Channel Manager Airbnb; 3 consigli per utilizzare Airbnb nel modo giusto!

Channel Manager Airbnb

Se sei il gestore di un hotel con buona probabilità ti starai chiedendo se e come mettere in vendita le tue camere anche sul portale Airbnb con un Channel Manager Airbnb.

In questo articolo daremo alcuni consigli pratici su come fare le scelte giuste ed evitare di commettere errori. Vogliamo condividere alcuni consigli su come ottimizzare la gestione delle tariffe e delle disponibilità, tenendo conto del nuovo paradigma di commissioni introdotte dal portale.

Come ben saprai, Airbnb ha segnato una svolta nel modo di viaggiare di milioni di turisti, la startup californiana nata nel 2007 a San Francisco mette a disposizione nel proprio sito ogni tipo di soluzione: da case bellissime ad appartamenti semplici, passando a case sull’albero fino ad antiche abbazie.

3 milioni di strutture in 191 paesi, 65.000 città e 150 milioni di ospiti

Di recente Airbnb sta strizzando l’occhio agli hotel, specialmente quelle strutture che offrono al turista una vacanza “esperienziale”, cerchiamo di snocciolare meglio questo concetto.

Airbnb per Hotel

L’obiettivo di Airbnb è quello di aumentare la propria offerta, ponendosi come traguardo quello di arrivare nel 2028 ad un miliardo di ospiti all’anno.

Attualmente su Airbnb sono disponibili più di 180.000 B&B e oltre 55.000 camere di hotel boutique. Con questo scopo, una delle novità introdotte negli ultimi mesi e più dibattute del 2018 è stata proprio l’apertura di AirBnb agli hotel.

All’albergo che desidera vendere le proprie camere sul portale viene richiesta una apparentemente vantaggiosa commissione che va dal 3% al 5% (l’importo varia a seconda di tariffe flessibili e politiche di cancellazione).

Se dal canto dell’albergatore le commissioni sono ridotte e molto appetibili, c’è da tenere conto che il turista, d’altra parte, si troverà però a pagare una commissione che varia fra il 10% ed il 15% del totale.

Andando quindi a sommare le due percentuali di commissioni, sia quella a carico dell’hotel che quella sulle spalle del turista, è facile vedere come dopotutto abbiamo un allineamento dei costi a quelli che sono i costi dei principali portali OTA.

1) Perchè ho bisogno di un channel manager per gestire Airbnb?

Quasi sempre un hotel vende le proprie camere tramite molti canali sia questi online che tradizionali. Gestire manualmente le disponibilità, restrizioni e tariffe è un’impresa titanica che va assolutamente delegata ad un software, per questa ragione sono nati i “channel manager”.

L’hotel che sceglie di mettere in vendita i propri alloggi anche su Airbnb deve quindi assolutamente includere questo canale tra quelli sincronizzati dal suo channel manager così da automatizzarne la gestione.

Ci aspettiamo quindi che un channel manager Airbnb sia in grado di comunicare a 2 vie con il portale; a 2 vie significa che è in grado di inviare aggiornamenti dal gestionale al portale, ma può anche ricevere le prenotazioni ed inserirle nel planning del gestionale stesso.

Le limitazioni della connessione channel manager tramite iCal

Airbnb offre a tutti gli utenti la possibilità di aggiornare le aperture e le chiusure tramite la condivisione di un calendario in formato iCal.

ICal è uno strumento molto limitato perché permette all’hotel di sincronizzare solamente le aperture e le chiusure ma non offre modo di inviare informazioni al portale circa restrizioni (soggiorno minimo, soggiorno massimo…) e prezzi.

Come si può facilmente intuire, questa è una limitazione accettabile per chi gestisce realtà molto piccole (uno o due appartamenti) ma diventa ingestibile per un hotel che applica repentine variazioni di prezzo e riceve molte prenotazioni.

2) Connettere il Channel Manager Airbnb a 2 vie:

Un hotel che vuole vendere su Airbnb ha quindi l’obbligo di dotarsi di un channel manager Airbnb che sia a 2 vie, ossia in grado di aggiornare Airbnb con:

  • prezzi;
  • restrizione soggiorno minimo;
  • restrizione soggiorno massimo;
  • disponibilità;
  • chiusure.

Ma deve essere anche in grado di ricevere aggiornamenti in tempo reale sulle prenotazioni registrate, facendo sì che queste vengano inserite nel software gestionale (PMS) dell’hotel in maniera automatica.

3) Come costruire la propria strategia per la gestione dei prezzi su Airbnb

Come spiegato nell’introduzione, il “ metodo di Airbnb ” delle commissioni applicate a ciascuna prenotazione è diversa rispetto ai principali portali utilizzati dagli hotel. Per tale ragione l’albergatore deve ragionare con attenzione sui prezzi e le tariffe che intende inviare ad Airbnb.

Qual è il rischio?

Se non si fanno i conti nel modo corretto, si finisce “fuori prezzo”, creando discrepanze fra il proprio sito web o le altre OTA su cui si sono messe in vendita le camere.

Rispettare il concetto di “Parity Rate”, ossia vendere allo stesso prezzo su tutti i canali, diventa più complicato perché bisogna tenere in considerazione la diversa forma delle commissioni applicate da Airbnb.

Ma anche nel caso in cui l’albergatore non intenda rispettare il concetto di “parity rate” è comunque importante definire un piano di aggiornamento dei prezzi che sia definibile a livello di channel manager e applicabile in modo automatico.

Facciamo un esempio!

Quindi per fare un esempio pratico, capita di parlare con albergatori che desiderano vendere una camera a:

  • 100,00€ sul proprio booking engine (prenotazione diretta);
  • 110,00€ sul portali OTA (e.g. Booking.com, Expedia);
  • 100,00€ su AirBnb.

Il motivo per cui il prezzo su Airbnb sembra essere più basso è perchè va tenuto conto che il turista in fase di acquisto della camera dovrà pagare una commissione aggiuntiva che porterà il prezzo finale della camera a 115,00€.

Ovviamente non tutti scelgono di operare in questo modo, ma in ogni caso è necessario utilizzare un channel manager che sia in grado di modulare i prezzi inviati ai vari canali sulla base di regole impostabili.

Il portale AirBnb è entrato come un tornado nel settore hotel boutique.

Questo vuol dire che sarà uno strumento che crescerà sempre di più e ricoprirà sempre di più un ruolo di alto livello. Per questa ragione è importante capire bene come utilizzarlo al meglio, analizzando con dovizia come creare una strategia tariffaria in grado di fronteggiare questo nuovo paradigma di vendita.

Slope Channel Manager

Se ti stai chiedendo se il Channel Manager di Slope è in grado di aiutarti nella gestione dei vari canali OTA, tramite l’aggiornamento automatico di prezzi, disponibilità e prenotazioni… la risposta è SÌ!

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