Cosa valutare quando si sceglie un software (per hotel e non solo) | Podcast Ep.73

Cosa valutare quando si sceglie un software (per hotel e non solo)

Uno degli scopi del podcast Ospitalità 4.0 è quello di spiegare come semplificare e automatizzare i processi aziendali in ambito alberghiero attraverso l’utilizzo di strumenti software. 

Nella sessantatreesima puntata Edoardo, marketer di Slope, con l’aiuto di Marco che è anche ingegnere informatico, cercherà di capire come valutare la scelta di un software per il proprio hotel, e non solo. 

I software non sono tutti uguali

Inizialmente quando ci si approccia alla scelta di un software si vanno a valutare più prodotti.

In questa valutazione iniziale si leggono le descrizioni delle diverse funzionalità, si sbirciano i video dimostrativi e si cercano in rete i feedback degli utenti. 

Capita spesso di sentirsi ripetere la frase “questi sono software sono tutti uguale, l’uno vale l’altro”. 

Nelle prossime righe cercheremo quindi di spiegare nel modo più semplice possibile quanto questa affermazione sia fuorviante.

Di quali funzionalità ho bisogno? 

Se ci mettiamo nei panni di un utente in fase di scouting di un software, le attività iniziali più comuni sono l’analisi e lo studio dei siti web alla ricerca delle feature di nostro interesse, e dunque il must have per l’utilizzo pratico nella nostra struttura, senza dovere però stravolgere quelle che sono le nostre abitudini. 

Dunque la prima cosa da fare sarà controllare nel sito web di uno specifico prodotto software se sono presenti i strumenti e le funzionalità di nostro interesse. 

Ricordatevi che durante questo processo va comunque tenuto un occhio di riguardo in quanto NON è detto che tutte le funzionalità che vengono elencate e descritte nel sito siano effettivamente presenti nel prodotto finale, o perlomeno non nella forma in cui ci sono state presentate. 

Cosa ne pensano gli altri utenti? 

Così come i viaggiatori si informano sulla reputazione di una struttura prima di prenotare, gli utenti si informano sull’esperienza di chi già utilizza quel software. 

Se le recensioni sono convincenti lo step successivo può dunque essere quello della demo, in cui avremo di possibilità di provare il programma gratuitamente per comprendere se lo stesso fa al caso nostro. 

Lo stack tecnologico

Risulta ora necessario definire un termine quale sia lo stack tecnologico utilizzato.

Con questo termine intendiamo l’elenco degli strumenti software impiegati per costruire quella piattaforma tra cui rientrano: i linguaggi di programmazione, i framework e altri strumenti tecnici informatici e di programmazione. 

Gli stack tecnologici sono molti e per questo motivo ne possiamo trovare di vecchi, di recenti e di ultima generazione

É però chiaramente complicato per qualcuno che non ha competenze informatiche riuscire a capire lo stato dello stack tecnologico.

Tuttavia è possibile riuscire a comprendere “l’era geologica” di un programma da una serie di caratteristiche basilari. 

Non sempre essere sul “mercato da più di trent’anni” è una garanzia garanzia di successo, se la piattaforma su cui gira non è al passo con i tempi e non è stata aggiornata. 

Stare al passo con i tempi significa infatti avere una maggiore flessibilità con lo sviluppo dei framework, avere un’interfaccia grafica gradevole e avere una responsiveness del sito elevata.

Scegliere dunque una piattaforma che non sia datata può rivelarsi la scelta migliore, ma la bravura sta proprio nell’essere in grado di valutare questa eventualità, che non è di certo cosa facile. 

La distinzione tra on premise e cloud

Una prima azione da compiere per riuscire in questo compito è attuare una distinzione tra software on premise e cloud.

Quello cloud è uno standard sempre più diffuso per costruire, aggiornare e rilasciare applicazioni web accessibili online senza la necessità di avere installato un unico supporto fisico. 

Quello on premise è al contrario un software che viene installato all’interno di un server collocato poi all’interno di una struttura ricettiva. Il problema di questi ultimi, spesso, è che tendono ad avere un’architettura tecnica più vecchia rispetto ai programmi cloud e dunque più difficili da mantenere ed espandere. 

Quando il software è un albero morto

Un esempio da fare in questo caso è quello “dell’albero morto”. 

Immaginiamo un’applicazione vecchia, non più attiva e aggiornata, come un grande albero morto che non evolve più, e che al massimo tende a rimanere aggiornata con gli adeguamenti imposti dalla legge (fatturazione elettronica, corrispettivi telematici, comunicazioni online con enti nazionali). 

Optare per un prodotto che oggi ha ciò che mi serve ma che NON ha una prospettiva di sviluppo e di evoluzione verso il futuro (e che dunque non seguirà il mercato) non è certamente la strada più saggia da intraprendere. 

In questo caso, oltre allo stack tecnologico, torna molto utile avere accesso ed analizzare il change log del software preso in considerazione. 

Quest’ultimo non è altro che l’elenco di tutte le modifiche che sono state apportate al software in un determinato arco temporale per constatare come lo stesso si sia evoluto e cambiato. Anche questo però è uno strumento piuttosto tecnico, comprensibile solo per coloro che hanno un minimo di background in programmazione. 

L’interfaccia grafica come campanello d’allarme

Una tecnica che può essere alla mano di tutti per valutare la bontà del software è analizzare l’analisi dell’interfaccia grafica

Se vediamo per esempio che il software è poco chiaro, strutturato con tasti pensati e posizionati male, poco consistenti e con testi confusionari allora possiamo solo immaginare in che condizioni sia stato sviluppato il codice con cui è stato creato il programma. 

Notare in che modo e quanta cura i sviluppatori investono all’interno di un’applicazione è quasi sempre una garanzia di un prodotto ben fatto ed efficiente.

In questi casi dunque si può certamente affermare che è proprio l’abito a fare il monaco. 

A quale azienda mi sto affidando?

Quando scegliamo di acquistare un software, oltre al programma stesso, “acquistiamo” anche il supporto dell’azienda che lo produce. 

Vogliamo quindi avere la certezza che a monte di tutto ci sia un team determinato e con una visione di sviluppo di medio-lungo termine e non un paio di programmatori che potrebbero “abbandonare la nave” quando non hanno più voglia.

Cercare il più possibile di studiare l’azienda e il team con il quale sto per entrare in contatto è perciò un passo cruciale nella scelta di un nuovo programma. 

Andiamo dunque alla ricerca di un’azienda ben strutturata, che ci garantisca una presenza solida e attiva nel futuro.


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