In questo articolo indosseremo i panni di tutti quei direttori di hotelche hanno bisogno di fare chiarezza su alcuni concetti relativi alla tassa di soggiorno, imposta che spesso viene presa “sottogamba” ma che in realtà non va sottovalutata, soprattutto a causa delle multe in cui si può incappare.
La Tassa di Soggiorno è stata introdotta con il Decreto Legislativo n. 23 del 14 marzo 2011 ed ha messo a disposizione dei Comuni italiani con un’alta affluenza turistica, la facoltà di poter applicare un’imposta a quei turisti che vanno a soggiornare nelle strutture alberghiere, hotel, bed e breakfast e campeggi territorialmente presenti nel Comune.
Ogni Comune ha piena flessibilità circa la definizione degli importi e le regole di applicazione.
Ogni comune va a definire le categorie di quegli ospiti esenti dalla tassa di soggiorno. Da quest’ultima sono ovviamente esenti coloro che risiedono nel comune. Inoltre sono previste delle esenzioni, che variano di comune in comune, per:
Le tariffe da applicare per la tassa di soggiorno variano di comune in comune a seconda della delibera della Giunta comunale.
L’imposta di soggiorno è determinata per persona e per pernottamento ed è articolata in maniera differente tra le strutture ricettive.
Ad esempio in una stessa città, un hotel a 3 stelle si trova ad applicare €1,50 a persona per l’imposta di soggiorno, mentre un Bed and Breakfast si trova ad applicare €1,00 ed un campeggio €0,50.
Ogni Comune può anche decidere in piena autonomia anche la durata dei giorni per cui il turista deve pagare l’imposta. Alcune città decidono di non far pagare più l’imposta dopo un determinato numero di pernottamenti.
Facciamo un esempio:
Mario Rossi decide di soggiornare a Roma in un hotel 3 stelle per 3 notti. Il prezzo dell’imposta di soggiorno per gli hotel 3 stelle è di €4,00 al giorno, quindi l’imposta che Mario Rossi si troverà a versare alla fine del suo soggiorno sarà di €12,00.
Diverso il caso in cui Mario Rossi decidesse di soggiornare sempre a Roma in un hotel 5 stelle, dove l’imposta arriva a €7,00 giornalieri per un totale di €21,00.
| Città | 4 stelle | 3 stelle | B&B | Non si applica oltre: |
|---|---|---|---|---|
| Roma | € 6,00* | € 4,00 | € 3,50 | 10°notte |
| Milano | € 5,00 | € 4,00 | € 2,00 | 14°notte |
| Genova | € 2,00 | € 1,00 | € 1,00 | 8° notte |
| Salerno | € 3,00 | € 2,00 | € 1,00 | 5°notte |
L’albergatore è innanzitutto obbligato ad informare i propri ospiti dell’applicazione dell’imposta di soggiorno, specificandone entità ed eventuali esenzioni.
Il gestore della struttura ha l’obbligo di dichiarare nel periodo di tempo stabilito dal comune (può essere ogni mese come ogni tre mesi) il numero dei clienti che hanno soggiornato presso la propria struttura specificando il numero dei pernottamenti, ed eventuali soggetti esenti, andando così a calcolare l’imposta dovuta.
Gli albergatori che riaddebitano al proprio cliente l’importo dell’imposta di soggiorno (o il contributo di soggiorno) devono inserire, nell’eventuale fattura elettronica che emettono, il codice natura N1 (escluso Iva) e non N2 dedicato alle operazioni «fuori campo Iva».
Il codice di Natura N1 – escluse ex art. 15 comprende tutte le spese che ricadono in:
Mentre le operazioni N2 (Fuori campo iva) riguardano :
Quindi il codice N1 si utilizza, di norma, quando un soggetto anticipa spese per nome e per conto di un terzo, come nel nostro caso la tassa di soggiorno.
Lato turista: al termine del soggiorno, il turista versa al gestore della struttura ricettiva la tassa che si va a sommare al costo del pernottamento.
Lato gestore: il gestore della struttura ricettiva effettua il versamento al comune di appartenenza entro i termini e con la modalità prestabilite.
Alcuni comuni mettono a disposizione dei gestori delle strutture ricettive, un portale web tramite il quale è possibile segnalare mensilmente gli importi di tassa di soggiorno incassati. Qualora questo non fosse possibile, si invia il materiale cartaceo o attraverso PEC (posta elettronica certificata).
Non c’è bisogno di un software dedicato, è infatti sufficiente (e raccomandato) avere un software gestionale per hotel (PMS) che sia in grado di:
Il software gestionale per hotel deve mettere a disposizione del gestore un report chiaro e dettagliato che permetta all’albergatore di comunicare con esattezza e chiarezza quei dati al comune.
Se ci si sbaglia c’è il rischio di pagare multe salatissime, quindi è decisamente più sicuro scegliere di affidarsi ad un software gestionale in grado di snellire e semplificare il lavoro.
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