Marketing alberghiero: la bussola dell’albergatore smart

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Caro albergatore,
come avrai già notato, le esigenze e le preferenze del mercato turistico sono in continuo cambiamento e di conseguenza lo sono anche le strategie di marketing alberghiero e di promozione della propria struttura ricettiva.

Gli ultimi anni hanno visto il marketing web conquistare terreno passo dopo passo rispetto a quello che la i manuali definiscono il marketing “classico”. Oramai tutti gli albergatori, nonostante qualche iniziale diffidenza, si sono resi conto dell’enorme potenziale celato nei canali di diffusione e comunicazione online, strumenti che sono in grado di incrementare la visibilità del proprio hotel aumentando le prenotazioni dirette e la disintermediazione in generale.

I canali di vendita e comunicazione online sono tutti quei canali che permettono di accrescere la visibilità e la presenza della propria struttura alberghiera sul web. Questi canali spaziano dal sito ufficiale, ai portali OTA, fino all’engagement sui social network.

Con questo preambolo, non stiamo dicendo dicendo che il marketing digitale debba sostituire completamente il marketing tradizionale, le due modalità devono essere bilanciate e coesistere, tuttavia il web marketing permette un livello di interazione più forte e diretto tra cliente e struttura ricettiva nella fase di scelta della struttura ideale da parte del viaggiatore.

Perché il web marketing sta prevalendo?

La prima domanda da porsi non è tanto il perché il web marketing stia dominando sul marketing classico, perché la risposta è abbastanza scontata: “ormai se non sei presente online, non esisti”.
La domanda quindi da porsi è “perché non posso più farne a meno del web marketing?”.


Rispondiamo a questa epocale domanda con 3 motivi:

1) Il potere va verso i clienti connessi

La globalizzazione ha spianato il terreno di gioco, di conseguenza con una corretta strategia di web marketing si può arrivare praticamente ovunque.
Il boutique hotel di 30 camere può raggiungere clienti in tutto il mondo, e non deve farlo attraverso dispendiose campagne pubblicitarie sparate “sul mucchio” in televisione, in radio o sulla carta stampata. Può farlo attraverso inserzioni mirate ed altamente targettizzate che offrono anche risultati più precisi e misurabili attraverso il principio di domanda consapevole e domanda latente (ne abbiamo parlato qui).
In questo preciso momento storico il potere è in mano ai clienti connessi, ed è a loro che deve essere diretta la pubblicità web.

2) Fattore F

Philip Kotler, padre del marketing moderno, sostiene che la maggior parte dei clienti credono maggiormente nel “Fattore F (friends, families, Facebook fans) ossia amici, familiari e follower online.

Quindi passaparola, recensioni, brand… sono le chiavi che determinano la scelta di una struttura rispetto ad un’altra.

 

3) Marketing 75% – Vendita 25%

Emblematica è una frasi di Frank Merenda, esperto di marketing e di vendita, che afferma:
“Il segreto della vendita al giorno d’oggi è quello di capire che il 75% del lavoro si deve fare prima, e questo lavoro si chiama Marketing.
Il segreto è che – oggi più che mai – sono importanti le cose che fai prima di entrare in contatto con il cliente”.

Per questo motivo il marketing, ed in particolar modo il web marketing, deve essere in grado di attrarre l’attenzione dei clienti e comunicare in modo efficace la realtà della propria struttura ricettiva.

Quali sono i quattro punti cardinali del web marketing alberghiero?

Dopo aver toccato con mano, come il web sia ormai una fonte insostituibile per sviluppare la comunicazione e la promozione della propria struttura ricettiva, andiamo a definire quali sono i quattro punti cardinali del web marketing alberghiero.

  1. Content Marketing;
  2. Visual Marketing;
  3. Email Marketing;
  4. Social Media Marketing.


Sbirciando l’elenco ci si rende conto di come le voci elencate siano un vero e proprio
funnel (imbuto), infatti in una prima fase si vanno a creare i contenuti necessari a pubblicizzare la propria struttura ricettiva (content marketing). Questi contenuti devono essere presentati sotto una forma accattivante e professionale che abbiano quindi una determinata veste grafica (visual marketing).
A questo punto i contenuti vanno promossi; la promozione può avvenire tramite diverse strategie come ad esempio l’email marketing o sia attraverso i social media. I social media sono un veicolo promozionale dalle dimensioni smisurate e un passaggio importante per raggiungere il fine ultimo ossia le prenotazioni dirette.

Per affrontare in maniera approfondita tali temi, abbiamo dedicato un articolo a ciascuno di essi, è sufficiente cliccare nei link per essere reindirizzati al rispettivo argomento di marketing alberghiero.

Buona lettura 🙂

Come impostare tariffe e prezzi per il tuo hotel

Breve guida pratica su come creare una strategia tariffaria semplice ma efficace per il tuo hotel

In questo articolo parleremo di una possibile strategie di base da seguire per impostare correttamente tariffe e prezzi per la propria struttura ricettiva.

Tale esigenza nasce dal voler applicare una politica tariffaria alberghiera che sia ponderata e basata sull’analisi dei costi, questi valori devono essere analizzati con attenzione al fine di creare una corretta strategia di gestione alberghiera.

In base al contesto in cui si trova la struttura e alla tipologia della stessa le regole variano, quindi ad esempio un hotel business in zona fiere seguirà dei paradigmi diversi rispetto ad un resort boutique sulle colline della Toscana. Vogliamo però cercare di definire delle linee di base che possano essere applicate dalla maggior parte degli albergatori.

Abbiamo parlato di Tariffe e Prezzi in una puntata del nostro podcast!

Differenza tra “tariffa” e “prezzo”

Partiamo dalle basi, facciamo subito chiarezza definendo quella che è la differenza tra il concetto di “tariffa” e quello di “prezzo”.

Il prezzo è l’importo economico a cui vendiamo un alloggio per una data combinazione di tariffa e giorno, mentre una tariffa è la composizione di un nome, delle condizioni di prenotazione ed un trattamento di base.

Quindi per fare un esempio pratico una tariffa può chiamarsi “Bed And Breakfast non rimborsabile”. Come si intuisce dal nome la nostra tariffa “Bed And Breakfast non rimborsabile” sarà molto probabilmente una tariffa che prevede come trattamento di base quello di “soggiorno e prima colazione” (BB) che una volta prenotato non offre cancellazione gratuita.

Come definire le tariffe, un esempio pratico di strategia

Passiamo subito alla pratica, come presupposto per semplificare assumiamo che la vostra struttura ricettiva non abbia un ristorante interno o, anche se lo avesse, immaginiamo che preferiate non vendere insieme al soggiorno il trattamento di mezza pensione (MP) o pensione completa (PC).
Vogliamo quindi mettere in vendita solamente i trattamenti SP (solo pernottamento) e BB (Bed & Breakfast).

La prima cosa da fare è creare nel software gestionale del proprio hotel almeno 4 tariffe:

TrattamentoNome TariffaCondizioni
SPSolo pernottamentoCancellazione gratuita entro 7 giorni, addebito di 1 notte per cancellazioni entro 6 giorni
SPSolo pernottamento non rimborsabilePagamento anticipato – cancellazione non prevista
BBBed and BreakfastCancellazione gratuita entro 7 giorni, addebito di 1 notte per cancellazioni entro 6 giorni
BBBed and Breakfast non rimborsabilePagamento anticipato – cancellazione non prevista

Quanto descritto nella tabella sopra è una configurazione standard, alla quale va aggiunta però l’importante condizione di chiusura automatica delle tariffe non rimborsabili. La chiusura delle tariffe può essere impostata per 15 giorni prima della data di prenotazione. Ovviamente le prenotazioni non rimborsabili dovranno prevedere uno sconto rispetto alla tariffa “sorella” rimborsabile.

Quindi le prenotazioni non rimborsabili saranno acquistabili solamente se la prenotazione viene registrata con almeno 15 giorni di anticipo rispetto alla data di check-in.
Questa accortezza è necessaria per evitare che vengano vendute tariffe non rimborsabili “sotto data” rendendo sempre meno rilevanti e convenienti al cliente le tariffe “normali”.

Cosa vogliamo dire?
La probabilità che l’ospite Mario Rossi cancelli una prenotazione fatta 2 giorni prima del suo check-in è molto più bassa rispetto a quella di una prenotazione registrata con 2 mesi di anticipo.
Ma non solo, incentivando le prenotazioni anticipate con uno sconto l’albergatore registra prenotazioni con più anticipo ed ha così più tempo per pianificare ed ottimizzare.

come impostare tariffe e prezzi hotel

Come impostare i prezzi

Best Available Rate (BAR), Rack Rate e Bottom Rate

Una volta definite le tariffe da mettere in vendita dobbiamo capire che prezzi applicare al fine di essere competitivi e profittevoli.
Lo studio del giusto prezzo non è cosa banale e da prendere sottogamba perchè questo dipende da molti fattori non tutti facilmente misurabili.

Talvolta questo aspetto viene visto come la nuda e cruda gestione tariffaria, ossia il ribasso dei prezzi effettuato dall’albergatore in un determinato periodo dell’anno per mitigare una previsione di bassa occupazione, ma non è assolutamente così!

Molto spesso ci troviamo a parlare con strutture ricettive che impostano i loro prezzi sagomando quelli di un competitor. Questa strategia non è del tutto sbagliata ma è potenzialmente molto pericolosa.
La riteniamo pericolosa principalmente perché i prezzi che ne derivano non sono figli di un calcolo basato sui propri numeri ma sulle impressioni.

Spieghiamo meglio, quando diciamo calcolo “basato sui numeri” intendiamo dire che un hotel dovrebbe innanzitutto effettuare uno studio dei costi aziendali al fine di conoscere le proprie voci di costo (fisse e variabili) e, sulla base di questi, calcolare la Bottom Rate, ossia il prezzo minimo a cui è conveniente vendere una camera. Scendendo al di sotto del prezzo “bottom” i costi sono più alti dei guadagni e non è più conveniente vendere.

  
Costi fissiI costi fissi rappresentano quei costi che non vengono condizionati dalla maggiore o minore presenza di ospiti, ad esempio: costi per canoni di locazione o stipendi per il personale.
Costi variabiliI costi variabili sono invece determinati dalla presenza o meno degli ospiti e possono essere costi di lavanderia e biancheria oppure per materie prime legate alla prima colazione/buffet.
Bottom RatePrezzo al di sotto del quale vendere una camera diventa anti-economico

Attenzione al danno d’immagine

Per essere precisi possiamo dire che in certi casi il calcolo della bottom rate non guarda solo ai numeri dei bilanci dell’hotel ma tiene anche conto del danno di immagine arrecato vendendo alloggi ad un prezzo troppo basso.

BAR (Best Available Rate)

Dalla parte diametralmente opposta abbiamo la Rack Rate, questo invece è il prezzo massimo a cui si vuole vendere un determinato alloggio.

Tra questi due valori, che ovviamente variano per tipologia di camera, troviamo le “BAR” ossia le “Best Available Rates”. Questi sono i prezzi di vendita di una camera per un certo giorno.

Questi prezzi BAR per un determinato giorno variano (salendo e mai scendendo) sulla base di fattori come:

  • Tasso di occupazione;
  • Stagione o giorno della settimana;
  • Eventi e manifestazioni.

Quindi una volta che l’albergatore ha “scolpito nella roccia” quelli che per lui sono i prezzi minimi (bottom) e massimi (rack), l’applicazione dei prezzi (ossia delle BAR) viene fatto sulla base dei fattori del mercato.

Nell’esempio sotto andiamo a mostrare 3 diversi scaglioni di prezzo che possono essere applicati ad uno stesso alloggio. In genere il numero di BAR con cui lavora una struttura ricettiva media si aggira intorno a 6-7 così da dare modo all’albergatore di sagomare opportunamente il prezzo in base all’andamento del business.

Tipologia cameraNome Best Available Rate1 adulto2 adulti
MatrimonialeBAR 1 – basso afflusso (bottom rate)89€169€
MatrimonialeBAR2 – medio afflusso99€189€
MatrimonialeBAR3- alto afflusso119€219€

Come impostare le proprie tariffe sui portali OTA

portali OTA sono un validissimo partner per l’hotel che offre una vetrina di vendita irrinunciabile per moltissimi albergatori, è però importante impostare il proprio hotel in modo ponderato.

La prima regola base è quella di non vendere mai a prezzi più bassi sui portali rispetto al proprio booking engine o addirittura rispetto alle prenotazioni telefoniche/mail. Per questa ragione una strategia che può seguire l’albergatore può essere quella di scegliere di non vendere sul portale OTA le tariffe “non rimborsabile” e/o le tariffe “solo pernottamento”.

Il nostro suggerimento

Nel caso dell’esempio sopra in cui abbiamo creato 4 tariffe, una strategia che suggeriamo prevede la messa in vendita sui portali OTA di una sola tariffa ossia la tariffa B&B rimborsabile, applicando sui portali OTA gli stessi prezzi della tariffa acquistabile sul proprio booking engine, ma anche le stesse identiche condizioni di cancellazione (quindi rispettando la parità tariffaria).

Sul proprio booking engine sarà comunque possibile per il viaggiatore acquistare una camera ad un prezzo più basso scegliendo la tariffa con trattamento di solo pernottamento e le altre 2 tariffe non rimborsabili. Così facendo si da all’utente l’evidenza che prenotando direttamente si ha, se non altro, una più ampia scelta e convenienza.

Come far interfacciare il software gestionale ed il Channel Manager

Quanto descritto sopra può essere facilmente configurato all’interno di un software gestionale per hotel moderno come Slope.

La potenza di un software gestionale moderno sta nella possibilità di definite le regole tariffarie e di prezzo in fase di configurazione del proprio gestionale, una volta collegati al channel manager Slope i portali OTA, il sistema funzionerà in automatico sincronizzando prenotazioni, prezzi e disponibilità su tutti i canali di vendita dell’hotel (prenotazioni dirette, OTA, booking engine) seguendo le regole desiderate!

Fattura elettronica Hotel: come funziona e come gestirla in hotel

Fattura Elettronica Hotel

Nelle ultime settimane si è iniziato a parlare sempre più spesso dell’obbligo di emettere fattura elettronica tra aziende (B2B), quindi anche Hotel e strutture ricettive dovranno rispettare questo obbligo.
Ma in cosa consiste di preciso?

La legge sulla fatturazione elettronica che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2019 è un sistema che coinvolge diversi attori per gestire gli scambi commerciali B2B tra imprese e professionisti.
Questo processo graduale che vedrà abbandonare i classici carta e penna o documenti Excel porterà a rivoluzionare il mondo della fatturazione: infatti il nuovo processo prevede la generazione file XML, che dovranno essere firmati digitalmente, saranno inviati al SDI e dovranno essere conservati digitalmente.

ATTENZIONE: non stiamo parlano di un semplice file che va allegato ad una classica email, ma stiamo parlando di fatture emesse utilizzando un linguaggio standard (XML), firmate digitalmente e conservate a fini fiscali solo in digitale.

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Fattura elettronica con gestionale Slope

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Cos’è e come funziona la fattura elettronica?

La fatturazione elettronica è un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture che consente di abbandonare il supporto cartaceo con tutti i conseguenti costi di stampa, spedizione e conservazione.

Il formato con cui le fatture elettroniche devono essere prodotte, trasmesse, archiviate e conservate è un formato digitale chiamato XML (eXtensible Markup Language), un linguaggio informatico che consente di definire e controllare il significato degli elementi contenuti in un documento, verificando così le informazioni ai fini dei controlli previsti per legge.

Come compilare una fattura elettronica in hotel

Le caratteristiche tecniche di una fattura elettronica vengono regolamentate da appositi standard, per questo l’utilizzo di un software dedicato come Slope permette di semplificare e azzerare la possibilità d’errore nel momento in cui vengono emesse le fatture.

Come già detto, l’albergatore dovrà emettere la fattura in formato XML, firmarla digitalmente, inviarla e controllare lo stato del messaggio.

Per effettuare queste operazioni è indispensabile avere un software gestionale (PMS) che sia in grado di:

  • Generare una fattura elettronica in XML, rispettando la normativa;
  • Far firmare digitalmente la fattura elettronica;
  • Inviarla al SDI (sistema di interscambio);
  • Riceve le conferme di ricezione/accettazione in modo semplice e automatico.
  • Conservare a norma le fatture.

Come inviare una fattura elettronica in Hotel

La conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche

Un aspetto da non sottovalutare è quello relativamente alla conservazione delle fatture.

Non vi è alcuna differenza per un’impresa con partita IVA se si ricevono o si inviano fatture elettroniche, è comunque obbligatorio la conservazione sostitutiva per il tempo legale di 10 anni.

Conservare le fatture elettroniche non vuol dire archiviarle su servizi di hosting come Drive o simili. Conservarle vuol dire immagazzinarle in un sistema informatico che dia loro valore legale nel tempo.
Proprio per questo motivo evitate caldamente “soluzioni fatte in casa” che vi porterebbero a ricevere sanzioni salatissime.

La conservazione sostitutiva ha inoltre diversi vantaggi, tra questi elimina il rischio che le fatture vadano perse o distrutte ed abbatte i tempi per la ricerca e la consultazione delle stesse.

Fattura elettronica con Slope

Slope è in grado di rispondere all’esigenza di emettere una fattura elettronica, può infatti:

  1. Slope è in grado di prendere in carico la creazione del file XML della fattura elettronica, automatizzando la gestione del ciclo attivo, passivo e della conservazione a norma di legge per 10 anni presso un ente autorizzato.
    oppure
  2. Slope permette di generare e scaricare la fattura elettronica in formato XML, lasciando poi all’albergatore la possibilità di inviarla e salvarla a norma di legge per 10 anni, tramite un servizio terzo a scelta dell’albergatore stesso.

Generare fatture elettroniche con Slope è facile ed immediato

Slope si avvale di partner certificati AgID per gli adempimenti a norma di legge di invio, ricezione e salvataggio dei documenti fiscali.

Con Slope si automatizza la firma digitale del documento, l’invio al Sistema di Interscambio (SdI) e la conservazione digitale per 10 anni.
Visualizza direttamente nel PMS sia le fatture in ingresso (ciclo passivo) che fatture in uscita (ciclo attivo).

Il modulo fattura elettronica mette a disposizione dell’albergatore un codice identificativo che l’albergatore potrà utilizzare per la ricezione dei documenti fiscali emessi da fornitori.

Come emettere fatture e ricevute fiscali “full credit” e “half credit” per il tuo hotel

full credit half credit

Full credit, half credit, no credit: nel gergo alberghiero vi sarà sicuramente capitato di sentirne parlare, magari relativamente a voucher, cofanetti regalo o soggiorni business.
In questo articolo cercheremo di capire insieme il significato dietro a ciascuno di questi termini che abbiamo preso in prestito dall’inglese.

Che cosa significa “full credit”?

Full credit, che in italiano vuol dire pieno credito, è un tipo di prenotazione tipica delle aziende che, per i propri clienti o dipendenti, coprono per intero sia il costo del soggiorno che quello dei servizi extra.

In questo caso l’ospite che ha soggiornato non dovrà saldare nulla in fase di checkout, pertanto il documento fiscale emesso sarà contrassegnato come “corrispettivo non incassato”.

Nella quasi totalità dei casi, la tipologia di trattamento “full credit” è riservata ai clienti business. In casi più remoti, a prenotazioni provenienti da specifiche agenzie che vendono pacchetti turistici in modalità tutto incluso.

Che cos’è “half credit”?

Half credit, che in italiano vuol dire metà credito, è di gran lunga il metodo di prenotazione più diffuso in ambito business. Con questa modalità il cliente che soggiorna paga di tasca propria eventuali extra consumati, mentre il soggiorno sarà a carico dell’azienda o agenzia di viaggio.
Un esempio lampante è quello dei cofanetti o buoni regalo. Un ospite in possesso di un box ha già acquistato il pernottamento, ma tutti i servizi aggiuntivi dovranno essere pagati separatamente.

Un altro esempio pratico molto diffuso è quello in cui un ospite business, dopo una lunga giornata di lavoro, decide di concedersi un massaggio rilassante presso il vostro centro SPA. Con buona probabilità il suo datore di lavoro non accetterà di buon grado l’addebito del massaggio, quindi il nostro businessman pagherà di tasca propria il trattamento anti-stress.

Il caso più facile, “no credit”!

Ultimo caso è quello che prende il nome di no credit: questa non è altro che la classica prenotazione in cui il cliente si trova a pagare sia il soggiorno che eventuali extra.

Fatture full credit ed half credit, l’importanza di un software gestionale per la fatturazione del tuo hotel

Nei casi di half credit e full credit è necessario emettere una ricevuta fiscale da dare all’ospite che ha soggiornato e una fattura intestata all’agenzia o all’azienda.

Le fatture cumulative alle agenzie o aziende vengono emesse da parte della struttura ricettiva in genere su base mensile o trimestrale. Queste fatture cumulative (o riepilogativa) elencano tutti i soggiorni, extra e supplementi e referenziano le ricevute fiscali a con “corrispettivo non incassato” che sono state emesse nei confronti degli ospiti che hanno soggiornato in struttura.

Tenere traccia di tutti questi documenti non è cosa banale e per questa ragione l’utilizzo di un gestionale alberghiero è fondamentale per evitare errori di compilazione di questi documenti che possono diventare anche molto complessi.

Slope è un software gestionale per hotel che include nel PMS le funzionalità necessarie per gestire ogni aspetto della fatturazione del tuo hotel.
Fatture, ricevute, note di credito, fatturazioni business, tassa di soggiorno e tanto altro.
Tutte le funzionalità di Slope sono integrate ed interconnesse, crea in pochi click documenti fiscali per soggiorni, servizi extra e tasse, il tutto integrato con il vostro sistema di gestione prenotazioni e il vostro CRM (gestione banca dati clienti)!

Dietro le quinte del software Slope

software Slope

Sveliamo le strategie di sviluppo software, continuous integration e continuous delivery alla base di Slope, un SaaS Cloud con più di 200 rilasci all’anno.

In questo articolo vogliamo raccontare ai lettori più curiosi del blog alcuni dei retroscena tecnici alla base dell’architettura software, dal processo di sviluppo a quello di rilascio del software Slope. L’articolo è rivolto anche a tutti coloro che non fanno parte della limitata nicchia degli “addetti ai lavori”, cioè quelli che non operano direttamente nell’ambito dello sviluppo software, ma vogliono comunque capire quali sono gli accorgimenti e le strategie scelte dal team di ingegneriche operano quotidianamente allo sviluppo della piattaforma Slope.

Quando si è intenzionati ad acquistare un prodotto, è importante fare valutazioni approfondite con l’obiettivo di capire bene i pregi ed i difettidel bene che si sta acquistando.
L’acquisto di un software non fa eccezione, per questa ragione noi di Slope vogliamo essere trasparenti e raccontarvi quali sono le ragioni che permettono alla nostra piattaforma di essere stabile, veloce e soprattutto estremamente espandibile e flessibile. Partiamo dal presupposto che sviluppare e mantenere un software cloud SaaS non è cosa facile, soprattutto se si tratta di un software utilizzato quotidianamente da diverse migliaia (se non milioni) di utenti. Le problematiche quotidiane da affrontare e gestire sono molteplici e crescono in modo esponenziale all’aumentare del carico e del traffico, quindi all’aumentare degli utenti sulla piattaforma. Per questa ragione, e per tutte quelle che vi stiamo per descrivere, è importante che l’azienda abbia a disposizione un team di tecnici (sviluppatori e ingegneri informatici) che siano preparati e specializzati nello sviluppo e mantenimento, sia delle applicazioni web ma anche dell’infrastruttura che le mette a disposizione.

Volendo fare una carrellata di alcune delle principali problematiche che sono intrinseche nello sviluppo e manutenzione di un software cloud possiamo elencare:

  • Garantire uptime del servizio;
  • Avere cicli di sviluppo del codice efficienti;
  • Effettuare rilasci del codice rapidi e senza regressioni;
  • Gestione dell’infrastruttura (server);
  • Monitorare le performance e i log di sistema.

Continuous Integration (di seguito CI) e Continuous Delivery (di seguito CD) sono due paradigmi ben noti a chi si occupa di sviluppo software per il web, sono però poche le aziende che riescono a mettere in pratica queste metodologie su progetti medi e grandi. Cerchiamo di capire di cosa si tratta e perché è così difficile.
Continuous Integration (CI) è la modalità secondo la quale ogni sviluppatore del team lavora a funzionalità del sistema apportando cambiamenti il più limitati possibile, che possono essere integrati velocemente alla codebase comune a cui tutti gli altri membri del team attingono.

Con questa tecnica si cerca di evitare che sviluppatori lavorino a funzionalità molto grandi per un intervallo di tempo troppo lungo (ad esempio più di 4-5 giorni). In questo caso, infatti, diventerebbe difficile e rischioso re-integrare tale funzionalità nel sistema che nel frattempo è evoluto grazie al lavoro di altri sviluppatori.
Questo garantisce che ogni sviluppatore lavori a una versione del codice il più vicina possibile allo stato del codice di produzione. Inoltre, ogni qual volta che un cambiamento viene effettuato (aggiunta, rimozione o modifica di codice) si avvia un processo automatico di testing che garantisce che il software continui a funzionare correttamente anche nella sua nuova versione.

 

Prima di tutto, per fare in modo che la CI possa essere applicata con successo, è necessario che la piattaforma software (nel nostro caso il software Slope) sia corredata di una suite di test automatici in grado di verificare il corretto funzionamento di tutte le funzionalità del sistema con un buon livello di precisione.
Quindi, su di una codebase non sufficientemente corredata da test automatici non si potrà applicare la strategia di CI con successo; il motivo è che viene meno la possibilità di verificare automaticamente che il corretto funzionamento del sistema sia mantenuto ogni volta che si interviene al codice.

La piattaforma Slope è corredata da una rete di test automatici molto minuziosa e ben bilanciata tra i diversi tipi di test (unitari, integrazione e funzionali, anche conosciuti con il termine “end to end”).
Grazie all’attenzione e al rigore che i nostri sviluppatori hanno posto nella scrittura di test automatici sin dal primo giorno, possiamo operare in sicurezza sapendo che le modifiche apportate al codice (che possono essere la scrittura di nuove funzionalità, l’ottimizzazione di funzioni esistenti o risoluzione di bug) con alta probabilità non causeranno rotture alle funzionalità del sistema già esistenti ed in uso.

Quindi per capire bene in quale parte del processo di sviluppo software ha senso parlare di CI possiamo dire che questa subentra nel momento in cui lo sviluppatore ha ultimato la scrittura del proprio codice (che deve essere rigorosamente corredato da test automatici, sempre!) e invia il proprio codice ad un repository GIT ospitato su un server remoto.

Nel momento in cui lo sviluppatore effettua il “push” (invio del codice), viene chiamato in causa il server di Continuous Integration che avrà il compito di copiare il nuovo codice scritto e lo unirà al resto della piattaforma per poi eseguire in isolamento tutte le verifiche di conformità del codice.
Per darvi un’idea le verifiche consistono nell’ordine:

  • Verifica stilistica del codice;
  • Analisi statica del codice;
  • Verifica della conformità della definizione del modello dei dati;
  • Esecuzione dei test unitari;
  • Esecuzione dei test di integrazione;
  • Esecuzione dei test funzionali su tutte le applicazioni della piattaforma;

 

Se il codice soddisfa tutti i test (e per saperlo dobbiamo aspettare circa 20 minuti) allora questo passa in revisione ad uno degli ingegneri (ovviamente non lo stesso che ha scritto il codice). È suo compito verificare che le modifiche introdotte soddisfino tutti i criteri di sicurezza ed efficienza, e se così è allora il codice viene approvato per l’inclusione nella codebase principale (“master”), cioè quella candidata ad essere messa sui server di produzione al prossimo rilascio.

A questo punto abbiamo del codice che non solo è stato scritto seguendo una serie di requisiti tecnici molto stringenti ma soprattutto siamo ragionevolmente sicuri che questo non vada a rompere funzionalità già esistenti e in uso dagli utenti.

A questo punto entra in gioco il concetto di Continuous Delivery (CD), cioè il processo di creazione della “build” e della messa in produzione del codice. Tale processo è automatico (sebbene pilotato dagli ingegneri) e, con il solo click di un tasto, nel giro di circa 5 minuti la build del codice aggiornata viene rilasciata sul nostro ambiente di “staging”.
Staging è un ambiente intermedio (una sorta di “pre-produzione”) che replica la configurazione e l’architettura dell’infrastruttura di produzione, sulla quale il nostro team generalmente effettua smoke-testing con dati pseudo-reali per assicurarsi che non ci siano problemi macroscopici che la suite di test non è stata in grado di rilevare.

Una volta che tali verifiche sono completate (generalmente in tempi molto brevi), la stessa build viene automaticamente rilasciata anche in produzione, il tutto in una manciata di minuti e con il semplice click di un tasto.

Il fatto che questo processo sia quasi totalmente automatizzato ci permette di rilasciare continuamente (spesso più volte al giorno) senza dover sacrificare altre attività e soprattutto senza dover programmare interruzioni di servizio.

Grazie all’infrastruttura di CI e CD, Slope viene aggiornato con più di 200 rilasci all’anno.

Ciascun rilascio consiste nell’aggiunta di nuove funzionalità, ottimizzazioni, semplificazioni grafiche e interventi di miglioramento alla piattaforma senza causare nessun tipo di interruzione o rallentamento agli utenti che utilizzano il software.

Se siete curiosi di capire di più le strategie di sviluppo software Slope vi suggeriamo di leggere:

Per maggiori informazioni su Slope e sulle funzionalità del software non esitate a contattarci!

4 fattori che fanno fuggire i clienti dal sito del tuo hotel

Hotel errori sito web

È ormai dato per assodato che la maggior parte dei viaggiatori preferisce prenotare le loro vacanze online.
Le statistiche parlano di 4 persone su 5 che compiono l’iter di acquisto/prenotazione esclusivamente via internet.

Ancora più interessante è il dato fornito da la Stampa, in cui:

Il 45 per cento degli italiani, crede di poter ottenere tariffe più basse visitando direttamente i siti web degli hotel.

Mentre l’altra metà (il 55 per cento) ritiene che sia meglio affidarsi ai portali di comparazione dei prezzi o alle agenzie di viaggio online.

A fronte di questo dato, ogni albergatore dovrebbe chiedersi se il proprio sito è in grado di convertire efficacemente i propri visitatori.

Ecco 4 fattori che fanno fuggire i clienti dal sito del tuo hotel.

Più del 50% delle strutture ricettive commettono almeno 3 di questi 4 errori che vi stiamo per raccontare.

1 – Il tuo sito non è aggiornato

Sembrerà banale e tremendamente scontato, ma molto spesso è proprio il sito il motivo per cui gli utenti non prenotano. Il sito della struttura ricettiva deve avere testi chiari e leggibili e comandi facili da raggiungere.

Invece, ci si imbatte spesso in siti mai aggiornati, con poche informazioni mal presentate e un aspetto grafico che disincentiva la lettura di qualsiasi informazione. Da non sottovalutare sono anche i link delle call to action non funzionanti, per non parlare di siti in cui sono presenti offerte speciali e pacchetti per periodi passati o non più validi.

Inoltre, il sito deve anche essere mobile friendly, ossia ottimizzato per chi intende prenotare tramite lo smartphone, questo perché un sito difficilmente accessibile da dispositivi mobili comporta la perdita di un bacino di utenza considerevole.

2 – Le tue foto sono professionali e di alta qualità?

Lo ammetto, sono un fotografo amatoriale, e per questo l’aspetto foto mi sta particolarmente a cuore, ma vi garantisco che non è per questa ragione che ho inserito questo secondo punto nell’articolo.

Le immagini devono essere di alta qualità, possibilmente scattate da professionisti, e devono mettere in evidenza le peculiarità della tua struttura. Si tratta di un elemento sottovalutato, ma una foto di qualità ha sempre un grande impatto sugli utenti, è il biglietto da visita che pone in contatto per la prima volta il cliente e l’albergatore.

La comunicazione web ha lasciato sempre più spazio a contenuti multimediali come immagini e video, per questa ragione non è pensabile improvvisare immagini non accattivanti o ancor peggio brutte e vistosamente amatoriali.

3 – Hai un booking engine? È collegato nel modo giusto al sito?

L’elemento fondamentale per incrementare il numero di prenotazioni dirette dal sito di una struttura ricettiva è senza dubbio il booking engine (ne abbiamo parlato qui in maniera approfondita).

Non basta però, un qualsiasi booking engine: serve uno strumento dotato di specifiche caratteristiche. Un buon booking engine deve essere pienamente integrato nel sito della struttura (il brand della struttura deve essere coerente tra sito e booking engine). In questo modo si otterrà una call to action molto efficace a beneficio delle prenotazioni sul nostro sito.

Altro aspetto importante è legato ai sistemi di pagamento. Il booking engine ideale permette all’utente di pagare con più metodi possibile e – soprattutto – rispetta i più alti standard di sicurezza delle transazioni.

Ma soprattutto dovrete offrire dei vantaggi ai visitatori che scelgono di prenotare direttamente da voi, così da aumentare il tasso di conversione e la fidelizzazione del cliente!

4 – Hai un modulo di contatto con decine di campi!?

Alcuni albergatori che non intendono puntare su uno strumento come il booking engine, preferiscono inserire un modulo di contatto. Troppo spesso si vedono moduli di contatto con tantissimi campi da compilare, fattore che spesso va a spaventare il potenziale cliente che decide di abbandonare la navigazione, preferendo un sistema di prenotazione più semplice come un canale OTA.

ll nostro consiglio è quello di evitare di andare oltre i classici campi come nome-cognome, email, numero di telefono, tipologia di soggiorno.
Non dimenticatevi di specificare un modulo di contatto alternativo come il numero di telefono della struttura, che tuttavia non vi salverà se il potenziale cliente sta effettuando la prenotazione nelle ore notturne.

(Avere un booking engine non è poi così male, vero?)

Conclusioni

La cura di questi dettagli, dal sito web moderno al booking engine chiaro ed intuitivo, sono un investimento di cui non puoi fare a meno, non ci sono scuse.

Da tali strumenti non dipendono solamente i futuri guadagni, ma anche la credibilità e l’attendibilità del tuo modo di lavorare, in poche parole la prima immagine che si offre al cliente.

Channel Manager Airbnb; 3 consigli per utilizzare Airbnb nel modo giusto!

Channel Manager Airbnb

Se sei il gestore di un hotel con buona probabilità ti starai chiedendo se e come mettere in vendita le tue camere anche sul portale Airbnb con un Channel Manager Airbnb.

In questo articolo daremo alcuni consigli pratici su come fare le scelte giuste ed evitare di commettere errori. Vogliamo condividere alcuni consigli su come ottimizzare la gestione delle tariffe e delle disponibilità, tenendo conto del nuovo paradigma di commissioni introdotte dal portale.

Come ben saprai, Airbnb ha segnato una svolta nel modo di viaggiare di milioni di turisti, la startup californiana nata nel 2007 a San Francisco mette a disposizione nel proprio sito ogni tipo di soluzione: da case bellissime ad appartamenti semplici, passando a case sull’albero fino ad antiche abbazie.

3 milioni di strutture in 191 paesi, 65.000 città e 150 milioni di ospiti

Di recente Airbnb sta strizzando l’occhio agli hotel, specialmente quelle strutture che offrono al turista una vacanza “esperienziale”, cerchiamo di snocciolare meglio questo concetto.

Airbnb per Hotel

L’obiettivo di Airbnb è quello di aumentare la propria offerta, ponendosi come traguardo quello di arrivare nel 2028 ad un miliardo di ospiti all’anno.

Attualmente su Airbnb sono disponibili più di 180.000 B&B e oltre 55.000 camere di hotel boutique. Con questo scopo, una delle novità introdotte negli ultimi mesi e più dibattute del 2018 è stata proprio l’apertura di AirBnb agli hotel.

All’albergo che desidera vendere le proprie camere sul portale viene richiesta una apparentemente vantaggiosa commissione che va dal 3% al 5% (l’importo varia a seconda di tariffe flessibili e politiche di cancellazione).

Se dal canto dell’albergatore le commissioni sono ridotte e molto appetibili, c’è da tenere conto che il turista, d’altra parte, si troverà però a pagare una commissione che varia fra il 10% ed il 15% del totale.

Andando quindi a sommare le due percentuali di commissioni, sia quella a carico dell’hotel che quella sulle spalle del turista, è facile vedere come dopotutto abbiamo un allineamento dei costi a quelli che sono i costi dei principali portali OTA.

1) Perchè ho bisogno di un channel manager per gestire Airbnb?

Quasi sempre un hotel vende le proprie camere tramite molti canali sia questi online che tradizionali. Gestire manualmente le disponibilità, restrizioni e tariffe è un’impresa titanica che va assolutamente delegata ad un software, per questa ragione sono nati i “channel manager”.

L’hotel che sceglie di mettere in vendita i propri alloggi anche su Airbnb deve quindi assolutamente includere questo canale tra quelli sincronizzati dal suo channel manager così da automatizzarne la gestione.

Ci aspettiamo quindi che un channel manager Airbnb sia in grado di comunicare a 2 vie con il portale; a 2 vie significa che è in grado di inviare aggiornamenti dal gestionale al portale, ma può anche ricevere le prenotazioni ed inserirle nel planning del gestionale stesso.

Le limitazioni della connessione channel manager tramite iCal

Airbnb offre a tutti gli utenti la possibilità di aggiornare le aperture e le chiusure tramite la condivisione di un calendario in formato iCal.

ICal è uno strumento molto limitato perché permette all’hotel di sincronizzare solamente le aperture e le chiusure ma non offre modo di inviare informazioni al portale circa restrizioni (soggiorno minimo, soggiorno massimo…) e prezzi.

Come si può facilmente intuire, questa è una limitazione accettabile per chi gestisce realtà molto piccole (uno o due appartamenti) ma diventa ingestibile per un hotel che applica repentine variazioni di prezzo e riceve molte prenotazioni.

2) Connettere il Channel Manager Airbnb a 2 vie:

Un hotel che vuole vendere su Airbnb ha quindi l’obbligo di dotarsi di un channel manager Airbnb che sia a 2 vie, ossia in grado di aggiornare Airbnb con:

  • prezzi;
  • restrizione soggiorno minimo;
  • restrizione soggiorno massimo;
  • disponibilità;
  • chiusure.

Ma deve essere anche in grado di ricevere aggiornamenti in tempo reale sulle prenotazioni registrate, facendo sì che queste vengano inserite nel software gestionale (PMS) dell’hotel in maniera automatica.

3) Come costruire la propria strategia per la gestione dei prezzi su Airbnb

Come spiegato nell’introduzione, il “ metodo di Airbnb ” delle commissioni applicate a ciascuna prenotazione è diversa rispetto ai principali portali utilizzati dagli hotel. Per tale ragione l’albergatore deve ragionare con attenzione sui prezzi e le tariffe che intende inviare ad Airbnb.

Qual è il rischio?

Se non si fanno i conti nel modo corretto, si finisce “fuori prezzo”, creando discrepanze fra il proprio sito web o le altre OTA su cui si sono messe in vendita le camere.

Rispettare il concetto di “Parity Rate”, ossia vendere allo stesso prezzo su tutti i canali, diventa più complicato perché bisogna tenere in considerazione la diversa forma delle commissioni applicate da Airbnb.

Ma anche nel caso in cui l’albergatore non intenda rispettare il concetto di “parity rate” è comunque importante definire un piano di aggiornamento dei prezzi che sia definibile a livello di channel manager e applicabile in modo automatico.

Facciamo un esempio!

Quindi per fare un esempio pratico, capita di parlare con albergatori che desiderano vendere una camera a:

  • 100,00€ sul proprio booking engine (prenotazione diretta);
  • 110,00€ sul portali OTA (e.g. Booking.com, Expedia);
  • 100,00€ su AirBnb.

Il motivo per cui il prezzo su Airbnb sembra essere più basso è perchè va tenuto conto che il turista in fase di acquisto della camera dovrà pagare una commissione aggiuntiva che porterà il prezzo finale della camera a 115,00€.

Ovviamente non tutti scelgono di operare in questo modo, ma in ogni caso è necessario utilizzare un channel manager che sia in grado di modulare i prezzi inviati ai vari canali sulla base di regole impostabili.

Il portale AirBnb è entrato come un tornado nel settore hotel boutique.

Questo vuol dire che sarà uno strumento che crescerà sempre di più e ricoprirà sempre di più un ruolo di alto livello. Per questa ragione è importante capire bene come utilizzarlo al meglio, analizzando con dovizia come creare una strategia tariffaria in grado di fronteggiare questo nuovo paradigma di vendita.

Slope Channel Manager

Se ti stai chiedendo se il Channel Manager di Slope è in grado di aiutarti nella gestione dei vari canali OTA, tramite l’aggiornamento automatico di prezzi, disponibilità e prenotazioni… la risposta è SÌ!

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info@slope.it

#Umbre, 5 consigli da tenere a mente dopo il workshop “Imprese e turismo: il marketing digitale oggi”

Umbre

La rete di imprese tutta al femminile #U.M.B.R.E. (United Marketing for Business and Regional Experience) nata nel 2017 dalla collaborazione di cinque imprenditrici umbre: Federica Angelantoni, Ilaria Baccarelli, Ilaria Caporali, Cristina Colaiacovo e Michela Sciurpa, ha aperto ieri presso l’Università degli Stranieri di Perugia, il secondo anno della sua attività con un workshop dal titolo “Imprese e Turismo: il marketing digitale oggi”.

Noi di Slope eravamo presenti all’evento che è stato ricco di spunti ed idee sia per gli albergatori ed operatori turistici, ma anche per Software House come la nostra che hanno come obiettivo primo quello di creare software al passo con i tempi.

Vi proponiamo 5 spunti che abbiamo catturato durante il seminario, crediamo che questi punti siano le stelle polari di chiunque operi nel settore turistico.

1) Awareness

Andrea Testa – Esperto di Web e Social Media Marketing (Partner Google AdWords)

Andrea Testa ha messo in luce come per far maturare un territorio ed attrarre turisti si debbano conoscere gli utenti.

Awareness intesa quindi come conoscenza e consapevolezza, uno stimolo che deve avere l’attività che vuole farsi conoscere ed emergere attraverso un piano di comunicazione e successivamente di marketing.

Conosci i tuoi utenti, impara dai loro comportamenti e dalle loro necessità per migliorare il tuo operato.

2) Il mercato non aspetta più

Josep Ejarque – Esperto in destination Marketing e CEO di Four Tourism

Josep Ejarque ha evidenziato come in quest’ottica di Turismo 4.0 il mercato non aspetti più niente e nessuno. È inammissibile pensare di poter seguire le vecchie logiche di mercato in cui le campagne di comunicazione erano rivolte ad un cliente generico.
Ora il cliente vuole sapere che esperienza andrà a vivere, è fondamentale pensare ad un turismo esperienziale dove i viaggiatori sono sempre più interessati a vivere esperienze uniche in cui si sentono coinvolti.

La chiave per destagionalizzare è quindi quella di offrire proposte evolute, in grado di far provare emozioni e coinvolgimento al viaggiatore.

3) Saper leggere ed analizzare i dati

Gabriele Gneri – Managing Director Hotels Doctor e Docente Luiss Business School

Gabriele Gneri ha aperto il suo talk andando a definire la differenza tra big data (grandi quantità di dati che possono rilevare trend o comportamenti comuni) e small data, specificando come da quest’ultimi si possano trarre delle informazioni utili perché sono le piccole abitudini dei consumatori che possono suggerire tanto.

“Questi dati – ha sottolineato Gneri – possono essere studiati attraverso l’uso di un PMS che sia in grado di analizzarli e di fornire all’albergatore informazioni preziose da riutilizzare per le proprie strategie promozionali”.

4) La ricerca è verticale

Gianluca Laterza – Senior Territory Manager Southern Europe – Tripadvisor

Gianluca Laterza ha spostato il focus su come gli utenti stiano cambiando il modo di formulare query. Se da un lato le nuove generazioni prediligono le foto ai testi, dall’altro lato la ricerca sta diventando verticale con la maggior parte degli utenti che preferiscono scegliere le proprie destinazioni su meta-search, piuttosto che nella classica ricerca orizzontale su Google.

Gianluca ha anche raccontato la storia evolutiva di Tripadvisor, che ha visto il portale “con il gufo” passare da semplice portale di recensioni a metamotore di ricerca in cui è possibile paragonare i prezzi di una struttura rispetto ai principali OTA.

5) Il coraggio di cambiare

Anthony Smith – Executive business coach

Il workshop è stato concluso da Anthony Smith che nel corso della sua sessione motivazionale ha più volte sottolineato l’importanza di mettersi in gioco e riflettere per “scoprire” quali siano i passi giusti da compiere per arrivare agli obiettivi prefissati.

Degno di nota l’intervento conclusivo di Ilaria Caporali, che rispondendo ad una domanda di Anthony Smith in cui le si chiedeva per quale motivo fosse nato U.M.B.R.E. ha risposto dicendo che la voglia di lavorare insieme alle altre colleghe è stata più forte di qualsiasi ostacolo perché spesso ciò che vale si trova al di fuori della nostra comfort zone.

Conclusioni

Per noi di Slope, è stato un evento denso di spunti soprattutto di natura tecnica e pratica. Ci ha fatto piacere vedere come il denominatore comune del convegno sia stata l’innovazione tecnologica ed il cambiamento.

La Soluzione Software Slope si presenta come uno strumento nuovo sul mercato dei gestionali per hotel, Slope nasce infatti con l’intento di sostituire strumenti vecchi e statici a favore di applicazioni potenti ma dall’interfaccia semplice ed intuitiva.

L’obiettivo è quello di dare all’albergatore gli strumenti per lavorare meglio e in modo più facile, così da potersi dedicare a quello che sa fare meglio: creare un rapporto con i propri clienti ed offrire un soggiorno speciale.

Tassa di soggiorno hotel: cos’è e come gestirla

tassa di soggiorno hotel come gestirla software

In questo articolo indosseremo i panni di tutti quei direttori di hotelche hanno bisogno di fare chiarezza su alcuni concetti relativi alla tassa di soggiorno, imposta che spesso viene presa “sottogamba” ma che in realtà non va sottovalutata, soprattutto a causa delle multe in cui si può incappare.

Che cosa è la Tassa di Soggiorno?

La Tassa di Soggiorno è stata introdotta con il Decreto Legislativo n. 23 del 14 marzo 2011 ed ha messo a disposizione dei Comuni italiani con un’alta affluenza turistica, la facoltà di poter applicare un’imposta a quei turisti che vanno a soggiornare nelle strutture alberghiere, hotel, bed e breakfast e campeggi territorialmente presenti nel Comune.

Ogni Comune ha piena flessibilità circa la definizione degli importi e le regole di applicazione.

Chi sono gli esenti al pagamento della tassa di soggiorno?

Ogni comune va a definire le categorie di quegli ospiti esenti dalla tassa di soggiorno. Da quest’ultima sono ovviamente esenti coloro che risiedono nel comune. Inoltre sono previste delle esenzioni, che variano di comune in comune, per:

  • bambini sotto ad una determinata età;
  • disabili e accompagnatori;
  • malati e assistenti ai degenti ricoverati presso strutture sanitarie;
  • membri delle forze armate (Polizia di Stato, Carabinieri ecc);
  • autisti accompagnatori del pullman;
  • accompagnatore turistico.

Come si calcola la tassa di soggiorno? Quali sono le tariffe?

Le tariffe da applicare per la tassa di soggiorno variano di comune in comune a seconda della delibera della Giunta comunale.
L’imposta di soggiorno è determinata per persona e per pernottamento ed è articolata in maniera differente tra le strutture ricettive.

Ad esempio in una stessa città, un hotel a 3 stelle si trova ad applicare €1,50 a persona per l’imposta di soggiorno, mentre un Bed and Breakfast si trova ad applicare €1,00 ed un campeggio €0,50.
Ogni Comune può anche decidere in piena autonomia anche la durata dei giorni per cui il turista deve pagare l’imposta. Alcune città decidono di non far pagare più l’imposta dopo un determinato numero di pernottamenti.

Facciamo un esempio:
Mario Rossi decide di soggiornare a Roma in un hotel 3 stelle per 3 notti. Il prezzo dell’imposta di soggiorno per gli hotel 3 stelle è di €4,00 al giorno, quindi l’imposta che Mario Rossi si troverà a versare alla fine del suo soggiorno sarà di €12,00.
Diverso il caso in cui Mario Rossi decidesse di soggiornare sempre a Roma in un hotel 5 stelle, dove l’imposta arriva a €7,00 giornalieri per un totale di €21,00.

Città 4 stelle 3 stelle B&B Non si applica oltre:
Roma € 6,00* € 4,00 € 3,50 10°notte
Milano € 5,00 € 4,00 € 2,00 14°notte
Genova € 2,00 € 1,00 € 1,00 8° notte
Salerno € 3,00 € 2,00 € 1,00 5°notte
LE REGOLE DI APPLICAZIONE DELLA TABELLA DI CUI SOPRA SONO DA INTENDERSI SOLO A SCOPO DI ESEMPIO.

Quali sono gli obblighi dell’albergatore rispetto alla tassa di soggiorno?

L’albergatore è innanzitutto obbligato ad informare i propri ospiti dell’applicazione dell’imposta di soggiorno, specificandone entità ed eventuali esenzioni.

Il gestore della struttura ha l’obbligo di dichiarare nel periodo di tempo stabilito dal comune (può essere ogni mese come ogni tre mesi) il numero dei clienti che hanno soggiornato presso la propria struttura specificando il numero dei pernottamenti, ed eventuali soggetti esenti, andando così a calcolare l’imposta dovuta.

Come funziona l’aliquota Iva per la tassa di soggiorno?

Gli albergatori che riaddebitano al proprio cliente l’importo dell’imposta di soggiorno (o il contributo di soggiorno) devono inserire,  nell’eventuale fattura elettronica che emettono, il codice natura N1 (escluso Iva) e non N2 dedicato alle operazioni «fuori campo Iva».

Il codice di Natura N1 – escluse ex art. 15 comprende tutte le spese che ricadono in:

  1. interessi di mora;
  2. penalità per ritardi o altre irregolarità nell’adempimento degli obblighi del cessionario o del committente;
  3. beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono in conformità alle originarie condizioni contrattuali;
  4. rimborsi delle anticipazioni fatte in nome e per conto della controparte

Mentre le operazioni N2 (Fuori campo iva) riguardano :

  1. fatture ricevute da contribuenti forfettari o minimi;
  2. prestazioni di servizi, non soggette per carenza del requisito di territorialità, come, ad esempio:
  3. prestazioni rese: servizi generici resi a soggetti passivi UE o extra UE (art. 7 ter DPR 633/1972), o relativi a beni immobili non situati in Italia, comprese le perizie, le prestazioni di agenzia, le prestazioni alberghiere (art. 7 quater c. 1 lettera a) DPR 633/1972);
  4. prestazioni ricevute: servizi alberghieri o di ristorazione all’estero (art. 7 quater c. 1 lettera a) e c) DPR 633/1972);
  5. 3) cessioni o acquisti di beni, non soggette per carenza del requisito di territorialità (artt. 7 – 7 septies DPR 633/72), come, ad esempio, la vendita o l’acquisto di beni immobili situati al di fuori del territorio dello Stato;
  6. 4) cessioni o acquisti di denaro, di crediti in denaro, di terreni non edificabili, ecc. (art. 2 c. 2 DPR 633/1972);
  7. 5) cessioni o acquisti in regime monofasico (art. 74 DPR 633/1972), come, ad esempio, la vendita o l’acquisto di generi di monopolio o le schede telefoniche prepagate (per le fatture ricevute, solo se registrate nel registro degli acquisti).

Quindi il codice N1 si utilizza, di norma, quando un soggetto anticipa spese per nome e per conto di un terzo, come nel nostro caso la tassa di soggiorno.

Come si paga la tassa di soggiorno?

Lato turista: al termine del soggiorno, il turista versa al gestore della struttura ricettiva la tassa che si va a sommare al costo del pernottamento.

Lato gestore: il gestore della struttura ricettiva effettua il versamento al comune di appartenenza entro i termini e con la modalità prestabilite.

Il report mensile: come compilarlo senza commettere errori?

Alcuni comuni mettono a disposizione dei gestori delle strutture ricettive, un portale web tramite il quale è possibile segnalare mensilmente gli importi di tassa di soggiorno incassati. Qualora questo non fosse possibile, si invia il materiale cartaceo o attraverso PEC (posta elettronica certificata).

Ho bisogno di un software gestionale per calcolare la tassa di soggiorno?

Non c’è bisogno di un software dedicato, è infatti sufficiente (e raccomandato) avere un software gestionale per hotel (PMS) che sia in grado di:

  • gestire il calcolo dell’imposta;
  • specificare fasce di età;
  • specificare esenzioni;
  • specificare riduzioni.

Il software gestionale per hotel deve mettere a disposizione del gestore un report chiaro e dettagliato che permetta all’albergatore di comunicare con esattezza e chiarezza quei dati al comune.

Che cosa succede se sbaglio la comunicazione?

Se ci si sbaglia c’è il rischio di pagare multe salatissime, quindi è decisamente più sicuro scegliere di affidarsi ad un software gestionale in grado di snellire e semplificare il lavoro.

Come trasformare le recensioni in revenue

gestione recensioni Customer Alliance Slope

Le recensioni sono importantissime per qualsiasi hotel, sono il biglietto da visita che invoglia l’ospite a prenotare la tua struttura oppure a fuggire a gambe levate e scegliere un altro hotel se la tua reputazione online non è buona.

Ecco perché è necessario curare la propria immagine, anche se nella moltitudine di impegni quotidiani di un albergatore, non sempre è possibile.

Come guadagnare con le recensioni del proprio hotel?

Grazie a Customer Alliance adesso si può!
Customer Alliance, azienda di Berlino, nasce nel 2009 dall’idea di due giovani imprenditori, i quali decidono di dare agli hotel più potere sulla propria reputazione online.

Le recensioni portano visibilità all’hotel e convertono le visite degli utenti sulla pagina web della tua struttura in prenotazioni dirette. Collezionare, distribuire e analizzare le recensioni del proprio hotel è diventato ancora più semplice e immediato grazie alla soluzione unica di Customer Alliance.

Le recensioni dell’hotel collezionate e distribuite sui canali strategici puntano a far ottenere più visibilità e di conseguenza più prenotazioni dirette da parte degli ospiti.

La soluzione per gestire le recensioni online a 360°

L’azienda tedesca ha inventato una soluzione ottimale per gestire al meglio la reputazione online dell’hotel, permettendo all’albergatore di risparmiare tempo e denaro. La soluzione offre una panoramica completa delle recensioni online relative alla tua struttura e ti aiuta a collezionarne di nuove grazie all’invito tramite email e SMS. Lo scopo è proprio quello di non lasciarsi sfuggire più neanche una recensione.

Con l’opzione distribuzione si possono indirizzare i feedback dei propri ospiti su diversi canali come TripAdvisor, Google, Facebook in pochi semplici clic. In questo modo si garantisce al proprio hotel una visibilità omogenea e fortemente presente su tutte le piattaforme di recensioni.

Customer Alliance e Slope

La soluzione software Slope si integra perfettamente con Customer Alliance, permettendo all’utente di gestire direttamente la reputazione online dal pannello di controllo di Slope.

L’integrazione è semplice ed automatica, così che l’albergatore possa risparmiare tempo nella gestione delle recensioni, questo affinché ci si possa concentrare maggiormente sui servizi da offrire agli ospiti dell’hotel.

Meglio Google AdWords o Facebook Ads per promuovere il proprio hotel?

Google Adword Facebook Ads

Chi si interessa di web marketing turistico, si sarà sicuramente chiesto se sia meglio puntare su Google AdWords o Facebook Ads per raggiungere con ancora più efficacia i propri clienti.

Al momento Google e Facebook sono i maggiori canali di advertising online pay-per-click che mettono a disposizione la possibilità di raggiungere un pubblico incredibilmente vasto seguendo pochi passaggi, offrendo l’opportunità di controllare il budget e segmentando dettagliatamente il proprio pubblico attraverso criteri accurati.

Questi strumenti hanno dato vita a due concetti cardine che si sentono nominare sempre più spesso: domanda latente e domanda consapevole, termini indispensabili per intercettare il pubblico del web e per definire una strategia di successo.

Domanda consapevole (traffico attivo)

Per domanda consapevole si intende quel target che cerca in maniera consapevole un determinato prodotto o un servizio (traffico attivo).
Per far ciò utilizza generalmente il motore di ricerca (Google), ed in questo caso strumenti come SEO o Google AdWords sono fondamentali per intercettare la domanda consapevole.

Esempio: Mario Rossi deve andare a Perugia per motivi di lavoro, decide così di prenotare un hotel e nel motore di ricerca va a formulare una query di questo tipo: “hotel 3 stelle Perugia”.
In tal caso, come già detto, risulta fondamentale predisporre un’adeguata strategia attraverso l’advertising di BigG.

Qui la guida su come impostare la propria campagna Google AdWords.

Domanda latente (traffico passivo)

Per domanda latente si identifica quel target che non cerca consapevolmente e attivamente un determinato prodotto o servizio, ma che tuttavia potrebbe esserne interessato.

Questo tipo di traffico passivo può essere intercettato su alcuni social network come Facebook. La piattaforma di Zuckerberg che raccoglie più di 2 miliardi di utenti, possiede una quantità tale di dati da rivelarsi lo strumento più appropriato e consolidato per questo genere di domanda.

Esempio: Mario Rossi sta scrollando la bacheca di Facebook mentre aspetta il bus, ad un tratto gli compare nella sua home un’offerta sponsorizzata di un agriturismo a pochi chilometri da lui che per la sera di San Valentino che offre il pacchetto cena, pernottamento e centro benessere. Mario Rossi non aveva ancora deciso di come trascorrere San Valentino con la sua fidanzata ma ha già effettuato delle ricerche online per soggiorni in umbria per quel determinato periodo.

Qui la guida su come impostare la propria campagna con Facebook Ads.

Google AdWords e Facebook Ads possono essere usati in sinergia?

Assolutamente sì!

Sia Google AdWords che Facebook Ads sono piattaforme pubblicitarie incredibilmente potenti che soddisfano praticamente ogni tipo di esigenza.

Appare evidente come cercare di trovare un vincitore nella disputa non abbia alcun senso; risulta invece più utile valutare i punti di forza di entrambe, cercando di vederle in modo complementare e provando a mettere in atto una strategia che le possa far lavorare in sinergia.

La sinergia dei due strumenti permette di ottimizzare gli investimenti economici e quindi andare ad abbassare il costo per conversione.
I due strumenti sono assolutamente complementari e permettono il primo (Google AdWords) di portare nuovo traffico ed utenti sul proprio sito web mentre il secondo (Facebook Ads) di riportare sul proprio sito coloro i quali sono usciti senza acquistare.

Flusso di navigazione del cliente

Per capire meglio proviamo a dare uno sguardo allo schema riportato sopra. Abbiamo schematizzato un semplice flusso di funzionamento del traffico sul proprio sito web tramite diversi canali.

Il traffico organico (non a pagamento), Google AdWords e i social network come Facebook, Twitter, Instagram servono a veicolare persone sul proprio sito web, una volta raggiunto il sito queste vengono profilate e messe nella lista dei potenziali clienti perchè probabilmente interessate.

Un utente che approda in una qualsiasi pagina del sito web dell’hotel può quindi compiere 2 azioni:

1) Prenotare direttamente attraverso booking engine, email, telefonare in struttura;

2) Navigare nel sito ed uscire.
Nel secondo scenario, ossia nel caso in cui il processo d’acquisto non sia andato a buon fine, si può/deve creare una campagna di retargeting tramite Facebook Ads riportando liste di utenti profilati che hanno visitato il sito e sono quindi potenzialmente interessati ma non hanno acquistato.

Un caso pratico

Avete ancora qualche dubbio? Vediamo rapidamente un caso pratico.

Il Relais Villasole (struttura di fantasia) è un boutique hotel di 35 camere della provincia di Perugia.

Il gestore di Relais Villasole decide di creare un pacchetto promozionale per San Valentino attraverso Google AdWords. Contemporaneamente decide di mettere in ascolto il Pixel di Facebook, così da intercettare i visitatori e poter fare retargeting su Facebook.

Tale strategia è utile per evitare di “sparare nel mucchio”, andando così ad intercettare chi ha manifestato una domanda consapevole, continuando ad incuriosire il potenziale cliente con i nostri contenuti.

Ricapitolando:

  • Intercettare il traffico che viene dalla domanda consapevole con Google AdWords;
  • Attivare e mettere “in ascolto” il Pixel di Facebook;
  • Fare Retargeting attraverso Facebook Ads.

Gli utenti navigano il web in modo frenetico, veloce, distratto. Campagne pubblicitarie possono attirare l’attenzione di un utente e veicolarlo verso il vostro prodotto ma altre distrazioni di ogni genere possono portalo via facendovi perdere la conversione.

Per questa ragione è ancora più importante riproporre a potenziali clienti quello che avete da offrire così da aumentare la possibilità di conversione e di vendita.

Channel Manager Booking.com: tutto quello che c’è da sapere

Channel Manager Booking.com

Nel 1996 Booking.com era solamente una startup olandese, oggi è un colosso del settore travel; il suo portale si è imposto nel mercato mondiale, offrendo 1.754.664 strutture in 130.898 destinazioni in 227 paesi e regioni in tutto il mondo.

Sulla piattaforma vengono prenotati ogni giorno più di 1.550.000 pernottamenti.

9 su 10 gestori di strutture ricettive si sono trovati negli ultimi anni a vendere le proprie camere su Booking, chiedendosi sempre più spesso quanto fosse conveniente e cercando soluzioni per ottimizzare le proprie strategie di vendita.

In questo articolo cercheremo di fare luce su come utilizzare un channel manager per vendere le proprie camere su Booking.com nel modo giusto!

Partiamo dalle basi, che cosa è il channel manager?

Un channel manager è un software in grado di sincronizzare disponibilità, tariffe, restrizioni e prenotazioni fra il vostro sistema gestionale alberghiero ed i portali di vendita online.
Avevamo già parlato delle caratteristiche di un buon channel manager.

Come collegare un Channel Manager a Booking.com?

In questo paragrafo spiegheremo qual è la procedura che deve seguire un albergatore per connettere il proprio channel manager all’OTA Booking.com.
Come prima cosa è fondamentale che il channel manager che avete adottato sia partner ufficiale di Booking.

Dopo di che occorrerà accedere all’extranet di Booking.com:
• Cliccare nell’icona Impostazioni e scegliere channel manager dal menù a tendina;
• Scegliere il channel manager con cui ci si vuole collegare ed inviare la richiesta;
• Il provider del channel manager riceverà una richiesta da Booking per confermare il collegamento con la struttura.
• Il provider del channel manager dopo aver confermato la richiesta, provvederà a effettuare il map (collegamento) delle camere tra Booking.com ed il software gestionale.

Gestione dei prezzi: Parity Rate sì, Parity Rate no

Il 2 agosto, dopo un percorso lungo tre anni, il Senato ha approvato con 146 sì e 113 no, il DDL Concorrenza, con il quale vengono definitivamente abolite le clausole della Parity Rate.
Dopo un iniziale botta e risposta tra Federalberghi e Booking.com, il dibattito non si è placato e in molti si sono chiesti quale strategia adottare, vendere su tutti i canali allo stesso prezzo o applicare uno sconto per le vendite dirette?

Facciamo un esempio!

Da un lato alcuni albergatori hanno deciso di inserire offerte migliori nei propri siti web, inserendo su Booking delle maggiorazioni che solitamente corrispondono alle commissioni, esempio:

  • 100,00€ sul proprio booking engine (prenotazione diretta);
  • 120,00€ sul portali OTA (e.g. Booking.com, Expedia);

Altri albergatori hanno invece deciso di tenere lo stesso prezzo sia sul sito ufficiale che su Booking, scegliendo così di essere più competitivi su quest’ultimo, nonostante le commissioni finali.

Perchè ho bisogno di un channel manager XML a 2 vie per gestire Booking?

Sia che vogliate rispettare la parità tariffaria tra i vari canali di vendita o vogliate applicare supplementi su determinati portali, in ogni caso si ha bisogno di un software in grado di gestire le operazioni in modo automatico.

Il channel manager ha il compito di sincronizzare: prezzi, disponibilità e prenotazioni su tutti i portali di vendita e distribuzione online; questo perché gestire manualmente disponibilità, restrizioni e tariffe è un’impresa davvero estenuante che va assolutamente delegata ad un software, così da automatizzarne e semplificarne la gestione.

Un hotel che vuole vendere su Booking.com ha quindi bisogno di dotarsi di un channel manager a 2 vie con sistema XML, questo perché ha un’interfaccia bidirezionale con una comunicazione “server to server” in grado di scambiare dati tra il channel manager stesso e le OTA, con cui vengono scambiati prezzi, disponibilità e registrazione di prenotazioni.

Inoltre dovrà essere in grado di aggiornare:

  • prezzi;
  • restrizione soggiorno minimo;
  • restrizione soggiorno massimo;
  • disponibilità;
  • chiusure.

Ma deve anche permettere di ricevere aggiornamenti in tempo reale sulle prenotazioni registrate; questo implica che per una gestione più semplice ed efficace della struttura è consigliabile usare un software all-in-one che integri booking engine e channel manager, così da poter tenere tutto sotto controllo.

Slope Channel Manager

Se ti stai chiedendo se il Channel Manager di Slope è in grado di aiutarti nella gestione dei vari canali OTA, tramite l’aggiornamento automatico di prezzi, disponibilità e prenotazioni… la risposta è sì 🙂 Contattaci!

Direzione Hotel: consulente alberghiero a 360°

Direzione Hotel

Chi lavora nel mondo turistico, avrà certamente sentito parlare di Direzione Hotel, che condivide con gli esperti del settore esperienze, idee e consigli pratici di gestione manageriale alberghiera.
Direzione Hotel è una piattaforma web dedicata alla consulenza alberghiera del settore turistico-ricettivo che si rivolge a proprietari (e aspiranti gestori) di strutture ricettive di ogni genere, rendendo partecipi aspiranti lavoratori in ambito turistico attraverso studi di settore, seminari, interviste ed incontri tematici. Inoltre, è un concentrato di eventi e fornitori adeguati a chi desidera rendere efficiente la propria attività.
Ma sopratutto è il primo portale di ricerca consulenti alberghieri in tutta Italia!

«Direzione Hotel – ci spiega la fondatrice Luisa Antonelli, che è anche consulente alberghiero – nasce nel 2015 come blog tematico. Ogni giorno siamo a contatto con gli operatori del settore, con richieste sempre più specifiche, il blog si è sviluppato come raccoglitore di informazioniguide e case history. Dunque, argomenti dedicati al Management Alberghiero, per chi in autonomia desidera aggiornare la propria attività. Lo scopo è offrire attraverso il web uno strumento utile per completare l’offerta turistica attraverso la formazione e rinnovare così la propria azienda».

Direzione Hotel si riferisce a 3 aspetti differenti della gestione di una struttura ricettiva:

  • al lavoro, ovvero l’impegno giornaliero all’interno della struttura ricettiva; lo scopo di renderla visibile, prenotabile e superiore rispetto alla concorrenza;
  • al percorso che ognuno decide di seguire per crescere professionalmente nel settore turistico-ricettivo per divenire un Direttore d’hotel,un Consulente Turistico o unicamente il miglior receptionist d’ albergo;
  • al ruolo, svolto a livello manageriale, caratterizzato dalla complessità e diversificazione delle attività organizzative. Perseguire una gestione della propria attività in modo efficiente ed efficace è l’obiettivo finale.Direzione Hotel è ricco di case study e approfondimenti tematici utili ed aggiornati, dedicato a chi desidera adeguarsi ai continui cambiamenti del mercato in cui l’impresa alberghiera interagisce. Presenta e approfondisce le questioni che quotidianamente si manifestano nella normale gestione di un Albergo, Bed and Breakfast, Hotel e tutte le svariate tipologie di strutture ricettive del nostro paese.

Cerchi un consulente alberghiero?

Attraverso Direzione Hotel è possibile consultare un elenco di tutti i consulenti alberghieri d’Italia e scegliere, valutando le skills di ogni specialista, così da trovare la persona adatta per far crescere il proprio business.
Infatti, con l’aiuto del team di professionisti, ogni utente può comprendere i propri errori, migliorare la propria attività ed aggiornare tutti i processi aziendali. Il tutto attraverso approfondimenti, condivisioni e scambi di opinioni tra esperti del settore. Direzione Hotel si rivolge ai più esigenti e per chi ha bisogno di consigli su: software di gestione, analisi strutturali, revenue management, Direzione Hotelmettendo a disposizione professionisti specializzati nell’attività alberghiera.
Un Know-how sviluppato in combinazione con strumenti aggiornati, creerà un’attività di sviluppo manageriale personalizzata e dedicata ad ogni aspetto del settore ricettivo, attraverso una corretta analisi si avrà l’opportunità di individuare i punti deboli da sopprimere, i costi da ridurre e il fatturato da accrescere.

Provincia di Perugia, bando digitalizzazione per hotel e agriturismi. Cos’è e come fare domanda.

Bando Digitalizzazione per hotel nella provincia di Perugia

Il 22 dicembre 2017 è stato pubblicata dalla Camera di Commercio di Perugia, il Bando digitalizzazione Turismo – Agroalimentare – Artigianato artistico 2017 che, con una dotazione finanziaria di 551.550 euro, si rivolge alle imprese del comparto turistico, agroalimentare e delle produzioni artigianali artistiche e tradizionali.

I contributi saranno destinati alle PMI della provincia di Perugia, regolarmente in attività e registrate presso il Registro Imprese, in regola con il pagamento del diritto annuale e con il DURC, che svolgano, come principale, una delle attività elencate nei rispettivi Bandi di partecipazione.

I contributi saranno pari al 50% dei costi ammissibili con un massimale di 5.000 euro, e le spese al netto di IVA, non dovranno essere inferiori a 2.000 euro.

Quali vantaggi può trarre un’attività ricettiva come un hotel o un agriturismo dal bando digitalizzazione promosso dalla Camera di Commercio di Perugia?

Ad esempio si può acquistare un software gestionale che rientra pienamente nell’articolo 3 del bando, così da digitalizzare ed automatizzare diversi processi.
Modernizzare l’organizzazione dei processi in una struttura ricettiva, permette di risparmiare sulle tempistiche, così da poter dedicare più tempo ai propri ospiti.
Basti pensare al lavoro svolto dal channel manager, in grado di automatizzare ogni operazione per la gestione dei vari canali, oppure a quello del booking engine, che permette al proprio cliente di prenotare direttamente dal sito dell’hotel, azzerando eventuali commissioni.

Quali strutture possono presentare domanda di agevolazione?

Nel Bando digitalizzazione rientrano le PMI operanti nella provincia di Perugia, che operano nel comparto turistico, agroalimentare e delle produzioni artigianali artistiche e tradizionali. Saranno ammesse le imprese individuate dai codici ATECO riportati nel bando.
Nella linea turismo rientrano ALBERGHI e ostelli per la gioventù, mentre nella linea agroalimentare rientrano AGRITURISMI con attività di alloggio connesse alle aziende agricole e attività di ristorazione connesse alle aziende agricole.

Quali sono le spese ammissibili?

Come stabilito dall’articolo 3, saranno ammessi al contributo gli investimenti finalizzati all’acquisto di software e all’acquisizione di servizi che consentano lo sviluppo attività di modernizzazione dell’organizzazione del lavoro.

Qual è l’importo concedibile?

Secondo quanto stabilito dal bando, i contributi saranno pari al 50% dei costi ammissibili con un massimale di 5.000 euro, e le spese al netto di IVA, non dovranno essere inferiori a 2.000 euro.
Gli investimenti saranno calcolati al netto dell’IVA e dovranno essere comprovati da fatture di spesa che abbiano data compresa fra la data di pubblicazione del presente Bando (22/12/2017) e il termine previsto per la presentazione della rendicontazione dall’articolo 9 del bando.

Come va presentata la domanda per hotel, agriturismi o altre strutture ricettive?

La domanda, redatta secondo lo schema allegato e sottoscritte dal titolare o rappresentante legale dell’impresa, in regola con l’imposta di bollo, dovrà essere trasmessa alla Camera di Commercio di Perugia esclusivamente con invio TELEMATICO secondo le indicazioni del presente articolo con firma digitale, attraverso lo sportello on line “Contributi alle imprese”, all’interno del sistema Webtelemaco di Infocamere – Servizi e-gov.
La modulistica per compilare la domanda va presentata accedendo a questa pagina.

Quando va presentata la domanda?

Le domande potranno essere presentate dalle ore 8:00 del 22/01/2018 alle ore 21:00 del 22/02/2018. Saranno automaticamente escluse le domande inviate prima e dopo tali termini.

Slope rientra nel Bando digitalizzazione della Camera di Commercio di Perugia?

Sì, il software gestionale Slope rientra pienamente nel bando digitalizzazione, come si può vedere nell’articolo 4 punto C alla voce “software”.

Slope è una soluzione software che ti fornisce in un unico software tutti gli strumenti di cui hai bisogno per gestire in maniera più produttivaed efficace la tua struttura. Il Bando digitalizzazione della Camera di Commercio di Perugia un’occasione imperdibile per tutte quelle strutture ricettive che stanno valutando da un po’ la possibilità di acquistare un software in grado di semplificare il lavoro e massimizzare i guadagni.

Slope offre una suite di soluzioni software perfettamente integrate fra loro come il booking engine, il channel manager o il PMS. Slope è interamente cloud-based: questo ti permette di amministrare la tua struttura da qualsiasi dispositivo fisso o mobile ovunque tu sia.
Scopri subito tutte le FUNZIONALITÀ di Slope.

 

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075 91 40 782 • info@slope.it

L’abc degli indici alberghieri alla base del revenue management

revenue management hotel attraverso statistiche e report che aiutano a comprenderne l'andamento delle prenotazioni

Nel settore alberghiero si sente parlare di revenue management e di strategie di revenue, queste sono metodologie tramite le quali si cerca di misurare e massimizzare i ricavi del proprio hotel.

Cerchiamo di fare chiarezza intorno a questi concetti, tracciando alcune linee guida di base e spiegando quali sono i principali indici da conoscere per costruire una metodologia di lavoro vincente da adottare per una struttura ricettiva di qualsiasi dimensione.

Nel presente articolo tratteremo dei seguenti indici di revenue management:

IndiceSignificato
ADRRicavo medio per camera venduta
ARCMedia dei costi totali per camera venduta
Bottom ratePrezzo al di sotto del quale vendere una camera diventa anti-economico
CostPARCosto di ogni camera disponibile
IMOIndice medio di occupazione
ORPercentuale di occupazione
RevPARFatturato generato per camera disponibile

CostPAR e bottom rate

CostPAR sta per Cost per Available Room e serve a calcolare il costo di ogni camera disponibile.

Questo indice può essere calcolato per singolo giorno, su base settimanale per mese oppure su base annuale. Il CostPar è di primaria importanza per mantenere una politica di vendita che sia produttiva e sostenibile ma anche per poter definire la bottom rate.

La bottom rate è il prezzo soglia al di sotto della quale vendere una camera diventa antieconomico e si genera quindi una perdita economica. Tale indice si calcola dividendo i costi totali tra il numero delle camere e i giorni di apertura.

Esempio: la struttura Relais Villasole ha un complessivo di costi totali pari a 500.000€. Le camere del Relais sono 40 e rimane aperto 250 giorni l’anno.
(Totali costi / Numero camere) / giorni di apertura
(500’000 / 40) / 250 = 50 €

Al fine di poter ottenere un valore di CostPar è importante aver intrapreso un’analisi dei costi accurata.
L’analisi dei costi è l’operazione secondo la quale si prendono in considerazione tutti quelli che sono tutti i costi della struttura, suddividendoli in varie categorie di appartenenza tra cui “costi fissi” e “costi variabili”.

costi fissi rappresentano quei costi che non vengono condizionati dalla maggiore o minore presenza di ospiti, ad esempio: costi per canoni di locazione o stipendi per il personale.

I costi variabili sono invece determinati dalla presenza o meno degli ospiti e possono essere costi di lavanderia e biancheria oppure per materie prime legate alla prima colazione/buffet.

OR (percentuale di occupazione)

L’OR è l’acronimo di occupancy rate ed è il rapporto in percentuale tra le stanze disponibili in un certo periodo e le camere vendute nello stesso periodo.

Esempio: la struttura Relais Villasole ha una capacità di 40 camere ed il mese in questione, ossia novembre, ha 30 giorni.
Prima di tutto calcoliamo la nostra disponibilità massima, moltiplicando 40 camere per 30 giorni, ottenendo il risultato di 1200 camere. A questo punto occorre conoscere il numero di camere vendute nel mese di novembre, ipotizziamo che siano 690.

Per calcolare la percentuale di occupazione basterà dividere il numero delle stanze vendute per il totale disponibile e poi moltiplicare per cento.
(Camere vendute / camere totali) x 100.
(690 / 1200) x 100 = 57,5%

RevPAR (Revenue Per Available Room)

RevPar sta per Revenue Per Available Room ed indica il fatturato generato per camera disponibile nell’intero hotel.

Per “camere disponibili” si intendono gli alloggi che possono essere venduti in quel periodo, vengono quindi esclusi dal calcolo eventuali alloggi guasti o non disponibili alla vendita.
Per semplificare ancora di più il concetto possiamo dice che il RevPar è “l’indice di salute” di un hotel ovviamente in termini di revenue management.

Il RevPar tiene conto infatti del valore economico di ogni singola camera su un preciso arco temporale (giorno, settimana, mese, anno).

Si può calcolare il RevPAR con due FORMULE diverse. Vediamole insieme.

Nella PRIMA formula si dividono i ricavi totali delle stanze in un determinato periodo diviso il n° di camere disponibili nello stesso periodo.

Esempio: Relais Villasole ha 40 camere e ne vende 23. Grazie alle vendite, incassa 2500€.
RevPar = 2500 € / 40 = 62,5€

Nella SECONDA formula si moltiplica ADR (ricavo medio per camera) e OR (percentuale di occupazione) ed infine si divide per 100.

Esempio: Nel mese di novembre il Relais Villasole ha un ADR pari a 108,69€ e OR del 57,5%.
(% occ. x ADR)/100 = RevPar

(57,5% x 108,69)/100 = 62,5 €

indici alberghieri revenue management software gestionale slope
Report forniti dal PMS Slope

ARC (Average Room Cost)

ARC è l’acronimo di Average Room Cost. L’ARC è la media dei costi totali per camera.

Si ricava dividendo tutti i costi sostenuti in un determinato periodo per il numero di camere vendute nello stesso periodo. Nel calcolo dei costi è importante fare attenzione all’analisi della competenza di un costo.

Se per esempio la nostra struttura ricettiva offre altri servizi oltre alla vendita di camere è importante che eventuali coti sostenuti per azioni che possono impattare anche gli altri reparti (e.g. ristorante, bar, spa, etc…) vengano ri-proporzionati in maniera corretta.

Se per esempio il nostro hotel ha un parcheggiatore che gestisce il parcheggio e i clienti che usufruiscono del servizio godono di altri servizi come per esempio il ristorante, è importante che quel costo venga incluso nel calcolo del nostro ARC in maniera proporzionale alla competenza che ha nel reparto camere.

ADR (Average Daily Rate) o RMC

L’ADR è l’acronimo di Average Daily Rate, in Italia è più comunemente conosciuto come RMC ossia Ricavo Medio per Camera.

L’ADR indica la misura della tariffa media pagata per ogni camera venduta, ci aiuta quindi a comprendere la tariffa media pagata dai nostri ospiti per una stanza in un determinato periodo di tempo.

La formula per calcolare l’ADR si effettua dividendo il totale delle entrate generate dalle camere per il numero delle camere stesse (vendute).

Sottolineiamo il fatto che l’ADR non può essere preso pienamente in considerazione perché rappresenta un dato incompleto, infatti in questo indice gioca un ruolo molto importante l’invenduto perché come dicevamo sopra anche le camere libere NON vengono prese in considerazione.
Per ottemperare a questo deficit, si consiglia di monitorare anche l’IMO così da avere una visione più lucida, affidandosi maggiormente alla RevPar.

Esempio: il Relais Villasole con le sue 23 camere occupate nel mese di novembre ha prodotto un ricavo di 2500 €.
(entrate camere vendute / numero camere vendute)
2500 / 23= 108,69 €

IMO (Indice Medio di Occupazione)

L’IMO è l’ indice medio di occupazione e permette di conoscere la percentuale di stanze occupate nel nostro albergo in un dato intervallo temporale.

Questo indice va calcolato dividendo il numero delle camere occupate in un determinato periodo per il numero totale delle stanze di una struttura, moltiplicandolo poi per cento.

Esempio: la struttura Relais Villasole ha 40 camere, di cui 23 occupate dalla settimana che va dal 4 al 9 dicembre.
(23 / 40) x 100 = 57,5%

Slope e il revenue management

Il software gestionale Slope vi permette di conoscere ed analizzare i principali indici indispensabili per mettere in piedi la vostra strategia di revenue.

Avere dati chiari ed accessibili è fondamentale per l’albergatore per prendere decisioni che siano basate sui dati occupazionali della propria struttura.

Conoscere la domanda e segmentare il mercato, anche attraverso la consulenza di un esperto, sono informazioni indispensabili se si vogliono promuovere strategie per massimizzare i profitti dell’hotel, aumentare l’occupazione nei periodi di bassa stagione ed evitare perdite.