendono unica, come ad esempio se sta adottando un modello di turismo sostenibile.

Strategie per un buon storytelling in hotel

Fare storytelling non vuol dire promuovere solo il proprio prodotto, ma mettere al centro di ogni campagna il proprio pubblico, cercando di rappresentarsi in maniera unica ed autentica.

Un ottimo esempio ci viene fornito dal video prodotto da Airbnb in occasione dei venticinquennale dalla caduta del Muro di Berlino.

Guardando il video, tratto dalla storia vera di Joerg e Kai, due guardie del muro che si ritrovarono nel 2012 grazie ad Airbnb, emerge il potere di viaggiare che porta alla capacità di condividere emozioni e storie.

Ricapitolando per realizzare un buon storytelling occorre:

  • conoscere il proprio brand ed il proprio pubblico;
  • veicolare messaggi chiari e coincisi;
  • puntare ad emozionare, coinvolgere ed incuriosire (buzz);
  • creare una storia che deve risultare quanto mai credibile.

Il coniglietto più amato del mondo, l’idea dell’Adare Manor Hotel in Irlanda

Uno dei casi più significativi è quello dell’Adare Manor Hotel, in Irlanda.

Tutto è nato da un’idea semplice ma assolutamente efficace.

Dopo il soggiorno in hotel, una bambina aveva dimenticato il proprio coniglio di peluche nella stanza. Lo staff dell’hotel ha deciso così di postare sulla propria pagina Facebook le foto del coniglietto mentre aspettava che la padroncina venisse a riprenderlo.

Da coniglietto abbandonato a coniglietto più invidiato del mondo il passo è stato breve; scatti di massaggi nel centro benessere, colazioni e trattamenti di bellezza sono state le foto che hanno avuto più engagement, raggiungendo 30mila persone e 2mila condivisioni ad ogni post pubblicato su Facebook.

Un’idea semplice che però ha fatto entusiasmare ed emozionare, tutto a costo zero.

Come guadagnare prenotazioni con la call to action

call to action hotel per sito web

La call to action (chiamata all’azione) è un invito a compiere un’azione ed è il primo passo per mettere in contatto il cliente e l’albergatore.

Di solito le call to action hanno l’aspetto di banner, link o bottoni attivi, che al momento del click rimandano il visitatore a concludere un gesto ben preciso, come ad effettuare una prenotazione o a compilare un form per richiedere informazioni.

Nel design del vostro sito web non possono avere una posizione casuale, ma devono essere progettate con la massima precisione così da stuzzicare il potenziale cliente a compiere una determinata azione, pertanto vanno scelti colori e font che richiamino l’attenzione durante la navigazione.

Qui ed ora!

Hic et nunc avrebbero suggerito i latini.

Il testo della CTA deve includere parole come “ora”, “oggi” o “subito”, rimandando ad un’idea di immediatezza dove se non si prenota in breve tempo si corre il rischio di perdere un’eventuale promozione.

I messaggi più standardizzati ma che risultano più efficaci sono: “Verifica la nostra disponibilità” oppure “Prenota subito”.

Questo tipo di inviti portano alla conclusione della trattativa, specialmente se si ha un buon booking engine che permetta di prenotare e verificare la disponibilità direttamente online.

In principio era il verbo, ora è la call to action

Iniziate la vostra frase con un verbo all’imperativo, questo perché permette al lettore di cogliere il messaggio in una manciata di secondi. Il pubblico digitale ha un’attenzione volubile, occorre quindi essere intelligenti sulle parole da usare.
Basta prendere come esempio l’annuncio della carta Visa del Ritz Carlton Collection: “Godi di un soggiorno gratuito, esplora un mondo di vantaggi, impara di più”.

Rendi la call to action semplice

Un errore che si commette spesso è quello di inserire troppi contatti per favorire la call to action. Non serve mettere contemporaneamente email, fax, telefono, cellulare, pagina Facebook e Twitter, è più che sufficiente inserire l’email ed il numero di telefono.
Se email o numero di telefono non producono un buon tasso di conversione, potete sostituirli proponendo un contatto di Whatsapp.

Diamoci sotto con messaggi informali del tipo: “Chiamaci allo 075 9140782 o inviaci un’email a info@slope.it se hai delle domande”.

Fallo social

Facebook non è rimasto di certo a guardare e tra le funzionalità che mette a disposizione la pagina Facebook c’è proprio la CTA. Il tasto “Prenota subito“, se utilizzato da smartphone, può facilmente contribuire all’obiettivo, mettendo in contatto cliente ed albergatore re-indirizzandolo nel sito web della struttura, dove un ruolo chiave verrà giocato ancora una volta dalla presenza o meno del booking engine.

La newsletter vi salverà

Newsletter Hotel

Quante parole sono state spese per descrivere l’importanza di una corretta attività di pianificazione attraverso la newsletter?
Tante, ma mai abbastanza.

Se vi state chiedendo se nell’era dei social network abbia ancora senso affidarsi alla newsletter la risposta è sì.
Lo dimostra la ricerca condotta da MarketingSherpa su un campione di 2057 americani, dove è emerso che il 72% di loro predilige il canale email per ricevere comunicazioni dal brand. Questo è probabilmente dovuto alla mentalità di diversi utenti che vedono spesso i social network come luoghi di svago, e non come dei cartelloni pubblicitari dove le aziende possono far campeggiare la propria offerta.

La forza della newsletter risiede nel poter instaurare un canale di comunicazione bidirezionale dove con un pizzico di ingegno e di bravura si può fidelizzare il cliente e tenere vivo l’interesse nei confronti della vostra struttura alberghiera, l’email è il più personale e il più diretto tra tutti gli strumenti di marketing digitale.

3 errori da evitare nella newsletter

1. Oggetto banale e privo di attenzione;
2. Design scarno e poco dinamico;
3. Inviare mail tutti i giorni.

Come nel caso dei consigli per attirare nuovi utenti attraverso Facebook, non esistono formule magiche empiriche, tuttavia alcune raccomandazioni non guastano:

Siate brevi con le newsletter. Nessuno legge oltre il primo paragrafo!

L’oggetto della vostra email è la sfida assoluta, il biglietto da visita con cui vi giocate l’interesse del potenziale cliente. In pochi caratteri si deve informare e attrarre.
Vietati i titoli: “Prenota la tua vacanza 2018” o “Incredibile offerta estate 2018”, risultano come gli ennesimi messaggi pubblicitari obsoleti di cui si ha la casella postale piena. Si consigliano titoli coinvolgenti del tipo: “Tre modi per migliorare il tuo weekend” con relativi pacchetti per centro benessere o soggiorno di cui disporre presso la struttura.

L’aspetto conta, ed anche tanto

L’aspetto grafico riveste un ruolo chiave quando si apre un’email. Le visualizzazioni delle email da mobile hanno superato quelle da desktop, quindi spazio ad elementi evidenti ed a una navigazione semplificata. Non dimenticate di inserire una call to action dove reindirizzare il cliente qualora voglia effettuare la prenotazione o inviare un modulo richiesta di informazioni.

Il contenuto crea relazioni

L’email viene vista dall’utente come qualcosa di invasivo, se all’apertura la prima cosa che vedrà sarà il tariffario rimpiangerà di non avervi segnalato come spam.
Fate leva sulle emozioni, il contenuto deve attrarre senza essere invasivo, date consigli utili, informazioni di valore che possano fidelizzare il cliente alla vostra newsletter. Ad esempio una struttura di montagna potrebbe realizzare una mappa dei sentieri della sua zona, adornandola con immagini di qualità ed inviarla tramite PDF, offrendo così al cliente un motivo in più per soggiornarci.

Fattore GDPR

Un passaggio, seppur breve, va fatto in merito al consenso da parte degli interessati a ricevere le newsletter, permettendo l’unsubscribe attraverso checkbox. Per i nuovi “abbonati” alla newsletter, dopo l’entrata in vigore del GDPR del 25 maggio, ricordatevi della procedura del Double-Opt, la quale rappresenta l’espressione più diretta e chiara per offrire una manifestazione di volontà.

Sito web hotel: le 5 caratteristiche ideali del sito perfetto

Sito web Hotel le caratteristiche essenziali

Sito web hotel: quali caratteristiche deve avere? Quali devono essere i tempi di caricamento?

Negli ultimi anni, la navigazione via smartphone ha superato quella da computer, difatti sono sempre di più gli utenti che utilizzano un dispositivo mobile per acquisire informazioni e prenotare un soggiorno presso un hotel.

Secondo una statistica di StatCounter, per la prima volta nell’ottobre 2016 lo smartphone ha scalzato il desktop in termini di navigazione.

Infatti il 51,3% ha usufruito del web attraverso mobile contro il 48,7% da desktop, un dato importante che già nel 2015 aveva portato Google, attraverso l’algoritmo Mobilegeddon, a premiare i siti che si adattavano ai vari dispositivi, garantendogli così un miglior posizionamento.

Sito web Hotel: mobile first + semplicità di navigazione

Veloce nel caricamento

È la parola d’ordine del vostro sito web hotel. Ogni pagina deve caricarsi in meno di 2 secondi, altrimenti c’è il rischio di un drop, ossia di perdere l’utente intento a prenotare il vostro hotel. Sopra i 3 secondi, circa il 40% degli utenti tende ad abbandonare il sito, risulta quindi indispensabile velocizzare il più possibile l’esperienza dell’utente.

Semplice nella navigazione

Per permettere di prenotare attraverso mobile, occorre che venga semplificato il percorso di conversione, vanno quindi ridotti al minimo indispensabile i passaggi necessari per effettuare una prenotazione curando attentamente il booking engine.
Discorso simile deve essere fatto per il numero di telefono, presente in ogni pagina del sito qualora si volesse contattare la struttura per ulteriori informazioni.

Chiaro nei contenuti

Testi e immagini del sito dell’hotel devono essere quanto mai chiari e puliti. I testi devono risultare leggibili, prediligendo contenuti sintetici con elenchi puntati ed evitando di dover ricorrere allo zoom per leggere.
I bottoni devono essere di dimensioni maggiori rispetto alla desktop version, così da evitare clic accidentali che potrebbero causare un drop dell’utente.

Geolocalizzare la struttura

Secondo una ricerca di Revinate, le prenotazioni da mobile hanno un boom “last minute”, il viaggiatore tende a prenotare il soggiorno in hotel per il giorno stesso e spesso lo effettua da pochi isolati di distanza da dove soggiornerà.

Questa pratica è tipica dei Millennials, generazione particolarmente predisposta alla tecnologia, che spesso usufruisce di ulteriori agevolazioni “last minute”.

A tal proposito risulta quanto mai utile predisporre delle campagne pubblicitarie geolocalizzate attraverso Google AdWords che devono risultare fruibili esclusivamente dagli utenti mobile.

Studiare le statistiche di traffico del sito web hotel

Non bisogna mai dimenticarsi di tenere d’occhio i risultati di conversione, prestando attenzione all’analisi del traffico e al comportamento degli utenti. Google offre diversi strumenti di lettura tra cui Google Analytics for Mobile App che aiuta a tracciare i dati dei dispositivi mobili.

Come conquistare nuovi clienti attraverso Facebook

come conquistare clienti utilizzando Facebook anche per strutture ricettive

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla corsa delle aziende per essere presenti sui social network, ma esserci è sufficiente?

In un panorama sempre più globalizzato ed in cui le informazioni vengono continuamente filtrate dall’imbuto digitale, esistere non basta più, bisogna saper comunicare per differenziarsi.

Come abbiamo sottolineato più volte, i social network stanno diventando una vera e propria risorsa per tutte quelle strutture ricettive che vogliono farsi conoscere da potenziali clienti che passano molto del proprio tempo sul web. Facebook, è il più grande social network esistente con oltre 1 miliardo di iscritti, di cui 27 milioni italiani. Secondo le stime del Content Marketing Institute, il 70% delle aziende b2b pubblica il doppio dei contenuti rispetto al 2015, ma spesso non sa farlo in modo efficace.

Erroneamente, i social vengono visti da qualcuno come un cartellone pubblicitario dove far campeggiare la propria offerta, sperando che qualcuno passi di lì e ne rimanga interessato. In realtà Facebook nasce con lo scopo di instaurare rapporti e di creare comunicazione tra le persone, non come vetrine dove vendere i propri prodotti.

Nell’universo dei social la parola d’ordine è quindi engagement, ossia il coinvolgimento degli utenti nei vari post, il segnale per cui il contenuto pubblicato ha suscitato una reazione nel prossimo.

Come creare engagement per una struttura alberghiera?

Innanzitutto si deve attivare una pagina fan e non un profilo privato, in quanto quest’ultimo consente un’interazione ed una visibilità limitata e impedisce di monitorare il traffico della pagina. Dopo di che si deve avere ben chiaro il tipo di pubblico che si vuole raggiungere (età, luogo, hobby), così da poter creare dei contenuti a seconda di quel target; il linguaggio mordi e fuggi usato per raggiungere i Millennials, fatto anche di emoticon, è un linguaggio totalmente diverso rispetto a quello di un pubblico over 60. Successivamente si devono creare dei contenuti che incuriosiscano il lettore e che lo rimandino al sito web della vostra struttura.

In questo frangente le sensazioni giocano un ruolo fondamentale, per questo utilizzare immagini emozionali in grado di anticipare le aspettative possono fare la differenza. Ad esempio si può pubblicare una foto del tramonto suggestivo di cui si può godere da una vostra camera con la frase:

Vieni a scoprire dove godere di un panorama così

Con il link che rimanda al vostro sito o al booking engine, è ovvio che questo genere di post sarà molto più efficace di una banale foto della piscina con scritto “la nostra piscina”.

In una pagina Facebook bisogna continuare a sapersi raccontare ai potenziali clienti con un linguaggio semplice e diretto, cercando di attrarre gli utenti: si possono stimolare commenti, offrire buoni sconto, invitare a scaricare pdf informativi oppure iscriversi alla newsletter, e non ultimo esortare alla condivisione.

Quando e come pubblicare contenuti?

Sul web si trovano tantissimi consigli su quanti post si debbano pubblicare al giorno e a che ora vadano pubblicati. In realtà non esiste una formula magica per conquistare nuovi clienti, tuttavia è possibile identificare il momento migliore per postare su Facebook, grazie agli strumenti Insights che permettono di sapere in quali orari del giorno si collegano la gran parte dei propri fan.

Il consiglio è quello di fare dei test e misurare la risposta dei follower, ricordandosi sempre che la costanza nel pubblicare e la qualità di ciò che viene pubblicato sono da considerarsi armi vincenti.

5 consigli per conquistare il viaggiatore tipo

5 consigli per conquistare il viaggiatore tipo

Quando si pianifica un viaggio sono diversi i fattori che entrano in gioco e che risultano determinanti, molti albergatori si chiedono spesso chi sia il viaggiatore tipo, cosa cerchi quando sta per intraprendere un viaggio oppure se preferisca avere incluso il Wi-fi o la prima colazione.

Di seguito vi suggeriamo 5 consigli per attirare e conquistare l’attenzione del viaggiatore tipo.

Fatelo sognare

Secondo alcuni dati pubblicati da TripAdvisor, circa il 45% dei viaggiatori sa fin da subito dove trascorrere le vacanze, ma il 30% inizia la propria ricerca senza avere una meta precisa in mente. Il consiglio è quello di farli appassionare, raccontandogli una storia e facendovi conoscere. Esemplificativo è il caso dell’Adare Manor Hotel, in Irlanda, dove era stato dimenticato un coniglio di peluche. La geniale trovata dell’hotel è stata quella di raccontare la vacanza del tenero coniglietto in attesa che i proprietari lo venissero a riprendere. L’idea ha contagiato 30mila persone su Facebook ottenendo 2mila condivisioni per ogni post pubblicato

Rispondere alle mail

Il viaggiatore tipo ama scrivere. Molti turisti cercano hotel tra le 21.00 e le 00.00, in questo lasso temporale è poco probabile che l’utente decida di telefonare in struttura per richiedere disponibilità e prenotare. Quindi o si affida al booking engine oppure invia una email. È fondamentale controllare la vostra casella di posta e rispondete con dovizia di particolari alle email che ricevete. Dimostratevi alla mano e non troppo formali, le risposte devono essere chiare e sintetiche, il vostro intermediario cerca la velocità e le informazioni necessarie.

Aggiornate la pagina Facebook

Nel 2017 è quanto mai fondamentale avere una pagina Facebook tenendola costantemente aggiornata. Gli italiani attivi su Facebook sono 27 milioni, e molti di essi prima di prenotare visitano la pagina social della struttura che gli interessa, sbirciando le foto delle stanze e leggendo eventuali recensioni. Una pagina Facebook aggiornata con foto ed offerte dà l’idea di una struttura al passo con i tempi che non tralascia nessun dettaglio.

Rispondere alle recensioni

Come vi avevamo già detto, l’online reputation conta molto, pertanto chi tace di fronte ad una recensione negativa sembra acconsentire a tale giudizio. Proprio per questo rispondere può essere solamente un vantaggio: dite la vostra con gentilezza e diplomazia, scusatevi per eventuali inconvenienti, rispondendo onestamente e motivando le vostre ragioni. Non attaccate mai il cliente, ma proponetegli di tornare a soggiornare presso la vostra struttura per dimostrargli che quanto è accaduto è stato un fatto sporadico.

Il viaggiatore tipo è ossessionato dal Wi-fi

Secondo alcuni dati pubblicati da TripAdvisor, i servizi che i viaggiatori considerano più importanti quando prenotano sono: Wi-Fi gratuito (74%), colazione inclusa(60%), servizi in camera(58%), navetta dall’aeroporto(35%) e il personale che sappia parlare la propria lingua(35%).

Piccoli dettagli che aiutano ad apparire più attrattivi, perché è vero che l’abito non fa il monaco, ma spesso aiuta.

Contenuti video: il futuro della promozione alberghiera

Promozione alberghiera attraverso contenuti video

Ormai il mondo è sempre più smartphone e lo stesso Mark Zuckerberg a partire dal 2012 aveva dichiarato più volte che la strategia di Facebook degli ultimi anni si era basata sul concetto di “mobile first”.

Ora che lo scopo sembra essere stato raggiunto, Zuckerberg dal palco del Mobile World Congress di Barcellona ha rilanciato affermando:

“La maggior parte dei contenuti che fruivamo dieci anni fa erano testo, poi foto, e ora stanno rapidamente diventando video”.

Ha poi proseguito: “questo perché stiamo entrando in un mondo in cui, tra qualche anno, la stragrande maggioranza dei contenuti che le persone consumeranno online saranno video”.

È innegabile come i video stanno diventando sempre più popolari su Facebook anche perché facilmente fruibili e spesso di brevissima durata. Le nuove generazioni che stanno crescendo adesso, che sono i clienti di domani, sono generazioni prettamente visive, amano guardare piuttosto che leggere, e la prova è data dal successo di piattaforme come Instagram o Snapchat.

Racconta una storia

– Il segreto per creare dei buoni video di promozione alberghiera è il saper raccontare la vita “in pillole” della vostra attività, una sorta di virtual tour che sappia affascinare il cliente. Se avete un agriturismo con un maneggio di cavalli non potete non filmare il momento in cui effettuate escursioni a cavallo oppure l’attimo in cui sfornate i cornetti caldi pronti per essere serviti a colazione. Il turista che sbircia i video sulla pagina Facebook si sentirà coinvolto emotivamente e tenderà a prenotare più facilmente se conosce già quel luogo che gli avete mostrato attraverso i vostri occhi. Se si riesce a trasmettere l’atmosfera che si respira nella vostra struttura siete già a metà dell’opera, specialmente se il potenziale cliente lo sta guardando mentre si trova in ufficio, immerso nel lavoro e desidera fortemente una vacanza. Un po’ come l’attività di pianificazione di cui vi avevamo parlato qui.

3 consigli per un buon video di promozione alberghiera

Gli ingredienti per realizzare uno short-video coinvolgente di promozione alberghiera sono essenzialmente tre.

  • Durata: Deve essere un attimo di vita intensa della vostra struttura, che sia la preparazione di un piatto del vostro chef, il massaggio nel centro relax o un tramonto con vista mare dall’ultimo piano dell’hotel, l’importante è che la durata sia inferiore ad un minuto. Dovete coinvolgere ma allo stesso tempo incuriosire, così che il cliente faccia ulteriore ricerche all’interno del vostro sito.
  • Riprese e montaggio: Se non potete affidarvi ai servizi di un professionista per realizzare questi mini-sport, potrete adattarvi con il vostro smartphone, purché sia di fascia alta o con una reflex. Successivamente potete curare il montaggio con programmi come Magisto(smartphone) oppure VSDC (desktop).
  • Emozionare: solo voi potete far identificare i vostri potenziali clienti con quello che offre la vostra struttura. Più avrete soggetti da mostrare, più il vostro prodotto sembrerà attrattivo e sarete in grado di mostrare l’unicità della vostra attività.

Secondo alcune statistiche entro il 2019 i video occuperanno circa il 75% dello spazio nei social network. State ancora pensando se valga la pena mettersi alla prova?

Il sito web della mia struttura non genera abbastanza prenotazioni: i consigli dell’esperto

il sito non genera prenotazioni

Il 90% delle piccole strutture lamenta che il proprio sito web ufficiale non generi sufficienti prenotazioni dirette, la percentuale scende al 75% per quelle medie ed il 60% per quelle grandi.

Come prima cosa dobbiamo capire che cosa significhi “sufficienti prenotazioni”, dobbiamo quindi definire delle metriche che ci permettano di misurare come il nostro sito stia performando.

Prima cosa? Misurare i dati!

Per prima cosa fatevi installare dal nostro webmaster un analizzatore degli accessi e del traffico per il vostro sito, noi suggeriamo Google Analytics poiché è gratuito, potentissimo, molto granulare e in grado di integrare automaticamente con altri strumenti Google con AdWords e AdSense.

Una volta che avrete accesso ai dati relativi alle visite del vostro sito, potrete capire se lo scarso numero di contatti e prenotazioni dirette sia legato ad un basso numero di visite al sito o se ci sono delle pagine che portano ad un drop degli utenti (chiusura del sito) maggiore rispetto ad altre.

Un altro dato prezioso da tenere in considerazione è la risoluzione dello schermo ed il browser degli utilizzato dagli utenti, è possibile che il vostro sito non sia ben visibile su schermi di una data dimensione, questo per motivi legati alla struttura della pagina. Risulta quindi importante provare insieme al proprio webmaster le varie risoluzioni ed assicurarci che il sito sia fruibile ottimamente per ciascuna di esse.

Non abbiamo detto che il sito deve avere un booking engine, non lo abbiamo detto perché per noi è un requisito imprescindibile. In questo articolo abbiamo già descritto quali sono le caratteristiche di un buon booking engine. Quello che secondo noi è però fondamentale sottolineare (e che troppo spesso non viene considerato) è che “il booking engine genera più prenotazioni di quelle che arrivano direttamente tramite esso”. Vi spieghiamo meglio.

Un booking engine, rispetto ad una semplice pagina web statica in cui è mostrato il listino prezzi della struttura in base ai periodi dell’anno, offre al turista un modo veloce per generare un preventivo di quanto andrà a spendere nella combinazione: ospiti, periodo e tipologia di camera.

Per intenderci il booking engine deve essere il vostro biglietto da visita, il vostro parametro di successo.

L’utente utilizza il booking engine per conoscere il prezzo del suo soggiorno, nell’80% dei casi il potenziale cliente preferisce telefonare e prenotare. Ma come facciamo a sapere se una prenotazione telefonica è stata generata dal sito web e non da un portale di annunci o da una directory di strutture? L’unico modo per saperlo è chiederlo al cliente ed annotare nel proprio gestionale il canale di provenienza della prenotazione.

Per questa ragione è importante avere un PMS che renda facile segnare la sorgente di provenienza di una data prenotazione così da poter analizzare e studiare i dati.

Una volta venuti a conoscenza delle percentuali di prenotazioni divise per canali, possiamo raggrupparle nelle seguenti tipologie:

  • Diretta telefonica proveniente da sito;
  • Diretta telefonica proveniente da altro canale;
  • Tramite Booking Engine;
  • Portali OTA;
  • Agenzie;

Il nostro obiettivo è quindi quello di tenere la somma delle prime 3 tipologie intorno al 70%, il rimanente 30% sarà spalmato tra portali ed agenzie.

Ovviamente questi dati sono indicativi perché variano sia in base al periodo dell’anno ma anche dalla vostra tipologia di struttura (leisure VS business).

Se le percentuali di prenotazioni dirette sono più basse, allora possiamo dire con buona probabilità che il sito web non converte come dovrebbe, abbiamo quindi un margine di miglioramento su cui lavorare.

Miglioramento di aspetti tecnici del sito:

Il primo punto di intervento è il miglioramento del layout del sito, una grafica moderna con grandi foto renderà l’utente più propenso a continuare la navigazione ed a prenotare, questo perché una bella foto ha una potenzialità comunicativa enorme. Considerate che i Millenials, l’utenza più presente sul web che va dai 25 ai 34 anni, tende a valutare i contenuti in base alle foto, e non al testo.

Una volta che il vostro sito è impeccabile dal punto di vista dell’estetica dobbiamo assicurarci che sia adatto a tutte le tipologie di schermi (dal desktop ai cellulari), un numero sempre maggiori di utenti cerca l’hotel tramite lo smartphone, ma la maggior parte delle prenotazioni vengono poi finalizzate sul desktop.

Abbiamo detto che un sito con foto grandi e di impatto aiuta la conversione, è però altrettanto importante misurare i tempi di caricamento delle pagine del sito. Un sito che impiega più di 2.8 secondi per essere caricato ha il 30% in più di possibilità di perdere l’utente che lo richiede.

Per mettere alla prova il vostro sito potete usare degli strumenti di misurazione come Pingdom website speed test https://tools.pingdom.com .

Miglioramenti di aspetti UX del sito:

Rendete sempre chiara la call to action, ossia il pulsante che collega l’utente al vostro booking engine.

Per collegare il vostro booking engine al sito avete due opzioni tecniche: un link oppure un form.

Il link è la soluzione più semplice dal punto di vista implementativo, ad esempio un pulsante nel menu del sito con scritto “PRENOTA” o qualcosa di simile. Il problema però è che mettendo solo il link, l’utente che clicca sul collegamento si troverà poi in un’altra pagina dove dovrà inserire le date ed il numero di ospiti aggiungendo così uno step in più per l’utente, e come ben sappiamo ogni click aggiuntivo è un potenziale rischio di perdere il cliente e la prenotazione (possibile drop).

La soluzione alternativa (e migliore) è quella di utilizzare un form. Un form raggruppa una serie di campi di inserimento che permettono all’utente di indicare le date di arrivo e partenza ed il numero di ospiti direttamente dalla pagina del sito web, facendo click sul pulsante di invio il booking engine mostrerà già i risultati per la data selezionata, quindi le camere disponibili ed i relativi prezzi in base alla tariffa.

Altro aspetto molto importante è mostrare le promozioni attive direttamente sul proprio sito, a tale proposito il software Slope mette a disposizione un widget che permette al sito di aggiornarsi in automatico e mostrare un elenco delle promozioni create sul PMS ed acquistabili dal booking engine.

I vantaggi di usare un widget che si aggiorna in automatico sono molti:

  • Non dovete ricordarvi di aggiornare il sito quando l’offerta scade;
  • Non dovete togliere l’offerta quando questa non è più disponibile;
  • L’utente ha un collegamento veloce tra il sito e la specifica promozione;
  • Dovete intervenire aggiornando solo il vostro gestionale ed automaticamente si aggiornerà il sito ed il booking engine.

Ottimizzazioni del booking engine per ottenere prenotazioni

Come oramai detto più volte, il booking engine è uno strumento fondamentale per ricevere prenotazioni dirette, lo è ancora di più in determinate ore del giorno, o per meglio dire della notte.

Molti turisti cercano hotel tra le 21.00 e le 00.00, in questo lasso temporale è poco probabile che l’utente decida di telefonare in struttura per richiedere disponibilità e prenotare. Quello che spesso avviene in questi casi è che l’utente abbandona il sito sprovvisto di booking engine per prenotare da un portale OTA.

Oltre ad essere le prenotazioni OTA più costose in termini di commissioni si corre anche il rischio che l’utente cambi idea e scelga di prenotare il soggiorno presso un’altra struttura.

Quindi il nostro obiettivo è quello di semplificare quanto più possibile il flusso di prenotazione da booking engine, e per farlo possiamo decidere di accettare prenotazioni senza l’obbligo da parte del cliente di inserire i dati della propria carta di credito.

Il mercato turistico sta andando sempre più verso questa direzione, sempre più portali permettono infatti di prenotare soggiorni senza la necessità di lasciare acconti né documenti a garanzia, e dato che la competitività è in aumento la soluzione della prenotazione senza carta di credito è sempre di più in voga.

C’è realmente bisogno di curare tutti questi aspetti per ottenere più prenotazioni?

Booking engine, Property Management System, Channel Manager: vale davvero la pena curare tutto ciò?

Si, perché la concorrenza è sempre più agguerrita, ma allo stesso tempo la stragrande maggioranza delle attività partecipa a una fiera della mediocrità in cui spesso si stenta ancora a credere che il futuro possa passare veramente per questi strumenti.

L’attività di pianificazione delle offerte nel settore turistico

attività di pianificazione ed offerte in hotel

In un ambiente caratterizzato da grandi condizioni di dinamismo e di competizione come quello delle strutture ricettive, la gestione delle offerte deve essere fondata su un’accurata e razionale attività di pianificazione, programmazione e controllo dei risultati.

Per chi vuole pianificare offerte e promozioni ha essenzialmente bisogno di 2 strumenti: un piano degli eventi futuri presenti nella propria città/regione e una mailing list.

L’attività di pianificazione in hotel

L’attività di pianificazione è utile per tracciare la rotta da seguire, la strada da percorrere per ottimizzare e programmare gli eventi futuri.

Nel momento in cui viene elaborata la strategia, e sono state definite le previsioni di vendita in grado di dare un responso chiaro sull’attività da intraprendere, è il momento di mettere in pratica le proprie abilità: bisogna creare pacchetti legati ad eventi particolari come Halloween, Natale, Pasqua, eventuali ponti del 25 Aprile o del 1°Maggio.

Come in Exploro, dove si può pianificare un viaggio approfittando di buone occasioni a prezzi concorrenziali.

Secondo un recente studio la pianificazione strategica, pratica che per l’appunto prevede la programmazione di offerte specifiche nel medio-lungo periodo, viene affrontata solo 5 volte su 100 dagli albergatori.

È difficile capire quale sia il motivo per cui un settore dinamico come il settore ricettivo non programmi le proprie attività per tempo, tuttavia se si inizia a lavorare sulla propria nicchia con costanza e un pizzico di furbizia, i risultati non tarderanno ad arrivare.

L’importanza della mailing list 

Proprio per questo ci sono alcuni stratagemmi per evitare che le offerte arrivino troppo tardi ai clienti.

Uno di questi è la pianificazione delle newsletter, ovvero l’email marketing attraverso una mailing list.

Proporre le proprie offerte è un modo estremamente efficace per raggiungere nuovi clienti o fidelizzare quelli già acquisiti.

I vantaggi dell’email marketing per gli hotel sono diversi:

  • Rispetto ai tradizionali strumenti di marketing, l’invio di grandi quantità di email ha un costo molto ridotto.
  • Il cliente va attratto, magari a novembre non ha ancora programmato il suo Capodanno e l’arrivo della vostra mail potrebbe catturare la sua attenzione.
  • Un messaggio di posta elettronica arriva in tempo reale, si tratta di uno dei metodi più rapidi per comunicare con il proprio cliente.
  • L’invio di newsletter consente all’hotel di veicolare un messaggio ad un target specifico, in base all’età, area geografica o interessi specifici.

In ambito turistico, l’email marketing è una delle migliori forme per contattare numerosi potenziali clienti a costi ridotti ed in tempi brevissimi.

Programmare le attività per tempo è dunque di fondamentale importanza, sia per il cliente, sia per l’albergatore.

Al contrario, non programmare, induce a commettere facilmente errori. Ciò conduce a decisioni affrettate e, in ultima analisi, solo a rincorrere la concorrenza.

Come posizionare l’hotel su Google: 5 cose da sapere

come posizionare hotel su google

L’acronimo SEO sta per Search Engine Optimization che in italiano si può tradurre con “ottimizzazione per i motori di ricerca”.

In parole povere, il SEO è l’insieme delle tecniche e delle strategie che permettono ad un sito web di essere mostrato come risultato in seguito a certe chiavi di ricerca. Le tecniche SEO sono molteplici e per essere applicate in modo efficace e con successo, richiedono studio ed esperienza, ma anche solo conoscere delle basi può essere di notevole aiuto per migliorare il posizionamento del vostro hotel su Google.
Il fattore di maggior peso in relazione al posizionamento è offrire nel sito web della struttura un contenuto rilevante, in linea con la ricerca dell’utente.

Il modo migliore che un hotel può impiegare per realizzare contenuti di alto livello per gli utenti, è quello di mettersi nei panni dei propri clienti e chiedersi quali siano le ricerche effettuate durante la programmazione di un soggiorno. Investire nella creazione di ottimi contenuti di approfondimento sul sito dell’hotel, è una delle attività che ripaga di più in termini di posizionamento, visite e conversioni.

Searchmetrics, una delle più importanti aziende SEO degli USA, ha pubblicato l’ultima edizione del suo Ranking Factorsuna guida importante per capire in che modo effettuare il posizionamento organico della vostra struttura ricettiva. Ora che le cose sono un po’ cambiate, al centro di tutto ci sono gli utenti e i contenuti. Ecco i punti più importanti (elencati casualmente e non in ordine di importanza) del whitepaper del sito ufficiale.

La qualità del contenuto viene valutata dagli utenti

I comportamenti degli utenti di fronte ad un certo contenuto fanno capire a Google quanto questo contenuto venga valutato. Un sito web con un tempo medio di permanenza alto, un basso tasso di rimbalzo (utenti che visualizzano una sola pagina e poi chiudono il sito) e la partecipazione con commenti, sono tutti indici fondamentali di apprezzamento che premieranno la pagina a livello di posizionamento.

Questi (e altri) dati vengono presi da Google dai propri risultati di ricerca (Chrome, Google Analytics e Android). Secondo Searchmetrics, le pagine che si trovano nella posizione 1-3 hanno un CTR medio del 36%, il tasso di rimbalzo per i risultati della pagina al primo posto è del 46% e il tempo di permanenza nei top 10 URL è di 3 minuti e 10 secondi. La cosa importante è quindi creare dei contenuti di qualità che accontentino sia gli utenti che i motori di ricerca, perché il contenuto di un pagina o un sito risulta rilevante per Google se gli utenti dimostrano di apprezzare quella determinata pagina o sito. In particolare, i contenuti delle pagine devono rispondere in modo efficace ed efficiente ai bisogni delle persone.

I contenuti proposti, la scelta delle parole chiave e le scelte SEO devono essere in grado di garantire una risposta di qualità alle esigenze degli utenti.

Correlazione tra posizionamento e segnali sociali

Secondo Searchmetrics, esiste una correlazione estremamente alta tra i segnali sociali e il posizionamento (questo riguarda tutti i social network), e le pagine nelle posizioni più alte delle SERP hanno anche un grande apprezzamento sui social (anche se non è corretto dire che molte condivisioni su Facebook o Twitter influenzino il posizionamento).

Se si esclude, da una parte, l’influenza che possono avere i segnali sociali in termini di velocizzazione della scoperta e di indicizzazione di una risorsa e, dall’altra, il plus dato da Google+ nel mostrare nelle ricerche personalizzate risultati ben posizionati provenienti dalla propria cerchia di followers, non c’è nessuna giustificazione che faccia pensare che un segnale sociale possa influenzare il ranking.

L’unica cosa che si può fare è che se si riesce a produrre tanti segnali sociali e di qualità, indirettamente ne trarrà beneficio in termini di posizionamento anche la pagina web, perché ci saranno sicuramente più possibilità di acquisire links in entrata, che sono essenziali.

Rilevanza dei contenuti e intento degli utenti al primo posto per l’hotel su Google

Questo è quanto possiamo trarre dal whitepaper del sito ufficiale di Searchmetrics: oggi, il principale scopo della SEO e di chi fa marketing è quello di creare dei contenuti rilevanti che rispondano agli scopi degli utenti. La rilevanza di un contenuto misura quanto sia rilevante un contenuto rispetto alla query di ricerca.

Quello che intendiamo solitamente con “contenuto rilevante” è un contenuto che oltre a rispondere a quanti più quesiti possibili, sia anche in grado di affrontare gli aspetti più importanti dell’argomento. In questo modo vengono definiti il contenuto olistico e comprensivo. L’obiettivo comune tra un operatore SEO e un motore di ricerca deve essere quello di fornire agli utenti web risultati rilevanti in funzione delle loro ricerche. La comprensione del pubblico di riferimento diventa quindi l’elemento cruciale per creare una strategia di marketing dei contenuti efficace.

In conclusione, anche quando viene redatto un contenuto di approfondimento per l’hotel, è importante anche tener conto di tutti quei quesiti che gli utenti online si pongono in merito, cercando quindi di rispondere in maniera esaustiva a tutti i dubbi di quelli che potrebbero essere i potenziali clienti.

Il peso dei backlink nel posizionamento dell’hotel su Google

I backlink sono i link ricevuti da un sito e, sebbene siano importanti, non sono più ormai gli unici fattori su cui viene basato il posizionamento dell’hotel su Google. Esistono ancora dei sistemi che permettono di ottenere molti link in un colpo solo (di solito sono a pagamento), e ciò in un primo momento può influenzare positivamente il posizionamento. Tuttavia, il rischio che questi siti che offrono link a pagamento vengano riconosciuti dai motori di ricerca come fonti inattendibili e considerati segnali negativi è molto alto. I motori di ricerca potrebbero portare in posizioni infime il vostro sito e recuperare il danno fatto sarebbe molto difficile, essendo quasi impossibile richiedere la rimozione alle centinaia di siti su cui esistono i link.

Attenzione perché utilizzare backlink di scarsa qualità può incidere davvero negativamente sul posizionamento del vostro hotel su Google.

I posizionamenti top di Google potrebbero essere raggiunti dai siti a seconda dell’argomento, anche senza un gran numero di backlink di qualità. Inoltre, anche i backlink nofollow hanno una buona correlazione con i risultati più in alto in classifica.

Fattori tecnici adeguati

Unire il rigore e la qualità tecnica del sito online alla rilevanza dei testi è essenziale per raggiungere un buon posizionamento. Facilmente accessibile, facile da consultare e ottimizzata dal punto di vista tecnico: sono le caratteristiche fondamentali che deve avere una pagina per raggiungere i vertici di Google, oltre che possedere dei contenuti ben fatti e rilevanti. Non sarebbe una cattiva idea eseguire una Tech Audit al proprio sito web. La Tech Audit è un documento di analisi delle criticità e rilevamento delle opportunità attualmente presenti all’interno del sito. Dopo l’esecuzione di un’analisi del genere, possiamo trarre preziose informazioni sull’ottimizzazione tecnica.

Tra le caratteristiche tecniche fondamentali che devono essere rispettate, troviamo il protocollo HTTPS (che garantisce la sicurezza dei dati ed è un fattore di ranking che avrà sempre più importanza in futuro), i link interni (con una struttura basata su organizzazione delle informazioni, gerarchia delle pagine e sulle pagine ottimizzate per le keyword con maggiori volumi di ricerca) e la struttura mobile friendly (negli ultimi anni si è verificato un aumento notevole dell’utilizzo dei dispositivi mobili, fenomeno che ha molto condizionato il mondo del business; inoltre dal 2015 Google premia con un migliore posizionamento nella SERP dei motori di ricerca i siti che sono mobile friendly).

Ecco perché è fondamentale affidarsi ad un’agenzia web che sappia realizzare un sito funzionale, veloce e che abbia le caratteristiche sopra elencate.